Il paese affonda e la classe politica è in vacanza
Gli italiani sono sull’orlo del burrone mentre la loro classe politica si è assegnata una vacanza premio. Infatti i dati Istat sul calo della produzione industriale, che ha raggiunto -4,6% ad aprile, insieme alla diminuzione del prodotto interno lordo, che nel primo trimestre è sceso dello 0,6%, sono allarmanti. Numeri che confermano la fondatezza della nostra dura opposizione, portata avanti in questi anni, in Parlamento nelle piazze, contro gli scellerati governi Berlusconi prima e Monti poi. Ci siamo sempre battuti contro le loro politiche inique perché sapevamo che stavano tagliando servizi, tassando solo i cittadini più deboli, senza mettere in campo misure strutturali per la crescita. Anzi, il governo Monti ha generato ulteriore recessione senza smuovere di un millimetro il rapporto debito-Pil che toccherà presto quota 130%. Monti ha portato avanti una battaglia ideologica contro l’articolo 18, sostenendo che la sua abolizione avrebbe incentivato gli investimenti stranieri. Ma, in realtà, non è arrivato neanche un euro in più. I clamorosi dati sulla riduzione della produzione industriale, uniti a quelli sulla disoccupazione reale, indicano e dicono cosa dovrebbe fare il governo Letta: esattamente l’opposto di ciò che ha fatto Monti. Bisognerebbe dare degli incentivi alle imprese che investono nel nostro Paese, ridurre il costo del lavoro e riconoscere più diritti ai giovani. Questo però vorrebbe dire scontrarsi con il sistema finanziario e speculativo che dentro l’esecutivo dell’inciucio è cosi ben rappresentato e presidiato dai berlusconiani. Tutti sanno ciò di cui ha bisogno l’Italia per uscire dalla crisi ma Letta è ostaggio degli interessi del Cavaliere e non può e non vuole agire, e pertanto preferisce sopravvivere avvitandosi su giochi di Palazzo.








