“Le autorità italiane non perdano tempo e si rivolgano immediatamente a Bruxelles che mette a disposizione il Fondo di solidarietà dell'Unione europea per i terribili disastri naturali come il terremoto che in questi giorni ha colpito l'Emilia Romagna”. E' l'invito di Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV della circoscrizione Nord-Est, il giorno dopo l'evento sismico che ha causato sette vittime tra le provincie di Modena, Ferrara e Bologna. “I fondi che l'Europa mette a disposizione serviranno ad aiutare in parte tutte quelle famiglie che hanno perduto la propria casa e il lavoro e che oggi hanno bisogno di aiuto più che mai”.
Zanoni fa sapere che proprio tramite il Fondo di solidarietà dell'Unione europea, istituito dal regolamento (CE) N. 2012/2002 del Consiglio dell'11 novembre 2002, l'Unione europea esprime in maniera rapida, efficace e flessibile la sua solidarietà alle popolazioni degli Stati membri colpiti da gravi calamità naturali. “Il Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE) è stato istituito allo scopo di far fronte alle grandi catastrofi naturali e offrire un aiuto finanziario agli Stati colpiti – spiega l'Eurodeputato, che avverte: “Non c'è da perdere tempo: le autorità nazionali possono presentare alla Commissione una domanda d'intervento del Fondo non oltre dieci settimane dalla data in cui si è verificato il primo danno”. Per questo “lo Stato membro deve fornire tutte le informazioni disponibili sui danni causati e sull'impatto sulla popolazione e sull'economia ed effettua una stima del costo degli interventi programmati, indicando ogni altra fonte di finanziamento nazionale, europeo e/o internazionale”.
“La tragedia che in queste ore stanno vivendo i cittadini dell'Emilia Romagna merita la massima attenzione delle istituzioni italiane ed europee – conclude l'Eurodeputato – A loro va tutta la mia solidarietà”.
Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV e vice presidente dell'intergruppo Benessere degli animali al Parlamento europeo, presenta un'interrogazione parlamentare per denunciare alla Commissione europea il tentativo di Veneto Agricoltura e della Regione Veneto di uccidere indiscriminatamente un alto numero di cervi (Cervus Elaphus Elaphus) nella foresta del Cansiglio tra le province di Treviso, Belluno e Pordenone. “Si è cercato fino all'ultimo di sparare a degli innocenti animali con la scusa della sovrappopolazione e in un'area dichiarata Sito d'Interesse Comunitario SIC (Direttiva 92/43/CEE) e Zona di Protezione Speciale ZPS (Direttiva 147/2009/CE). Invito la Commissione a prendere una posizione ufficiale di modo che una simile tentata strage non si verifichi più”.
Alla base del massacro sfiorato e bloccato in extremis c'è un discutibile rapporto di Veneto Agricoltura in cui si ventilava la presunta eccessiva presenza di cervi e si promuoveva il “Piano di controllo del Cervo nel comprensorio della Foresta del Cansiglio 2011 – 2013” approvato poi dalla Giunta Regionale del Veneto (delibera n. 2867 del 29 settembre 2009). Sulla black list sono finiti così ben 1.600 cervi da abbattere nei prossimi 3 anni, al fine (dicevano) di tutelare l’ecosistema agroforestale del Cansiglio. “Alla vaghezza di questo studio si è aggiunta l'assoluta mancanza di alternative come un più civile trasferimento per ripopolazione”, attacca Zanoni, che ricorda come l’inizio delle uccisioni era stato previsto entro fine aprile, “in un periodo in cui è alta la presenza di femmine gravide e di cuccioli sotto i 12 mesi”. “Se la sovrappopolazione è davvero un problema in Cansiglio, allora invito le autorità locali a studiare un eventuale spostamento dei cervi per trasformare l'emergenza in opportunità”. Zanoni ricorda infatti che la Lega di Muraro, Presidente della Provincia di Treviso, in passato ha speso ben 34.000 euro di fondi europei per lo studio del bramito proprio dei cervi del Cansiglio, e adesso ne autorizza lo sterminio.
