Giovedi, 17 Maggio 2012

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Giustizia

IdV: democrazia paritaria il vero obiettivo

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Alessandra Tibaldi
Il DDL approvato alla Camera sul riequilibrio della rappresentanza di genere nelle liste dei candidati per le assemblee elettive e nelle giunte rappresenta per l'Italia dei Valori un primo passo nella giusta direzione, ma il vero obiettivo resta per noi quello della democrazia paritaria.

Per questo motivo il gruppo parlamentare, a partire dalle Deputate Mura e Di Giuseppe, ha presentato gli emendamenti sostenuti da diverse associazioni della Rete per la democrazia paritaria, finalizzati alla presenza nella misura del 50% di entrambi i sessi nelle liste, nelle assemblee elettive e negli esecutivi, ma non sono stati accolti.

La previsione stabilita per legge sarà di almeno il 30% per il genere sottorappresentato, e certamente l'introduzione della doppia preferenza di genere rappresenta un avanzamento interessante, ma continuiamo a ritenere che il Parlamento non abbia colto fino in fondo le richieste del movimento delle donne.
Che hanno pagato più di chiunque altro i costi della crisi, con il taglio delle risorse per il welfare, l'aumento dell'età pensionabile, il ridimensionamento del tempo pieno nelle scuole e il licenziamento in massa di mnigliaia di docenti, per finire con una riforma del mercato del lavoro che prescinde da loro, nei contenuti e persino nell'impostazione generale.

Ora il DDL passa al Senato e naturalmente riproporremo in quella sede i nostri emendamenti, affinchè venga migliorato il provvedimento ma anche per riposizionare correttamente la discussione generale sulla riforma elettorale in vista delle prossime elezioni politiche, convinti di interpretare la profonda richiesta di cambiamento ed innovazione politica che le urne hanno espresso in Italia e nel resto d'Europa lo scorso fine settimana.

Onorare la memoria del presidente Aldo Moro

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La redazione IDV

“Nel trentaquattresimo anniversario della barbara uccisione dell’On. Aldo Moro, è quanto mai opportuno ricordare e trasmettere ai più giovani, i sentimenti di sdegno provocati da quei fatti inquietanti e drammatici che segnarono i cinquantacinque giorni intercorsi tra il sequestro e la strage di via Fani, fino al ritrovamento del cadavere del Presidente Moro”.
Lo dichiara l’On. Anita di Giuseppe che aggiunge: “Ricordo tristemente quel 16 marzo del ‘78, quando i telegiornali trasmisero la notizia del sequestro avvenuto mentre l’On. Moro, presidente dell'allora Democrazia Cristiana, si stava recando in Parlamento. Anche se i media non avevano tutti gli strumenti tecnologici di oggi, seguirono costantemente e col fiato sospeso quella tragica vicenda ed oggi sta anche a noi ricordare e stigmatizzare quegli atti criminali”.
“In ricordo dell’On. Moro e nel rispetto per la Sua memoria, desidero ancora esprimere solidarietà alla Famiglia; accolgo come segno di speranza, positiva volontà di non dimenticare, la notizia che le 11 lettere scritte da Aldo Moro durante i giorni di prigionia, sono state restaurate e che oggi, in occasione dell'anniversario della sua morte, saranno in mostra al Quirinale”, conclude Di Giuseppe.

Gay. Da Agesci documento sbagliato e anacronistico

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La redazione IDV

"Leggiamo con stupore le linee guida di Agesci per i capi scout dove ancora una volta si parla degli omosessuali e dell'omosessualità in modo insultante ed anacronistico mescolando posizioni religiose a presunti ragionamenti scientifici. L'Agesci era fino a qualche tempo fa una delle organizzazioni cattoliche più aperte e sensibili ai cambiamenti della società. Spesso ha invitato esponenti del mondo lgbt a parlare di omosessualità e diritti civili. Con queste linee guida dove addirittura si fa il parallelo tra omosessualità e tortura, dove si nega la possibilità che un omosessuale dichiarato possa fare il capo scout, dove si parla di omosessualità come problema, sembra essere tornati a posizioni preconciliari". Lo afferma in una nota il responsabile diritti civili e associazionismo dell'Italia dei Valori, Franco Grillini, che aggiunge: "Purtroppo questi documenti finiscono per avere un effetto nefasto perchè rivolti a persone a contatto con gli adolescenti cioè un'età molto delicata per la formazione dell'identità. Si dice che un giovane potrebbe essere omosessuale "per sbaglio" e che il capo scout dovrebbe aiutarlo a ridiventare eterosessuale. Come sanno tutti gli psicologi che fanno bene il loro mestiere l'identità si forma in età prepuberale e quindi il problema non è l'identità ma l'accettazione sociale dell'omosessualità nei giovani". "Come Idv invitiamo i giovani dell'Agesci a respingere questo documento sbagliato e disumano per garantire a tutti quella libertà che è specchio di verità. In particolare invitiamo a respingere quell'ipocrita invito al silenzio e all'omertà sull'omosessualità perchè proprio chi si dice cristiano dovrebbe sempre aver a cuore la trasparenza di una vita alla luce del sole", conclude.

