
"Giustizia è stata fatta". Lo dichiarano il Presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, e la senatrice IdV Patrizia Bugnano, componente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli infortuni sul lavoro, commentando le motivazioni della sentenza di condanna dei vertici Eternit per disastro ambientale doloso e omissione dolosa di cautele antinfortunistiche.
"Dalla sentenza - aggiungono - emerge un quadro di gravi ed evidenti carenze preventive, sia collettive che individuali, con riferimento all'esposizione dei lavoratori alle fibre di amianto in tutti gli stabilimenti di Eternit Spa oggetto di imputazione. In seguito alle sempre più pressanti rivendicazioni sindacali in tema di sicurezza, da parte della multinazionale c'è stato solo un miglioramento modesto e secondo tempistiche inaccettabili delle condizioni lavorative.
È impressionante come le risultanze processuali dimostrino anche un forte inquinamento esterno alle fabbriche e la contaminazione dell'ambiente circostante. Questa decisione non restituirà certo le vittime ai propri familiari, tuttavia si tratta di un importante riconoscimento della bontà di quelle lotte che tanti dipendenti Eternit hanno fatto negli anni per denunciare quanto stava accadendo negli stabilimenti della morte. Ora la sentenza sia da impulso a nuove politiche per la sicurezza sul lavoro.
L’Italia dei Valori, che ha presentato numerosi provvedimenti legislativi in materia, continuerà ad impegnarsi - concludono Di Pietro e Bugnano - per tutelare la salute dei lavoratori e per rendere attivo un Fondo per le vittime dell’amianto ".



“La Terra è la nostra dimora. Oggi, e non solo oggi, dobbiamo impegnarci a tutelarla e a rispettarla. Per farlo, è necessario puntare sulle energie pulite, sull’uso controllato delle risorse, sulla riduzione dell’emissione di CO2 e sull'educazione alla tutela dell’ambiente. Anche per questo, l’Italia dei Valori ha promosso i referendum a difesa dell’acqua pubblica e contro le centrali nucleari, sui quali i cittadini hanno già tracciato la strada da seguire. Vigileremo affinché sull’acqua pubblica non venga aggirata la legge, come in molti stanno tentando di fare, e sulle energie rinnovabili ci batteremo affinché vengano ripristinatele risorse economiche al settore che ultimamente è stato fortemente penalizzato. Salvaguardare il pianeta è un dovere di tutti”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook il presidente dell’Idv, Antonio Di Pietro, in occasione dell'''Earth Day'', la giornata mondiale a difesa della Terra.
La cosa che colpisce di più nella vicenda TAV è l'assoluta mancanza di elementi certi sul rapporto costi benefici dell'opera. Ci si limita a valutazioni generalissime che fanno leva sul concetto della connessione tra l'Italia e l'Europa e sulla necessità di miglioramenti infrastrutturali dell'Italia senza dire nulla sulla quantità e qualità di questi miglioramenti e sui benefici di queste nuove connessioni. Si lascia tutto sospeso, affidandosi a una sorta di buonsenso comune: come si fa a dire di no al treno, come si fa a dire di no a nuovi cantieri e al lavoro che portano, come si fa a dire di no al collegamento dell'Italia con l'Europa. Qui non c'entrano la letteratura o il patriottismo, qui si parla di economia.
L'accordo sul clima, raggiunto alla Conferenza internazionale appena conclusasi a Durban, rinvia tutto al 2015. Su Kyoto 2 ai grandi assenti (Usa, Cina e India) si aggiungono Canada, Russia e Giappone.
Il Governo deve assumere iniziative immediate per far fronte all’emergenza conseguente al disastro che ha colpito in particolare la provincia di La Spezia e la Lunigiana per garantire con la massima urgenza le risorse necessarie a sostegno dei territori e delle popolazioni e deve incrementare sensibilmente – già in sede di manovra economica per il 2012 - le risorse finanziarie a favore della difesa e della tutela del territorio, individuando quest’ultima come la vera grande opera pubblica a cui destinare prioritariamente energie e risorse finanziarie adeguate. È questa la richiesta formulata dall’on. Fabio Evangelisti, Segretario Idv Toscana, con un’interrogazione depositata questa mattina a Montecitorio al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e al Ministero dell’Economia Giulio Tremonti.




