Sempre confuse e difficili da verificare le notizie che giungono dalla Libia. Alcuni osservatori parlano di continui capovolgimenti di fronte, con Gheddafi sempre più deciso a soffocare nel sangue la rivolta iniziata ormai da quasi un mese. Il colonnello ha annunciato di aver ripreso il controllo di quasi tutte le località occupate dai ribelli, ma è una versione smentita dall'opposizione. Di certo c'è solo che il grado di resistenza del Raìs è più alto di quanto la comunità internazionale si aspettasse. È necessario quindi ricalibrare la strategia diplomatica, visto il deciso rifiuto a qualsiasi trattativa con il governo di Tripoli.
Compito non facile. In questa delicata situazione, l'Italia ha buone probabilità di prodursi nell'ennesima figuraccia internazionale. Ieri il ministro degli Interni, Roberto Maroni, criticando la possibilità di un intervento militare in Libia da parte degli Stati Uniti (peraltro più volte smentito) ha attaccato Washington a testa bassa: ''Vorremmo evitare che quel Paese diventasse un nuovo Afghanistan - ha dichiarato -, ma gli americani farebbero bene a darsi una calmata. Noi siamo qui, l'Europa è qui. È meglio dunque che ce ne occupiamo noi''. Una dichiarazione imprudente e fuori luogo, che evidenzia una volta di più, la debolezza del governo Berlusconi in politica estera. La priorità, infatti, è fermare i massacri pianificati da Gheddafi per salvare se stesso, non mettere un freno alle legittime iniziative dei nostri alleati.
Le incertezze dell'Occidente ridanno fiato al colonnello libico che in un'intervista al quotidiano francese 'Le Journal du Dimanche', torna a minacciare il Mediterraneo e l'Europa, paventando un'invasione da parte di al Qaeda. Secondo il Raìs le rivolte che stanno interessando il suo Paese sarebbero organizzate dai fondamentalisti islamici che mirano a diffondere il terrorismo "su scala globale". Gheddafi fa leva sulle peggiori paure che albergano nell'animo di europei e americani dal 2001: ''La situazione - dice - è grave per l'intero Occidente e per tutti i leader europei del Mediterraneo perché Bin Laden verrà a stabilirsi nel nord Africa e lascerà il mullah Omar in Afghanistan e in Pakistan. Ci sarà una jihad islamica di fronte a voi, nel Mediterraneo''.
Il colonnello parla di un'ondata migratoria senza precedenti, una vera e propria invasione se il Vecchio continente continuerà ad appoggiare gli insorti: ''Se si minaccia, se si destabilizza tuona il Raìs -, si andrà verso la confusione, verso Bin Laden, verso i gruppuscoli armati. Avrete migliaia di persone che invaderanno l'Europa dalla Libia. E non ci sarà nessuno per fermarli”'.
Lungi dall'essere un'invasione, quella che sta interessando l'Italia nelle ultime settimane, è comunque un'emergenza. Secondo un rapporto Ocse-Censis (International migration outlook), in soli due mesi sono arrivati oltre 6000 migranti (di questi circa 5500 sono sbarcati a Lampedusa). Un dato che supera quello dell'intero 2010, quando i clandestini entrati nel nostro Paese furono 4402. Soltanto nella notte appena passata, sull'isola siciliana sono sbarcate oltre mille persone, quasi tutte provenienti dalla Tunisia e in buona salute. Tra loro anche quattro donne e tre bambini. Il centro d'accoglienza è di nuovo al limite: 1.300 gli ospiti su una capienza di 800.
Danilo Sinibaldi