Difendiamo il diritto dei medici a curare in Bahrain

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La redazione IDV

Nei giorni scorsi il circo della Formula Uno ha sollevato per un attimo la pesante cortina che impedisce al mondo di sapere esattamente cosa capita in Bahrain, dove dal febbraio 2011 è in atto una feroce repressione del regime reale sunnita Al Khalifa, nei confronti della maggioranza (oltre il 70% ), di religione sciita. Ma ciò che vogliamo ricordare è ciò che è stato fatto a 18 medici e 2 infermieri: essi sono stati imprigionati e torturati, costretti sotto tortura a firmare confessioni e sono stati condannati a pene tra i 5 ed i 15 anni. Tutto questo per il solo fatto di aver prestato cure a feriti che erano stati resi tali dalla repressione della pacifica rivolta contro il regime. La Convenzione di Ginevra ed i suoi Protocolli, oltre alle leggi del Diritto Internazionale Umanitario, regolano appunto i diritti degli uomini ad essere soccorsi e curati, durante qualsiasi conflitto.
Tali leggi proteggono anche gli esseri umani dalla barbarie della tortura.
Ciò non è valso per questo manipolo di operatori della sanità, che in Bahrain sono stati strappati alle famiglie, imprigionati e torturati. Noi crediamo che il nostro governo dovrebbe promuovere, nel rispetto del diritto internazionale, un’azione di condanna ferma del regime che nel piccolo stato mantiene un livello sociale e politico di tipo feudale, ricordando attraverso la nostra diplomazia, che le leggi che tutelano un operatore sanitario nel suo normale lavoro di soccorso di un paziente, non possono in alcun modo essere infrante. Certo se il mondo delle corse avesse deciso di cancellare il Gran Premio del Bahrain come atto di protesta contro il comportamento del regime, avrebbe attuato un gesto umanitario rilevante, ma purtroppo la logica del profitto sembra essere imperante anche per quello che di sport ha molto poco, divenuto solo la ricca passerella di modelli automobilistici e sponsor miliardari.
Noi esprimiamo la nostra solidarietà a coloro che ogni giorno, in tutto il mondo, appartenenti o meno ad organizzazioni umanitarie, compiono il loro dovere di aiutare il prossimo sollevandolo dalla sofferenza fisica, anche a costo di doverla poi sopportare sul proprio corpo, quale atto di barbara ritorsione.

Roberto Gherscfeld  Resp. Sanità - Dipartimento Sanità e Salute IdV

Coppie di fatto. Parlamento proceda spedito

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La redazione IDV
“Ogni volta che il Parlamento cerca di legiferare  per estendere i diritti familiari a tutte le famiglie esistenti senza discriminazione alcuna, il Forum delle famiglia, minaccia fuoco e fiamme con argomenti assai desueti e ripetitivi. Non è certo citando la crisi e ‘questioni più urgenti’ che si può rinviare una discussione sui diritti delle coppie conviventi e delle coppie omosessuali, diritti riconosciuti un po' dappertutto in Europa e nel mondo libero”. Lo afferma il responsabile diritti civili e associazionismo dell’IdV, Franco Grillini, che aggiunge: “Il Forum cita il presunto milione (erano molti ma molti di meno, non dovrebbe essere peccato manipolare le cifre?) di manifestanti del Family Day contro la proposta del governo Prodi sui Dico. Ma quello fu un esempio plateale di intromissione di una religione negli affari interni di uno Stato laico. Vorremmo essere molto chiari con il Forum: non sono accettabili veti di sorta da chiunque quando in discussione ci sono diritti garantiti dalla Carta Europea dei diritti associata al Trattato europeo di Lisbona (la Costituzione Europea), dalle risoluzioni e raccomandazioni del Parlamento Europeo, dalle sentenze della Corte Europea dei diritti umani, dalle sentenze 138 della Corte Costituzionale italiana e dalla recentissima sentenza della Suprema Corte di Cassazione che parla di estensione anche alle coppie omosessuali di diritti analoghi a quelli della coppie coniugate. Il Parlamento quindi lavori spedito, sereno e ignori diktat, minacce e veti di chi vorrebbe negare in Italia diritti acquisiti in buona parte del mondo”.

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