Sono reduce da Haiti, che secondo l’ONU è il paese più vulnerabile ai cambiamenti climatici dell’intero pianeta. Mi ci ha mandato l’Unione Europea, in qualità di “esperto” , con la missione di progettare l’intervento della UE proprio per fare fronte a questo problema. Ebbene, posso dirvi due cose:
1. Sì, effettivamente a Haiti sono messi piuttosto maluccio;
2. Ma qui in Italia, con Haiti ce la battiamo.
Perché vedete, un conto è essere messi male, e rimboccarsi le maniche per risalire la china: con le idee chiare ed almeno senza un governo che rema contro. Come stanno facendo, fra mille difficoltà, ad Haiti.
Altra cosa, è avere un governo in cui, mentre uno spinge l’autobus in salita, l’altro tira il freno a mano- salvo poi dire ai passeggeri di scendere e farsela a piedi. Come sta avvenendo da noi.
Clini approfitta del palcoscenico della Conferenza di Doha sui cambiamenti climatici per lanciare il suo piano di adattamento che dovrebbe mettere l’Italia al riparo da future catastrofi. Con quali soldi? Quelli, ipotetici che dovrebbero venire dal mercato delle emissioni. Un miliardo e mezzo di Euro all’anno. Peccato che siano soldi molto, ma molto ipotetici.
Sicurissimi, invece, quelli che dovranno tirare fuori i cittadini a cui lo Stato ha irresponsabilmente consentito di costruire in zone ad altissimo rischio, per farsi l’assicurazione obbligatoria anti-clima. Come se fosse responsabilità del cittadino, e non del pianificatore, del Ministro dell’Ambiente, del Protettore Civile, studiare prevedere l’impatto dei cambiamenti climatici, e legiferare di conseguenza.
Ma questi, scusate che ci stanno a fare? A cosa serve la tanto infamata Valutazione Ambientale Strategica (che il Ministero oramai non esige quasi ) se non a prevenire questi rischi? E non è forse lo Stato obbligato dalla Direttiva Europea a prevedere appunto questo genere di rischio? E dunque, responsabile dei danni che derivano dalle sue omissioni?
Tanto più visto che, vedete, i cambiamenti climatici non sono roba che si studia alle elementari. Per provare ad indovinarci qualcosa, gli scienziati devono usare dei supercomputer di cui in tutto il mondo esistono solo una decina. Ai quali non hanno accesso né il Ragioner Fantozzi né la Sora Cesira a cui il Comune ha consentito di costruirsi la casetta in zona, ahimè ad altissimo rischio. Tanto più che è proprio lo Stato- non ultimo, questo governo- a consentire, anzi, a stimolare la cementificazione selvaggia del territorio, grazie ai “piani casa” alle deroghe alle procedure di VIA, alle varie “semplificazioni” che fanno piazza pulita delle più elementari norme di tutela del territorio.
E poi, con mirabile preveggenza, Clini prevede interventi lungo il litorale, per fare fronte all’innalzamento del mare. Questo dopo avere votato la proroga di cinque anni per le concessioni agli stabilimenti, che consentirà di procedere ad ulteriori cementificazioni delle spiagge.; un colpo al cerchio ed uno alla botte, tanto la gente ad essere presa per il culo oramai si è abituata….
Provvedimento questo della proroga spiaggia selvaggia, che ci costerà 680,000 € di multe europee al giorno per i prossimi 5 anni. Fanno appena 1.187.710.000 € ,e questi, sicuramente usciranno dalle nostre tasche.
Altri soldi scialacquati, alla faccia del rigore, dei sacrifici, dei tagli che annullano i nostri sacrosanti diritti: allo studio, alla salute, alla pensione.
Caro Ministro Clini, smettila di illudere gli italiani con promesse che non potrai mantenere, perché non ci saranno mai i soldi che stai promettendo, e perché al vostro governo manca il coraggio politico per gestire davvero il territorio. E’ una vergogna imporre un altro assurdo balzello camuffandolo come un’assicurazione , per fare fronte all’ennesimo fallimento dello Stato e del Ministero che dirigi.
Caro Ministro, vedi un po’ di fare davvero il tuo mestiere: per cominciare, trovando il coraggio per opporti allo scempio delle coste, per mettere davvero in atto la Direttiva VAS e quella VIA, fermare la cementificazione selvaggia, disinnescare le bombe ambientali, salvare i Parchi dallo smantellamento, e ancora ce ne sarebbero….