Lunedi, 21 Maggio 2012

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Società e Informazione

Nomine AGCOM alla luce del sole

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Antonio Di Pietro

agcomHo inviato una lettera al presidente della Camera, Gianfranco Fini, in merito alle nomine di competenza della Camera per il rinnovo delle cariche dell’Agcom. Vogliamo evitare che la seduta di mercoledì prossimo si svolga, come è sempre accaduto in passato, senza alcuna discussione e con i deputati che si limitano a votare ciò che i vertici dei loro partiti hanno deciso nel chiuso delle loro stanze.

Di seguito il testo completo della lettera.

Mercoledì 23 maggio la Camera dei Deputati procederà alle nomine di sua competenza per il rinnovo delle cariche scadute dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e dell’ Autorità garante dei dati personali.Il gruppo dell’Italia dei Valori ha sollevato ripetutamente, attraverso la mozione 1-00954, presentata dall’onorevole Massimo Donadi, il 22 marzo 2012, e attraverso interrogazioni e dichiarazioni pubbliche, l’esigenza che alle suddette nomine si pervenisse dopo un esame e una discussione pubblica delle proposte di candidatura avanzate da singoli, da movimenti e associazioni della società civile e dai gruppi parlamentari.

Scopo delle iniziative, promosse dall’IdV, è quello di garantire che Autorità che si occupano di diritti fondamentali, come il diritto alla libertà e al pluralismo dell’informazione o il diritto alla tutela della privacy, o che hanno il compito di tutelare la libera concorrenza nel mercato radiotelevisivo e la libertà della rete, siano guidate da persone nominate in modo trasparente, altamente qualificate e sicuramente indipendenti dai partiti e dagli interessi coinvolti.

A noi sembra questa la strada attraverso cui il tanto sbandierato “passo indietro” dei partiti si traduce in comportamenti coerenti e cessa di essere una giaculatoria senza nessuna conseguenza pratica.Vogliamo evitare che la seduta di mercoledì prossimo si svolga, come è sempre accaduto in passato, senza alcuna discussione e con i deputati che si limitano a votare ciò che i vertici dei loro partiti hanno deciso nel chiuso delle loro stanze.

Le chiediamo, Signor Presidente, di adoperarsi per un’organizzazione dei lavori della Camera dei Deputati e per tempi che consentano che tutto avvenga alla luce del sole e di fronte all’opinione pubblica.

Teatro Valle, è in gioco la gestione della cultura

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Giulia Rodano

“E’ senz’altro apprezzabile che un artista come Giorgio Albertazzi senta il bisogno di confrontarsi con i lavoratori che occupano il Teatro Valle. Tuttavia, leggendo la sua intervista sul Messaggero di oggi, si ha la sensazione che mentre al Valle Occupato indicano la Luna l’ex direttore del teatro di Roma rischi di fermarsi a guardare il dito: la domanda che pone l’esperienza del Valle Occupato non è infatti la proprietà pubblica dello spazio, ma la prassi di governo delle istituzioni culturali pubbliche”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, responsabile nazionale Cultura di Italia dei Valori. “Non è in discussione che il Valle appartenga e apparterrà al Demanio, e che a garantirlo dovranno essere in primis gli enti locali” dichiara Rodano. “L’occupazione del teatro è una critica serrata e fondata alla gestione delle fondazioni culturali, pervasa dalle logiche di partito e di potere, come dimostrano appieno anche le recenti vicissitudini del festival di Roma. Il Valle Occupato chiede logiche diverse: quindi regole nuove, innanzitutto, che liberino la cultura italiana dalla nomine di partito e dalle raccomandazioni. E poi vengono chiesti sia un peso nuovo della cultura nella distribuzione delle risorse statali, sia spazi per nuovi contenuti: c’è una nuova generazione di artisti e di lavoratori della cultura che chiede un’opportunità concreta per partecipare alla gestione della cultura e per poter esprimere nuovi linguaggi e nuove storie”. “Lo chiedono da quasi un anno al Teatro Valle, a Roma, e da alcuni giorni lo chiedono anche a Milano, con l’esperienza del Macao” conclude Rodano. “C’è quello che i sociologi definiscono ‘soffitto di vetro’, ovvero una barriera discriminatoria, che i lavoratori del Valle vogliono abbattere: è con questa loro ambizione che occorre confrontarsi”.

