Giovedi, 17 Maggio 2012

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07
Feb
2012

Università, il Miur gestisca i fondi in modo equo e giusto

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La redazione IDV

“Ho presentato una interrogazione parlamentare al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sottoponendo alla sua attenzione il problema dell’assegnazione della dotazione di Fondo di Funzionamento Ordinario (F.F.O.) alle Università pubbliche italiane”. Cosi l’On. Anita Di Giuseppe (Idv). “Le nostre Università, baluardo della cultura e della istruzione libera e meritocratica, da anni ricevono la dotazione di Fondo secondo dettami di una burocrazia cervellotica finalizzata alla penalizzazione degli atenei del centro sud. Per il 2012 il MIUR ha portato al 12% del totale del F.F.O. la cosiddetta quota premiale, destinata alle premialità e penalizzazioni finanziarie per gli atenei, cosiddetti virtuosi e non virtuosi; Considerando l’ubicazione geografica delle università inquadrate nelle due categorie – prosegue il Deputato Idv - appare chiaro che sui 54 atenei, di pari numerosità, sparsi su tutto il territorio nazionale, solo 2 atenei centro-meridionali virtuosi, mentre sono ben 23 gli atenei del centro-nord che rientrano in questa fortunata categoria. A ciò bisogna aggiungere lì’analisi della ripartizione del  restante 88% del F.F.O. ,infatti il Fondo storicamente assegnato dal Ministero ai singoli atenei, ovvero senza tener conto di criteri meritocratici di premialità, presenta differenze assolutamente ingiustificabili, con differenze che vedono assegnare all’università maggiormente finanziata 6.500 € per ogni studente, mentre la meno supportata deve accontentarsi solo di 2.200 € e, volendo entrare nel merito, è evidente che gli atenei del centro-sud debbano risentire delle differenti condizioni di partenza; Questa sperequazione ha ormai raggiunto livelli di assoluta insopportabilità mettendo in discussione la stessa sopravvivenza del sistema universitario nazionale, per questo è necessario che il MIUR intervenga rimodulando, anzi, ribaltando i criteri di premialità oggi valorizzano la facilità di superamento degli esami a discapito della qualità della formazione ricevuta, che ignorano gli indicatori bibliometrici internazionali di produttività scientifica e che, con l’attuale sistema di valutazione annuale ed a posteriori, praticamente vanificano ogni seria volontà di programmazione per obbiettivi posta degli atenei; Per questo – conclude l’On. Di Giuseppe - è necessario che il Ministro rimetta in discussione l’attuale sistema, prestando ascolto ai rappresentanti della comunità accademica che, nel solo interesse dell’Università pubblica, potrebbero dare un validissimo contributo nella direzione dell’equità e del giusto supporto agli Atenei italiani”.