TI TROVI IN: Home Vanni Puccioni

Vanni Puccioni

Vanni Puccioni

Rivoluzione Civile è morta, ma inizia la Rivoluzione Civile!

Non avrei mai creduto di trovarmi ad ammirare Casini. Ma ha preso 10 e lode per avere detto la frase chiave"gli elettori hanno sempre ragione, punto." Il primo ad arrendersi con un briciolo di stile.
Non rigirerò il dito nella piaga commentando l'esperienza con "Rivoluzione civile".
Dico però che nell'interesse del Paese, questo risultato elettorale è da festeggiare. Perché segna davvero la fine del regime che ci oppresso per tutti questi anni, e se a dargli la spallata finale non è stata né la IDV né Antonio di Pietro, amen.
Volevamo una Rivoluzione Civile? bene, adesso accadrà davvero.
Adesso si apre una stagione di profonde riforme, che nessun Berlusconi potrò fermare.
Legge sulla corruzione, legge elettorale, sanità, scuola, ambiente...voglio vedere che fine faranno gli F35, la TAV!!!
Abbiamo il dovere di rimboccarci le maniche e sostenere questa che sarà davvero una rivoluzione civile.
Con il meglio delle nostre idee, del nostro impegno. Con  semplicità, con umiltà e con entusiasmo.
Spero che il Movimento 5 Stelle saprà fare sue le battaglie sull'ambiente,la riforma dell'Europa e la Protezione Civile che ho proposto nell'IDV Sarà bellissimo. Li vedremo all'opera in Parlamento e nel Paese.
Quando ho incontrato Antonio di Pietro gli ho detto "Grazie per quello che ha fatto per i miei figli". A Antonio, questo lo ripeto.  E in più, oggi mi sento di dire la stessa cosa a Beppe Grillo.

 
Vanni Puccioni

Cambiamenti climatici, coste, Europa: il gioco delle tre carte di Passera e Clini

Sono reduce da Haiti, che secondo  l’ONU è il paese più vulnerabile ai cambiamenti climatici dell’intero pianeta. Mi ci ha mandato l’Unione Europea, in qualità di  “esperto” , con la missione di progettare l’intervento della UE proprio per fare fronte a questo problema. Ebbene, posso dirvi due cose:

1. Sì, effettivamente  a Haiti sono messi piuttosto maluccio;

2. Ma qui in Italia, con Haiti ce la battiamo.

Perché vedete, un conto è essere messi male, e rimboccarsi le maniche per risalire la china: con le idee chiare ed almeno senza un governo che rema contro. Come stanno facendo, fra mille difficoltà, ad Haiti.

Altra cosa, è avere un governo in cui, mentre uno spinge l’autobus in salita, l’altro tira il freno a mano- salvo poi dire ai passeggeri di scendere e farsela a piedi. Come sta avvenendo da noi.

Clini approfitta del palcoscenico della Conferenza di Doha sui cambiamenti climatici per lanciare il suo piano di adattamento che dovrebbe mettere l’Italia al riparo da future catastrofi. Con quali soldi? Quelli, ipotetici che dovrebbero venire dal mercato delle emissioni. Un miliardo e mezzo di Euro all’anno. Peccato che siano soldi molto, ma molto ipotetici.

Sicurissimi, invece, quelli che dovranno tirare fuori i cittadini a cui lo Stato ha irresponsabilmente consentito di costruire in zone ad altissimo rischio, per farsi l’assicurazione obbligatoria anti-clima.  Come se fosse responsabilità del cittadino, e non del pianificatore, del Ministro dell’Ambiente, del Protettore Civile,  studiare prevedere l’impatto dei cambiamenti climatici, e legiferare di conseguenza.

Ma questi, scusate che ci stanno a fare? A cosa serve la tanto infamata Valutazione Ambientale Strategica (che il Ministero oramai non esige quasi ) se non a prevenire questi rischi? E non è forse lo Stato obbligato dalla Direttiva Europea a prevedere appunto questo genere di rischio? E dunque, responsabile dei danni che derivano dalle sue omissioni?

Tanto più visto che, vedete, i cambiamenti climatici non sono roba che si studia alle  elementari. Per provare ad indovinarci qualcosa, gli scienziati devono usare dei supercomputer di cui in tutto il mondo esistono solo una decina. Ai quali non hanno accesso  né il Ragioner Fantozzi né la Sora Cesira a cui il Comune ha consentito di  costruirsi  la casetta in zona, ahimè ad altissimo rischio.  Tanto più che è proprio lo Stato- non ultimo, questo governo- a consentire, anzi, a stimolare  la cementificazione selvaggia del territorio, grazie ai “piani casa” alle deroghe alle procedure di VIA, alle varie “semplificazioni” che fanno piazza pulita delle più elementari norme di tutela del territorio.

E  poi, con mirabile preveggenza, Clini prevede interventi lungo il litorale, per fare fronte all’innalzamento del mare. Questo dopo avere votato la proroga di cinque anni per le concessioni agli stabilimenti, che consentirà di procedere ad ulteriori cementificazioni delle spiagge.; un colpo al cerchio ed uno alla botte, tanto la gente ad essere presa per il culo oramai si è abituata….