Commissione Cultura: Zazzera lancia Beppe Giulietti alla Presidenza

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La redazione IDV
“La Commissione Cultura della Camera è da settimane senza un Presidente a seguito delle dimissioni dell’On. Valentina Aprea. Vogliamo evitare che inizi il valzer delle poltrone e la pratica della spartizione. Serve aria nuova nella politica e soprattutto scelte chiare” a dichiararlo è l’On. Pierfelice Zazzera (IDV) capogruppo in Commissione che attraverso il suo blog www.pieffezeta.it lancia la proposta di Beppe Giulietti a Presidente di Commissione, quale alternativa alla logica spartitoria dei partiti.

“Noi dell’Italia dei Valori vogliamo un Presidente per la Commissione Cultura che sia indipendente e autorevole, dopo anni di macerie e disastri. Un Presidente lontano dal conflitto di interessi che ammorba il Paese – prosegue il dipietrista – limitando la libertà di informazione e la democrazia. All’antipolitica bisogna rispondere con la buona politica, ecco perché mi permetto di proporre la candidatura alla Presidenza di una Commissione così importante come la Cultura una personalità autorevole come l’On. Beppe Giulietti, del quale apprezzo l’impegno per Articolo 21, per l’indipendenza della RAI, per la libertà dell’informazione e per il rilancio della cultura. La candidatura di Giulietti è una chiara proposta politica di rinnovamento e di cambiamento per la rigenerazione dei partiti e la credibilità delle istituzioni”.

Rai. Piano tagli approvato da Cda scaduto

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La redazione IDV
“L'utile sull'esercizio 2011, sbandierato dal Cda Rai soltanto un mese fa, si rivela per quello che è: un lifting contabile per nascondere una gestione inefficiente, pesantemente condizionata dalle interferenze politiche e dal conflitto di interessi. Ma la verità viene a galla: per pareggiare i conti 2012 la Rai è oggi costretta a fare un taglio di 46 milioni di euro”.
Lo afferma, in una nota, il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che aggiunge: “Evidentemente le previsioni di entrata erano state gonfiate, nonostante fosse chiaro a tutti che la contrazione delle risorse pubblicitarie era ampiamente prevedibile. Ci piacerebbe conoscere, nel dettaglio, dove si vuol tagliare. Vogliamo sapere se si vuole intervenire negli sprechi imposti dai partiti che governano la Rai negli appalti, negli acquisti e nelle nomine motivate soltanto da ragioni di fedeltà politica o se, invece, si vuole colpire la qualità e la quantità dell'offerta televisiva.
Un Cda scaduto, privo di autorità e di legittimazione democratica, espressione degli interessi di Berlusconi e di quei partiti che hanno lottizzato, non ha nessun titolo per fronteggiare una situazione da esso stesso creata. Deve lasciare subito il campo. Il Governo Monti e il Parlamento hanno il dovere istituzionale di intervenire perché ciò accada rapidamente.
Abbiamo chiesto ripetutamente, da oltre un mese e mezzo, che si cambi la legge Gasparri o che, per l'immediato, si attivi una procedura innovativa e trasparente per la selezione dei candidati alla governance della Rai. Finora, né il Governo, né la Commissione parlamentare di vigilanza sono stati capaci di indicare le modalità per il deposito delle  candidature e dei curricula professionali e per esaminare e selezionare i candidati. Evidentemente hanno una paura matta della trasparenza per continuare a tenere nascoste nei conciliaboli segreti le loro scelte di spartizione”.

Festival del film 'commissariato' dalla politica

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La redazione IDV

“La seduta odierna del Cda del festival di Roma attesta definitivamente il ‘commissariamento’ dell’evento da parte della politica romana: i passaggi in Consiglio delle proposte, dei bilanci, dei progetti sulla futura edizione sembrano ormai atti puramente burocratici. A detta dei consiglieri, a decidere davvero sarà solo l’assemblea dei soci, cioè la politica. L’ennesimo rinvio delle date del festival, seppur grave, passa in secondo piano rispetto a una gestione così singolare e incongrua della kermesse: evidentemente per il centrodestra la cultura ha una sua legittimazione solo se asservita alle convenienze del potere. I ritardi organizzativi, l’assurda vicenda delle nomine lottizzate, le improvvisazioni e le smentite sulla location del festival, la rinuncia alla sala più grande dell'auditorium e il ricorso obbligato ad una tensostruttura, la pericolosa prossimità con le date del festival di Torino, non sono altro che gli effetti inevitabili delle gravi e indebite pressioni esercitate dalla politica sulla Fondazione. Il festival di Roma sta diventando come quello di Sanremo: il cinema, cioè l’arte, non è più l’obiettivo, non se ne parla nemmeno più. Con la Polverini e Alemanno, il festival è il pretesto per occuparsi di altro”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale e responsabile nazionale Cultura di Italia dei Valori.

