Si tratta, per la maggior parte dei casi, di professionisti del “terziario avanzato”: formatori, ricercatori, informatici, creativi, e altre categorie di consulenti, generalmente operanti al di fuori di Albi e Ordini professionali, accomunati dal prestare servizi per imprese o Enti della Pubblica Amministrazione. Un popolo di giovani che è cresciuto esponenzialmente all’ombra della crisi economica non solo in Italia ma nel resto d’Europa. Secondo la rilevazione Eurostat del 2013 attualmente l’Italia, dopo la Grecia, è il Paese in cui gli autonomi rappresentano la quota maggiore tra i lavoratori, con il 23,2%.
Nessuno degli interventi del Governo li riguarda: non l’ampliamento degli ammortizzatori sociali e sicuramente non gli 80 Euro. Sono privi di un’indennità di disoccupazione tra un’attività e l’altra; soggetti a discontinuità reddituali; non possono contare su adeguate tutele nella malattia.

LA NOSTRA PROPOSTA DI LEGGE PREVEDE:

– congelamento dell’attuale aliquota previdenziale ( 27,72%) per il triennio 2015-2018;

– ampliamento del periodo di tutela oltre gli attuali 61 giorni, l’equiparazione della degenza ospedaliera a quella domiciliare, nel caso di trattamenti e terapie invasive e prolungate, con la previsione della relativa copertura figurativa e la ridefinizione delle stesse indennità per incrementare le indennità di malattia, attualmente bassissime, che non spettano a tutti e non coprono le patologie più rilevanti, oltre che ostative all’attività lavorativa;

– la delega al Governo a predisporre una proposta di minimi tariffari per le prestazioni professionali o di compensi minimi orari nel caso di prestazioni a tempo, e a consentire il ricalcolo degli anticipi fiscali con aliquote triennali e sulla media del reddito triennale, non più avendo a riferimento redditi ed aliquote annuali.

– l’estensione dell’Aspi ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata, dalla quale sono al momento esclusi, per i periodi di mancata attività tra una prestazione e l’altra. Per finanziare quest’ultima misura si istituisce un Fondo attraverso un prelievo di solidarietà per il triennio 2015-2018 sui trattamenti pensionistici superiori alla soglia minima di 90.000 euro lordi annui.


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