Mercoledì, 23 Maggio 2012

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Veneto

Sanità. Polemica costo malati terminali

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La redazione IDV

«La strada che ha indicato il Dg dell'Ulss di Treviso è inaccettabile. Ma Zaia non se la prenda con il suo dirigente, ma con se stesso, che dà le direttive ed impone i tagli alla spesa sanitaria». Così Antonino Pipitone, consigliere regionale di Italia dei Valori, sulle polemiche scatenate dalle dichiarazioni sui costi delle cure ai malati terminali rilasciate dal direttore generale dell'Ulss 9, bacchettato pubblicamente dal presidente della Regione.

«Il Dg – osserva Pipitone - deve fare i conti con le risorse che ha, la conseguenza degli indirizzi che da palazzo Balbi stanno facendo passare. Quell'infelice presa di posizione su un tema delicatissimo è stata una estremizzazione, ma se pensiamo a decisioni più “terra-terra” come ridurre le visite specialistiche nelle Asl, o tagliare le prestazioni convenzionate, non parliamo di un problema simile? È minor salute che diamo alla gente. Ed è inaccettabile, per qualsiasi tipo di malato, dal terminale al cronico, dal bambino all'anziano. A questo sono chiamati Zaia e Coletto. Non agli annunci, ma a trovare i soldi per non far scendere mai il livello delle prestazioni sanitarie pubbliche in Veneto».

Ufficio stampa IdV Veneto

Imu. Grido IdV in difesa delle famiglie

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La redazione IDV

«Sull'Imu non possiamo fare finta di niente. È un'imposta che gli italiani ed i veneti stanno digerendo male, manca di equità e punisce in modo eccessivo famiglie normali ed imprenditori che sopravvivono già a fatica». Così Antonino Pipitone, consigliere regionale di Italia dei Valori, sull'imposta municipale sugli immobili rilanciata dal Governo Monti: «Il nostro grido è contro l'Imu così come è strutturata, ma pure di critica sferzante alla soluzione istrionica della Lega su obiezione fiscale e dintorni, che non sta in piedi nemmeno con le stampelle, come ha dimostrato l'immediato coro di no che si è alzato dai sindaci veneti».

«L'Imu va rivista in chiave “patrimoniale”, esentando completamente il pagamento per la prima casa e valutando delle soluzioni legate al reddito per la tassazione sulla seconda abitazione. Si potrebbe agganciarla alla soglia dei 29mila euro, quella che adesso si usa per l'esenzione del ticket sanitario. Per quanto riguarda la seconda casa – continua Pipitone – è giusto pagarci una qualche imposta, ma vanno valutate con più attenzione le variabili. Molto spesso la seconda casa non è affatto indice di lusso, ma soltanto il risultato dei sacrifici di una vita, come può essere il caso di un appartamento acquistato per i figli, oppure di un'eredità lasciata dai genitori a persone che di sicuro ricche non sono, ma che subiscono questa Imu come un balzello iniquo».

«Sommamente spropositato – conclude Pipitone – si rivela infine per chi lavora la campagna. Per terreni agricoli, capannoni e rimesse, l'Imu è una stangata micidiale. Andrebbe applicata con molti più correttivi e con le aliquote riviste al minimo. Se rimane così com'è uccide l'agricoltura».

Ufficio stampa IdV Veneto

Sanità. Marotta: strutture private veneziane, finalmente ci siamo

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La redazione IDV

«Avevo detto di concedere fiducia a Coletto e Mantoan. Ho avuto ragione». Così Gennaro Marotta, consigliere regionale di Italia dei Valori, sulla positiva conclusione della telenovela dei finanziamenti destinati alle case di cura private Policlinico San Marco, Villa Salus, San Camillo e Fatebenefratelli: 46 milioni di euro di “accordo salva-stipendi” per colmare il buco della sanità convenzionata veneziana.

«Questa mattina – racconta Marotta, che da mesi si spende personalmente per risolvere la questione - ho ricevuto una bella telefonata dall'assessore Coletto e dal segretario regionale alla Sanità Mantoan, che mi hanno confermato che la delibera che stanzia i 46 milioni per pagare gli stipendi è stata approvata dalla Giunta regionale. Li ho ringraziati, a nome di tutti coloro che in questi mesi si sono dati da fare per la buona riuscita dell'iniziativa».

«Sono particolarmente contento – dice il segretario regionale IdV - perché lo stesso Coletto, che in questa maniera ha confermato, se mai servisse, di essere uomo di parola, ha riconosciuto che la mia via di cercare la praticità e la soluzione dei problemi, senza ricorrere alla polemica fine a se stessa, alla fine paga. E in questo caso pagherà gli stipendi arretrati ai lavoratori in attesa».

«Inoltre poco fa Mantoan mi ha confermato di aver messo in moto tutta la struttura regionale perché già entro lunedì l'Ulss 12 abbia in cassa tutti i 46 milioni di euro sbloccati oggi. Quindi – conclude Marotta con una battuta – lunedì mattina chiamerò il Dg Padoan per invitarlo a prendere un caffè, ma soprattutto per sapere quando intende liquidare le strutture private».