Informazione. Troppe penne insaguinate, ricordare loro sacrificio

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La redazione IDV

“Ricordiamo con commozione, rispetto e gratitudine tutti i giornalisti assassinati dalle mafie e dal terrorismo solo perché facevano il loro dovere. Il diritto dei cittadini ad essere informati è sacro così come il diritto del giornalista che deve poter raccontare la verità senza minacce o pressioni”.
E’ quanto afferma in una nota il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando, in occasione  della quinta edizione della Giornata della Memoria, dedicata ai giornalisti uccisi da mafie e terrorismo, che quest’anno si celebra a Palermo. “Siamo grati a Mario Francese – prosegue Orlando - a Mauro De Mauro, Carlo Casalegno, Giancarlo Siani, Giuseppe Impastato, Giuseppe Fava, Cosimo Cristina, Mauro Rostagno, Giuseppe Alfano, Walter Tobagi, Giovanni Spampinato, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin e a tutti gli altri coraggiosi cronisti che hanno perso la vita per raccontare la verità e per denunciare alla collettività i criminali e il sistema mafioso. Siamo vicini, inoltre, a tutti i giornalisti che vivono blindati, continuamente sotto scorta, perché hanno il coraggio di fare fino in fondo il loro mestiere, perché hanno la schiena dritta e perché non si piegano ai ricatti.
Il Paese non deve dimenticare il loro sacrificio e le istituzioni devono stringersi intorno a coloro che, con la loro penna, aiutano le forze dell’ordine a catturare i delinquenti". “Sono troppe le penne insanguinate rimaste a terra nel corso di questi anni e noi siamo fieri di ognuna di loro perché, con il loro sacrificio, hanno scritto delle pagine di speranza, di democrazia e di lotta civile, incitando e ispirando i colleghi più giovani a seguire la loro strada e il loro esempio”, conclude

Rai. Governo avvii subito procedure per nomine

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La redazione IDV
"Il governo la smetta di trincerarsi dietro la Commissione di vigilanza e avvii subito, come permesso dalla legge, le procedure per le nomine di sua competenza, nel segno della trasparenza e della professionalità".
Lo afferma in una nota il Presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. "Infatti, - prosegue - per la nomina nel nuovo Cda del rappresentante del Ministero dell'Economia e per la indicazione del Presidente, il Governo non ha nessun obbligo di attendere le decisioni della Commissione di Vigilanza. Consenta da subito la presentazione delle candidature e dei relativi curricula e scelga, in modo pubblico e trasparente, i candidati migliori. In maniera analoga, si avvii la procedura per la scelta del Direttore Generale. Operare in questo modo significa dare un impulso nuovo e diverso anche al lavoro della Commissione parlamentare di Vigilanza, evitando che dalla sua paralisi gli unici a guadagnaci siano coloro che vogliono tenere in piedi l'attuale Cda, espressione degli interessi di Berlusconi e della sua vecchia maggioranza. Non vorremmo, infatti, che a vincere fossero, ancora una volta, l'immobilismo e l'arrendevolezza alle vecchie regole spartitorie. Il Pd deve prendere atto che il 'suo' governo non ha alcuna intenzione di cambiare la legge Gasparri e che ogni irrigidimento rischia di tramutarsi nel blocco di qualunque iniziativa innovativa come quella annunciata da Santoro e da Freccero. A meno che - conclude Di Pietro - non si voglia proprio questo".