“È noto che nelle aree SIC, come quella della foresta del Cansiglio, gli Stati membri sono tenuti ad adottare misure di salvaguardia idonee alla tutela del pertinente interesse ecologico – continua l'Eurodeputato – ovvero il patrimonio faunistico e floristico-vegetazionale rivestito da detti siti a livello nazionale, con riguardo all’obbiettivo di conservazione contemplato dalla Direttiva 92/43/CEE”.
“E poi i monitoraggi eseguiti sulla popolazione degli ungulati del Cansiglio non sono stati eseguiti con metodo scientifico – aggiunge Zanoni che cita a questo proposito un parere dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ISPRA che rilevava come l’operazione di monitoraggio era stata condotta senza tenere in considerazione la loro presenza incostante sul territorio del Cansiglio nell’arco dell’anno a causa di migrazioni stagionali in larga misura sconosciute.
Dopo aver contribuito a scongiurare la strage scrivendo personalmente ai ministri Clini, Catania e al Corpo forestale dello Stato, Zanoni ha portato la questione a Bruxelles affinché la Commissione europea assuma una posizione forte affinché simili “tentati omicidi” non si verifichino più nel futuro. “La vittoria di oggi non ci deve far dimenticare che la lobby dei cacciatori è sempre attiva sul nostro territorio – conclude l'Eurodeputato – Aver salvato i cervi del Cansiglio oggi deve servire da stimolo per scrivere nella roccia i dettami europei sulla protezione della fauna selvatica”.
Ore 17:40 - Leoluca Orlando è il nuovo sindaco di Palermo. "Vorrei chiarire che oggi non c'è nessun motivo per esultare, perché in questo momento c'è un funerale a Brindisi. Per questo come annunciato non faremo nessuna festa per rispetto alle vittime della strage nella scuola della città pugliese e per il sisma che ha duramente colpito l'Emilia Romagna". Queste le prime dichiarazioni di Leoluca Orlando eletto, con quasi il 73% dei voti, nuovo sindaco di Palermo. Un vero plebiscito per l'esponente IdV che torna a sedere per la quarta volta in 27 anni sulla poltrona più prestigiosa di palazzo delle Aquile. "Palermo - ha detto ancora Orlando - deve ora trovare in se stessa le ragioni per riprendersi. Noi - ha sottolineato - questa battaglia la combatteremo e credo che la vinceremo". Quanto accaduto nel capoluogo siciliano va letto in una chiave più ampia: "Il risultato di Palermo fa nascere la terza Repubblica - chiarisce il nuovo sindaco della città - e manda un messaggio chiaro al sistema dei partiti e al governo nazionale". (Leggi l'intervento completo).
Un successo completo, quello di Orlando e dell'IdV, considerando che, con la nuova legge elettorale siciliana, Italia dei valori avrà 30 consiglieri su 50 al Comune di Palermo: il 60% dell'intera assemblea di Sala delle Lapidi, percentuale assegnata con il premio di maggioranza alle liste (in questo caso è una, visto che l'altra, Fds-Verdi, non ha superato il quorum del 5%) che sostengono il candidato a sindaco risultato vincitore.
Ore 16:45 - Orlando è il nuovo sindaco di Palermo. Ormai manca solo l'ufficialità, visto che sono state scrutinate 595 sezioni su 600: Leoluca Orlando è accreditato del 72,4% dei voti.
Ore 16:40 - Con vittoria Orlano, più certe dimissioni Lombardo. "Dopo la vittoria di Orlando credo di più ora alle dimissioni annunciate da Lombardo. Del governatore non mi fido, ma il segnale che viene da Palermo mi induce in questo senso a essere più ottimista, anche in relazione al comportamento dei suoi alleati e del Pd". Lo ha detto il segretario provinciale di Idv Pippo Russo.
Ore 16:30 - Orlando verso il trionfo. Cresce ancora il consenso di Leoluca Orlando. Le ultime proiezioni Rai lo danno al 73%, contro il 27% del suo avversario, Fabrizio Ferrandelli.