Ufficio stampa IdV Veneto

Lavoro. Marotta: Safilo, allarme delocalizzazione, acceleriamo progetti di legge in Regione

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La redazione IDV
"Licenziare mille persone è un provvedimento che angoscia l'intera regione, che la spaventa. Lo ripeto, contando le famiglie di questi lavoratori, è come se Safilo mettesse in mezzo alla strada un comune di 5mila abitanti. È inaccettabile". Così il consigliere regionale di Italia dei Valori Gennaro Marotta ritorna sugli esuberi annunciati negli stabilimenti di Padova, Santa Maria di Sala (Ve), Martignacco (Ud) e Longarone (Bl).

"Quando gli imprenditori, non importa se di una multinazionale o meno, slegano il profitto dalla responsabilità e dall’etica, la strada si fa in salita. Quando poi – osserva il dipietrista - si sente puzza di delocalizzazione in Cina (l'allarme lanciato dala Cgil) è ancora peggio. Nel 2011 oltre settecento imprenditori del Nord Est hanno chiuso stabilimenti, con la perdita di circa 13mila posti di lavoro. Negli ultimi anni l’unica ragione per delocalizzare è stata la massiccia riduzione dei costi di manodopera e il “law shopping”, la ricerca di forti incentivazioni pubbliche di altri Stati".

"A fine gennaio – dice Marotta - per contrastare il fenomeno della delocalizzazione delle imprese venete, che vengono trasferite in paesi più “vantaggiosi” soprattutto perché il costo del lavoro è minore, come gruppo di Italia dei Valori in Consiglio regionale abbiamo presentato un progetto di legge. Adesso giace nei cassetti della Commissione Lavoro, in attesa di essere discusso. Anche per contrastare il dramma-Safilo, acceleriamo l'iter ed uniamolo ad altri due testi con obiettivi simili che sono fermi in Consiglio. Poniamo la tutela dei nostri posti di lavoro al primo posto dell'agenda, con ogni mezzo che abbiamo a disposizione".

"Il nostro progetto di legge – racconta Marotta – prevede un vincolo della durata di quindici anni per tutte quelle aziende che abbiano ricevuto finanziamenti pubblici da parte della Regione. In caso di delocalizzazione le imprese sono obbligate alla restituzione dei contributi regionali. Si interviene anche sulla destinazione d’uso delle aree produttive: per evitare la speculazione edilizia non possono avere una destinazione diversa per almeno vent’anni".

"Favoriamo anche – conclude il segretario regionale IdV – la riconversione di aree dismesse, con l’esproprio per pubblica utilità, e la trasmissione della proprietà delle imprese in crisi a quei dipendenti che decidano di proseguirne l’attività, organizzandosi in cooperativa".

Ufficio stampa IdV Veneto

Aborto, niente estranei nei consultori

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La redazione IDV
"Il progetto di legge n.3 "Regolamentare le iniziative mirate all'informazione sulle possibili alternative all'aborto" è, nella migliore delle ipotesi, inutile. Nella peggiore incostituzionale". Così Antonino Pipitone, consigliere regionale di Italia dei Valori, sulla norma, discussa oggi in commissione Sanità, che è stata rinviata per ulteriori approfondimenti.

"Secondo la legge 194, infatti – dice Pipitone - sono i Consultori (istituzioni "neutre" e con personale -assistenti sociali, medici, psicologi- qualificato) a dare assistenza alla donna che si presenta in stato di gravidanza, fornendo informazioni sui suoi diritti e su come ottenere il rispetto delle norme a tutela della gestante (ad esempio sul luogo di lavoro) e a contribuire a far superare le cause che potrebbero indurre la donna alla scelta dell'aborto, in sinergia con enti locali e servizi sociali".

"Questo progetto di legge, invece, è un testo che non esito a definire immorale. Specula – rincara la dose il dipietrista - su un dramma che vivono le famiglie, in particolar modo caricato sulla pelle delle donne. Noi siamo a favore della vita, ma proprio per questo non dobbiamo mettere nei consultori estranei che fanno campagna pubblicitaria alle loro idee".

"I consultori – ragione Pipitone, medico di professione - devono essere messi in condizione di dare il massimo supporto ed aiuto alle donne che si trovano nelle condizioni di continuare la gravidanza oppure no,perché facciano la scelta più ponderata. Ma quando la scelta è fatta, dobbiamo garantire la massima privacy e la più profonda garanzia per la salute. In questo senso troviamo intollerabile la quantità spropositata di ginecologi che in Veneto si dichiarano obiettori di coscienza. Perché, non dimentichiamolo, il servizio sanitario pubblico deve far rispettare ed applicare le leggi dello Stato".

Sull'obiezione di coscienza il gruppo IdV sta preparando un'interrogazione per avere le cifre esatte della situazione nel Veneto.

Ufficio stampa IdV Veneto

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