La Rai torni ad essere dei cittadini

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Antonio Di Pietro

L’Italia dei Valori continuerà a battersi per togliere dalle mani del governo la proprietà della Rai e sottrarre dai tentacoli del Parlamento il potere di nomina del Cda. Lo ripetiamo da tempo: proprietà e potere di nomina devono essere messe in capo a una Fondazione che sia espressione degli abbonati e delle strutture organizzate, dei movimenti della società civile  e delle istituzioni che operano nel campo della cultura, dell'informazione, della ricerca, dell'Università.
Passano le settimane, passano i mesi, e l’immobilismo e l’impegno dell’esecutivo a non cambiare nulla delle vecchie regole spartitotorie è sempre più evidente. Ancora ieri il ministro Giarda ha detto chiaro e tondo quello che tutti sapevamo già da tempo. Il governo non ha alcuna intenzione di modificare la legge Gasparri che ha esasperato e amplificato l’occupazione partitiocratica della Tv pubblica, con l’aggravante del conflitto d’interessi.
La riforma della Rai resta un miraggio e nessuna discussione è stata aperta sulla riforma dei meccanismi di nomina dei vertici aziendali.
Il governo tecnico, quello che diceva di tirare dritto senza  guardare in faccia nessuno, ha alzato le braccia e si è arreso a Berlusconi e ai suoi interessi, senza toccare il potere che il Pdl, azionista di maggioranza dell’esecutivo, detiene nell'informazione e nell'industria culturale televisiva. Insomma, la Rai ha perso l’ennesima occasione per disintossicarsi dalla dipendenza dai partiti, dal governo e dai conflitti di interesse.
In attesa di una riforma seria, l'unica strada percorribile per tentare di cambiare le cose è quella della trasparenza. La Commissione di Vigilanza Rai non deve essere soltanto il luogo dove si ratificano senza discussione decisioni prese nei vertici riservati dei partiti  e del governo. Giarda ha promesso che renderà pubblici i curricula professionali dei candidati di competenza dell’esecutivo e ha invitato la Commissione di Vigilanza a fare altrettanto.  
Noi chiediamo qualcosa di più. Chiediamo che sia consentito a tutti coloro che ne hanno i requisiti di presentare la loro candidatura e di sottoporsi ad audizioni pubbliche per verificare la rispondenza dei curricula ai criteri di competenza, indipendenza, di autorevolezza e di assenza di conflitti di interesse. Da giorni ho inviato al Presidente della Commissione di vigilanza Zavoli una lettera per sollecitarlo a fare la parte di sua competenza, cambiando, però, nel segno della massima trasparenza le modalità con cui in passato si è sempre proceduto.

Rai. Di Pietro a Zavoli: su Cda tutto tace, avviare discussione

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La redazione IDV

Oggi il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha inviato una lettera aperta al senatore Sergio Zavoli, presidente della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi pubblici radiotelevisivi, per sollecitare il dibattito sulle modalità di selezione dei candidati per il Cda Rai, scaduto ormai da un mese.
Di seguito il testo della lettera, disponibile anche sul suo blog, www.antoniodipietro.it

“Caro Presidente, il Consiglio d’Amministrazione Rai, scaduto ormai da un mese, continua a governare grazie a un inaccettabile regime di prorogatio, che mantiene al comando dell’azienda uomini e donne, nominati nell’interesse dell’on.Berlusconi e della sua maggioranza. Fino ad ora nessuno ha mosso un dito. Governo e Parlamento hanno lasciato trascorrere il tempo senza che nulla accadesse. Nessuna discussione è stata aperta sulla riforma dei meccanismi di nomina dei vertici Rai. Nessun tentativo è stato fatto, in assenza di una riforma della legge Gasparri, per innovare, almeno, nel segno della trasparenza, le modalità di individuazione e selezione dei candidati per il C.d.A. Siamo di fronte a un vuoto d’iniziativa grave e preoccupante che lascia alla guida dell’azienda un vertice privo di autorevolezza e di legittimazione democratica. I danni che il protrarsi di questa situazione può provocare sono enormi, come sono evidenti i vantaggi che possono derivarne per la concorrenza privata. La Commissione che Lei presiede ha, in virtù delle leggi vigenti, una particolare responsabilità. Certamente non la responsabilità di cambiare la legge, ma sicuramente quella di provare a cambiare, con la tempestività che la situazione richiede, almeno le modalità di nomina. Da più di un mese, il mio partito ha depositato in Parlamento una mozione per evitare che la Commissione parlamentare di vigilanza si limiti a ratificare, in silenzio, le decisioni prese nei conciliaboli riservati di partito o di governo. L’IdV Le chiede, in analogia a quanto avviene nel Parlamento europeo per le nomine più importanti, di consentire, a quanti ne abbiano i requisiti di legge, di depositare presso la Commissione la propria candidatura e il relativo curriculum professionale, ma anche di attivare audizioni pubbliche dei candidati per verificarne l’effettivo possesso delle qualità d’indipendenza, competenza, professionalità e di assenza di conflitti di interesse. Tutto ciò è possibile a legislazione e Regolamento vigenti. L’IDV pensa che la trasparenza massima del procedimento di nomina sia la forma concreta per far si che l’invito ai partiti e al Governo a fare un passo indietro, non sia una vuota giaculatoria. Con la speranza di una risposta che auspico positiva, Le invio i miei più cordiali saluti e Le auguro buon lavoro. Antonio Di Pietro”.

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