Ore 16:27 - Nessuna festa per vittoria Orlando. Se Leoluca Orlando vincerà il ballottaggio con Fabrizio Ferrandelli per la scelta del sindaco di Palermo non ci sarà alcuna festa in piazza. La decisione, spiega lo staff di Orlando, è stata presa per rispetto delle vittime del terremoto in Emilia Romagna e di Melissa Bassi, uccisa nella strage alla scuola di Brindisi.
Ore 16:18 - Giambrone: Palermo ha voglia di cambiare. "Palermo ha con grande chiarezza espresso la sua voglia di cambiare e voltare pagina. I palermitani hanno assegnato la guida della città a chi ha competenza e professionalità, a chi ha dimostrato già in passato di saperlo fare. Insomma la città ha dimostrato con questo voto di voler voltare pagina e mettere una pietra tombale su quanto è accaduto negli ultimi dieci anni". A dirlo è Fabio Giambrone, coordinatore regionale di Idv in Sicilia, commentando i primi dati sulle amministrative del capoluogo siciliano, che danno una schiacciante vittoria di Leoluca Orlando su Fabrizio Ferrandelli.
Ore 16:05 - A Palermo Orlando allunga. Le ultime proiezioni Rai, danno Leoluca Orlando al 72%. Fabrizio Ferrandelli al 28. A Parma è sempre avanti Federico Pizzarotti (M5 stelle) con il 59,3%. Vincenzo Bernazzoli del centrosinistra è al 40,7. A Genova Marco Doria (centrosinistra) è al 61,2%. Enrico Musso (Terzo polo) al 38,8.
Ore 15:45 - Orlando cresce ancora. A Palermo si profila una grande vittoria per Leoluca Orlando. Secondo l'Istituto Piepoli, infatti, il dato del candidato sindaco dell'Italia dei valori sarebbe salito al 70,4%.
Ore 15:30 - Orlando avanti a Palermo. Secondo i primi dati diffusi dall'Istituto Piepoli, Leoluca Orlando, candidati sindaco dell'IdV, avrebbe ottenuto il 70,1% dei voti. Ferrandelli il 29,9%. A Genova Doria, per il centrosinistra, sarebbe al 60,8%. Il suo avversario, Musso 39,2%. A Parma sembra profilarsi il successo di Pizzarotti del Movimento 5 stelle (60,1). Il candidato del centrosinistra, Bernazzoli sarebbe invece fermo al 39,9%.
Ore 15:10 - affluenza in calo. Secondo i primi dati sull'affluenza diffusi da Sky a Genova è andato al voto il 48% degli aventi diritto. A Parma il 60. A Palermo il 41%
Ore 15 - seggi chiusi. I giochi sono fatti. Si sono chiuse alle 15 le urne per i ballottaggi in oltre cento comuni italiani dove si è votato per l'elezione dei sindaci. A breve i primi risultati. Segui con noi la diretta da Palermo dove Leoluca Orlando corre per la poltrona di Primo cittadino.
Italia al voto per i ballottaggi, in un generale clima di tristezza per la strage di sabato in una scuola di Brindisi e per il sisma che ha colpito l'Emilia Romagna.
Le urne, aperte da domenica alle 8, si chiuderanno oggi alle 15. Sono oltre quattro milioni gli aventi diritto, chiamati ai seggi in più di cento Comuni nei quali il Sindaco non è stato eletto nella prima tornata elettorale di due settimane fa. Tra i confronti più importanti, Palermo, Genova, L'Aquila e Parma. 19 i comuni capoluogo di provincia dove si vota.
A catalizzare l'attenzione è soprattutto la sfida per palazzo delle Aquile a Palermo, tra Leoluca Orlando, che ha votato domenica mattina al seggio di via Filippo Parlatore 56, presso la scuola elementare Manzoni, e Fabrizio Ferrandelli. Favorito Orlando, che al primo turno ha raccolto quasi il 50% dei voti dei suoi concittadini. Il candidato sindaco dell'Italia dei Valori, è già stato Primo cittadino della città 20 anni fa, durante uno dei periodi più floridi del capoluogo siciliano; proprio per questo ricordato come la 'Primavera di Palermo'.