Provvedimento questo della proroga spiaggia selvaggia, che ci costerà 680,000 € di multe europee al giorno per i prossimi 5 anni. Fanno appena 1.187.710.000 € ,e  questi, sicuramente usciranno dalle nostre tasche.

Altri soldi scialacquati, alla faccia del rigore, dei sacrifici, dei tagli che annullano i nostri sacrosanti diritti: allo studio, alla salute, alla pensione.

Caro Ministro Clini, smettila di illudere gli italiani con promesse che non potrai mantenere, perché non ci saranno mai i soldi che stai promettendo, e perché al vostro governo manca il coraggio politico per gestire davvero il territorio.  E’ una vergogna  imporre un altro assurdo balzello camuffandolo come un’assicurazione , per fare fronte all’ennesimo fallimento dello Stato e del Ministero che dirigi.

Caro Ministro, vedi un po’ di fare davvero il tuo mestiere: per cominciare, trovando il coraggio per opporti allo scempio delle coste, per mettere davvero in atto la Direttiva VAS e quella VIA, fermare la cementificazione selvaggia,  disinnescare le bombe ambientali,  salvare i Parchi dallo smantellamento, e ancora ce ne sarebbero….

 
Vanni Puccioni

Nucleare, Enel chiude la stalla quando i buoi sono scappati

L'ENEL, grande Mamma che alimenta (quasi) tutte le nostre lampadine, lavatrici, televisioni e forni a microonde, finalmente ha capito che il nucleare francese è un bidone.

   
Vanni Puccioni

L'Ilva? Non è mica un motorino

L'altra sera, il mio amico Carlino tornava a casa da una serata con gli amici alla casa del popolo, quando lo fermano i carabinieri.

Mica che fosse passato con il rosso o andasse troppo veloce: un semplice controllo. Che avesse bevuto qualche bicchiere forse si vedeva, ma da buon carpentiere lo regge benone, e comunque, vista da una parte la sua stazza, e le condizioni del motorino dall'altro, non c'era rischio che facesse evoluzioni a 120 all'ora.

Ma la legge, si sa, è uguale per tutti, dunque sequestro del motorino: il Carlino è un noto frequentatore della casa del popolo, e tutti sanno che gli piace il vino. Forte rischio di reiterazione del reato, dice il maresciallo, e il motorino va sequestrato, ne va della incolumità pubblica, mica possiamo rischiare.

Altra cosa è un'acciaieria, acquistata a prezzo stracciato dallo Stato e gestita in barba alla legge e alla pubblica incolumità. Uccidere davvero la gente, nemmeno per incoscienza e trascuratezza, ma sapendo benissimo quello che facevi, anzi corrompendo chi doveva controllare pur di farla franca e continuare a fare cinicamente il proprio interesse.

Secondo la Corte d'Appello di Lecce , Felice Riva, il Presidente dell'ILVA , una certa tendenzina alla reiterazione ce l'ha.

E cosa fa il governo? Mica gli toglie dalle mani il controllo di questo mostro. Gli dà uno scappellotto, adesso mettiti in riga, altrimenti potremmo anche farti una multa, addirittura se per il 2016 non sei a posto potremmo pensare di espropriarti la fabbrica.

Sai che paura gli fanno Monti e Clini alla famiglia Riva.

Come se non sapessero che questi hanno coraggio e pelo sul cuore da vendere per sfilare cento euro di tasca ai pensionati, ma si cacano sotto davanti ai cosidetti grandi imprenditori.

E così, bene che vada, i Riva hanno altri quattro anni per mettersi in regola, e la fabbrica resta in mano loro. Possono continuare sì, ad inquinare e uccidere gente innocente, ma con moderazione e solo promettendo di smettere. Mica come il Carlino.

Ragazzi, non ci siamo. L'ilva ma espropriata subito, ci sono gli estremi.

E non venite a dirci che non ci sono i doldi per farlo: quando avranno finito di pagare i danni che hanno causato, alla proprietà non resterà un bel nulla.

Lo stato, per tutelare sé stesso e le vittime, ha ogni diritto di espropriarla e non pagare un centesimo.

Forse Carlino una seconda chance la meritava- ma questi invece non la meritano proprio. Vanno cacciati e basta, che faccino o meno altri danni.

Subito.

Espropriamo l'ILVA adesso, e apriamo a offerte di nuovo management.

Eh già, diranno gli ex-compagni-diventati liberesti, ma chi la gestirebbe una fabbrica così?


Ragazzi, se nel nostro paese non c'è nessuno meglio dei Riva per gestire una acciaieria, siamo davvero alla frutta.

Spero proprio che non sia così, ma se fosse allora ben vengano i brasiliani, i cinesi, i burkinabè o i senegalesi, gli americani o i tedeschi.

 
Vanni Puccioni

Ambiente e programma di governo

Davanti al dramma dell’ILVA, chi si propone di governare deve prendere posizioni ben chiare sulle tematiche ambientali. L’Ilva non è che l’esempio più eclatante nel nostro povero Paese devastato da  anni di ecomafia, connivenze, speculazione, ruberie, menzogne e corruzione. In questo momento come non mai, è necessario fare chiarezza sulle politiche ambientali.