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15
Jul
2012

Crisi. Sì a vendita beni pubblici, no a svendita alla Tremonti

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La redazione IDV"L’idea di ridurre il debito attraverso la cessione di beni pubblici rilanciata dal ministro Grilli non è una grande novità, l’Italia dei Valori la propone da tempo, fermo restando ovviamente il principio che i beni di interesse storico, artistico, archeologico non si toccano. Il problema, però, è che il governo si limita agli annunci senza mai passare ai fatti”. Così il capogruppo dell’Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, a proposito dell’intervista del Ministro dell’Economia Grilli al Corriere della Sera. “Va però detto con chiarezza – aggiunge – che la strada delle dismissioni è percorribile solo nella misura in cui non si proceda a una svendita, come è già successo purtroppo con le cartolarizzazioni di tremontiana memoria. Sarebbe imperdonabile ricadere in certi errori del passato, e allo stesso modo sarebbe inaccettabile se i gioielli di Stato finissero a prezzi di costo nelle mani dei soliti noti o, peggio ancora, di chi ha provocato la crisi. Se si vuole vendere il patrimonio pubblico, e non può comunque essere l’unica soluzione, si deve procedere con una gara comunitaria, attraverso un advisor affidabile, perché lo Stato possa incassare il più possibile. Ma il debito si abbatte anche per altra via, e il ministro Grilli dovrebbe saperlo bene: bisogna recuperare assolutamente le centinaia di miliardi di euro che ogni anno vengono sottratti alle casse dello Stato da corruzione e evasione fiscale. E’ su questo che il governo deve dare segnali forti – conclude Belisario – perché limitarsi a vendere i beni pubblici non può certo bastare”.
 

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