La percentuale di affluenza alle urne dei ballottaggi alle ore 12 di ieri nei Comuni italiani chiamati al voto è stata del 10,33%. Un dato in calo rispetto alle precedenti votazioni, quando alla stessa ora aveva votato il 12,76% degli aventi diritto.
E' andata anche peggio con l'ultima rilevazione di ieri sera, che ha evidenziato un calo verticale dell'affluenza alle urne. Alle ore 22 di domenica, infatti, la percentuale dei votanti si è fermata al 36,2%, contro il 47,6% del primo turno. La prima giornata di voto è stata dunque caratterizzata da una flessione fortissima, che a Palermo ha superato i 18 punti percentuali (dal 46,8% di due settimane fa al 28,5% di oggi).
“Il ministro Severino risolva al più presto l’annosa questione della sede della Scuola di magistratura che, in questi anni, a causa dei diversi provvedimenti sulla sua dislocazione, ha prodotto solo spreco di risorse pubbliche”. E’ quanto chiede il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, in un’interrogazione al ministro della Giustizia. “La Scuola superiore della magistratura – spiega il leader IdV -, è stata istituita nel 2006 con un decreto legislativo che indicava anche le tre sedi: Latina per il centro, Catanzaro per il sud e una città in provincia di Bergamo per il nord Italia. La sede di Latina era stata poi sostituita con Firenze e quella di Catanzaro con Benevento. Dopo le politiche del 2008, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, inaugurò personalmente la sede di Bergamo per la quale il comune ha pagato un canone di locazione, nonostante non sia mai stata avviata alcuna attività. Il 15 febbraio scorso il Presidente della Repubblica ha comunicato al CSM che, nella fase di avvio, il Ministro avrebbe potuto decidere per una sola offerta formativa, valida per tutto il territorio nazionale, in modo da conciliare la necessità di avviare rapidamente la Scuola con le difficili condizioni della finanza pubblica. Il ministro Severino, il 9 maggio, ha quindi indicato al CSM come sede unica nazionale Villa di Castelpulci, di proprietà pubblica, nel Comune di Scandicci, provincia di Firenze e ha stabilito che i vincitori del concorso in magistratura saranno assunti a partire dal mese di giugno. Nel frattempo, però – aggiunge Di Pietro -, sono stati spesi circa 22 milioni di euro per gli affitti e le ristrutturazioni delle sedi precedentemente indicate. A questi si aggiungono i 240mila euro che, in base a un contratto d’affitto di sei anni con la Curia, dall’anno scorso il Ministero paga per quella che sarebbe dovuta essere la sede di Bergamo”.
“Il ministro Cancellieri chiarisca le sue affermazioni rilasciate ad alcuni organi di stampa in merito sulla soppressione di Prefetture, Questure e Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco”. Lo chiedono in un’interrogazione rivolta al ministro dell’Interno il leader dell’IdV, Antonio Di Pietro, e il responsabile sicurezza del partito, Giovanni Paladini. “Le dichiarazioni del ministro – scrivono i due esponenti IdV – riguardavano la soppressione di un numero indefinito di Prefetture, Questure e Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco e, come riportate dai giornali, non facevano cenno alcuno ai criteri di razionalizzazione. In merito a tale decisione, le rappresentanze sindacali dei circa 200.000 lavoratori coinvolti si sono dette all’oscuro della vicenda. Alla Cancellieri è certamente nota la situazione drammatica in cui versano le forze dell’ordine, della sicurezza e della prevenzione, presidi sui quali si sono riversati continui tagli che, già da diverso tempo, ne minacciano l’operatività e la tempestività sui territori del Paese”. Nell’interrogazione Di Pietro e Paladini chiedono al ministro “quali siano i suoi orientamenti in merito al futuro della sicurezza per il nostro territorio, per i cittadini e per coloro che vi prestano la loro opera, con quali strumenti intenda eventualmente darvi corso e con quali tempi intenda farne partecipi le rappresentanze sindacali”.