Continua ad essere alto il livello di emergenza in Giappone. La situazione della centrale nucleare di Fukushima, colpita dal terremoto e dallo tsunami lo scorso 11 marzo, rimane instabile. Oggi una densa colonna di fumo è fuoriuscita dal reattore 3, dove in mattinata si era registrato un aumento della pressione, e questo ha indotto la Tepco (la società che gestisce la struttura) a far evacuare tutto il personale. Una volta risolto il problema, una fumata bianca ha cominciato a uscire anche dal reattore 2, ma secondo la Tepco si tratterebbe di semplice vapore non generato dalla vasca del combustibile. L'agenzia per la sicurezza nucleare, citata dall'agenzia Kyodo, ha spiegato che non ci sarebbe cambio “significativo” nel livello di radiazioni a seguito della fuoriuscita di fumo.
Intanto, aumentano le preoccupazioni per la contaminazioni di alimenti. L' Organizzazione mondiale della sanità ha definito “grave” il contagio radioattivo di cibo in Giappone. Il portavoce regionale dell'Oms, Peter Cordingley, in un' intervista, ha affermato che “è molto più serio di quanto tutti avevano pensato in un primo momento, quando credevamo che questo tipo di problema fosse limitato entro 20-30 km (dalla centrale). Ora è lecito supporre che prodotti contaminati siano usciti dalla zona contaminata”. Su questo aspetto, infatti, pare non ci siano “indicazioni” chiare.
Il governo giapponese ha vietato la distribuzione di latte e alcuni tipi di verdura nelle prefetture di Fukushima, Ibaraki, Tochigi e Gunma, in quanto sono stati rilevati livelli di iodio radioattivo superiori di 27 volte rispetto ai limiti consentiti in spinaci coltivati a Hitachi (nella prefettura di Ibaraki), più di cento chilometri a sud dalla centrale. Ma l’allarme non sembra coinvolgere il nostro Paese. La Coldiretti si affretta a tranquillizzare gli italiani, dicendo che le importazioni nel nostro Paese di cibo radioattivo proveniente dal Giappone sono pari a zero e sono nulli anche gli acquisti di derivati del latte come formaggi e latticini e degli altri vegetali a foglia larga, particolarmente sensibili alla radioattività. “Nessun rischio quindi per gli italiani, mentre si aggrava al contrario la situazione in Giappone che - sottolinea sempre la Coldiretti - è già costretto ad importare oltre il 60 per cento del proprio fabbisogno di generi alimentari e che ha esportato in Italia prodotti agroalimentari per appena 13 milioni di euro (soprattutto fiori e piante). La radioattività presente nel latte conferma l'allarme per la contaminazione della catena alimentare a partire dall'alimentazione degli animali”.
Con il passare dei giorni appaiono con sempre maggiore evidenza gli effetti devastanti del nucleare, soprattutto quando i livelli di sicurezza vengono annullati da calamità naturali. La sua pericolosità è pervasiva e non può essere contenuta. Per questo “non c'è spazio per furbe pause di riflessione - sottolinea Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera -. Il governo abbandoni il suo piano scellerato e faccia per una volta una scelta coraggiosa adottando la linea della Germania, che ha deciso di produrre l'80 per cento dell'energia da eolico e fotovoltaico”.
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