Mercoledì, 23 Maggio 2012

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Trentino A. Adige

Giovani IdV: sulla musica serale Trento come Topolinia

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La redazione IDV
“Non è chiaro se si tratta di uno scherzo,  oppure se quello sulla musica serale possa veramente  rappresentare  il provvedimento della  Giunta Comunale di una città capoluogo con 115.000 abitanti – tuona Rocco di Filippo, coordinatore Dipartimento Giovani IDV Trentino -. Se si tratta di uno scherzo è, senza alcun  dubbio,  uno scherzo di cattivo gusto.  Questa città soffre di una cronica mancanza di un'offerta sociale per  i giovani che la abitano (da notare che solo gli studenti universitari sono 16.000).
Qualsiasi  formula di aggregazione viene relegata al "bevi birra", o al "bevi spritz".
Dentro questo scenario, in cui una larga componente degli adolescenti vive un brutto rapporto con l'alcool, la musica può fare tanto.
Può dare un'alternativa per come passare una serata, può aiutare la crescita di talenti, può essere un momento di condivisione sociale.
Ma la musica dà fastidio ai cittadini di Trento (gli stessi che si lamentano comunque dell'ubriachezza molesta) e quindi il Comune di Trento, dopo il classico primo approccio, della serie "qui non si suona, punto  e basta!",  escogita udite, udite,  una soluzione all'avanguardia per il centro storico: limitare il numero dei componenti delle band a 4 unità e fissa il limite orario alle 22.00!
Non voglio dire che i consiglieri comunali responsabili avrebbero fatto bene a imparare un po’ di fisica di base per sapere che l'intensità sonora totale, i famosi “decibel” che svegliano chi dorme prima delle 22.00,  non sono mai il risultato di una banale somma fra diverse intensità sonore (brutta bestia i logaritmi!). Vorrei però evidenziare con forza che quando si opera in campi del tutto sconosciuti, bisognerebbe ascoltare il parere di chi ne sa  di più, andando a rispolverare un po’ di sana umiltà.
In questo modo si sarebbe evitata la figuraccia di sottoscrivere un provvedimento che va bene a Topolinia forse, dove 2+2 fa 5, ma non a Trento, nel mondo reale. Quello stesso mondo reale in cui tutti sanno, tranne la Giunta Comunale, che la musica va incoraggiata – conclude il responsabile giovani Idv - attraverso la creazione di spazi appositi e facilmente fruibili e va sicuramente gestita, insomma occorre occuparsene, ma sapendo almeno di cosa si tratta”.

Ufficio stampa IdV del Trentino

IDV: a Ivano Fracena la popolazione che non vuole un’altra caserma ha ragioni da vendere

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La redazione IDV

Il fatto che un gruppo di abitanti punti i riflettori sugli amministratori comunali chiedendo addirittura un referendum sulla edificazione di una nuova  caserma dei Vigili del Fuoco nel piccolo comune di Ivano Fracena, la dice lunga sull’attenzione con la quale i cittadini guardano oggi alle scelte della pubblica amministrazione.
E la vicenda della nuova struttura di Ivano Fracena la dice lunga anche sulle difficoltà di bilancio dei piccoli comuni, che nel caso del mini comune valsugonotto, una volta stanziato il contributo alla costruzione del nuovo edificio (399 mila euro la quota comunale,  ed 813 mila euro il finanziamento provinciale ), si troverebbe in ristrettezze rispetto ad altre voci di bilancio da destinare ai servizi sociali e  risparmio energetico.
Ma accade anche che nei comuni piccoli e piccolissimi, il comandante  dei pompieri sia anche l’assessore comunale, o magari il vice sindaco ed ecco che si ripresenta il solito meccanismo perverso:  gli interessi  della politica che vanno nella direzione opposta rispetto agli interessi dei cittadini, e questi ultimi ora legittimamente iniziano a ribellarsi.
La popolazione di Ivano Fracena,  vessata come tutti  dall’IMU e dai costi dei generi di consumo che lievitano a vista d’occhio, indica dunque saggiamente un’altra strada, visto e considerato che nel raggio  di 1 km. esistono altre 3 caserme: limitarsi alla ristrutturazione ed alla messa a norma della vecchia caserma.
Questo consentirebbe di recuperare uno spazio per le feste e  di ospitare un mezzo della protezione civile che,  in caso di bisogno, andrebbe a coordinarsi con gli altri delle caserme dei comuni vicini.
“Queste sono le istanze arrivate dagli esponenti locali di Ivano Fracena, anche tramite  Sunil Pellanda responsabile di IDV in Valsugana,  che Italia dei Valori ritiene non soltanto legittime, ma assolutamente condivisibili ed auspicabili – dichiarano Bruno Firmani e Salvatore Smeraglia, rispettivamente consigliere provinciale e segretario regionale IDV -. Basta con le cattedrali nel deserto che in campagna elettorale mirano solo a convogliare voti – dichiara Smeraglia –. Facciamo gestire questo comparto alle Comunità di Valle, aggiunge Firmani, le caserme sono 239 su un totale di 217 comuni, dobbiamo ridurre le spese non necessarie.
Quello dei Vigili del Fuoco Volontari potrebbe essere l’esempio concreto di un comparto il cui coordinamento andrebbe assegnato alle Comunità di Valle, conservando la tradizione del volontariato e la cultura della sussidiarietà. Oppure la cultura del volontariato si interrompe proprio sul confine con il comune confinante?

Ufficio Stampa IdV Trentino

Lo scoramento odierno in Consiglio Regionale a Bolzano

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La redazione IDV
“L'Italia dei Valori assiste inorridita e impotente al comportamento del Consiglio Regionale". Lo dichiara Bruno Firmani consigliere regionale IDV, che continua: "Sembra incredibile che si possano mettere in atto comportamenti come quelli ai quali abbiamo assistito stamane a Bolzano. Accade infatti che  alle 12:55, verso la fine della mattinata, il capogruppo della SVP chieda la parola e, senza alcuna motivazione, proponga la chiusura dei lavori, rinunciando alla seduta pomeridiana. Messa in discussione la  proposta, due consiglieri prendono la parola e si esprimono contro la proposta dell’SVP (due interventi sono il massimo consentito), mentre nessuno ha il coraggio di  esprimersi  a favore, salvo poi però votare a favore.

Si passa infatti poi  alla votazione che ottiene l'approvazione con una maggioranza trasversale.
E’ stato a dir poco sconfortante  vedere anche i consiglieri trentini di centro sinistra votare a favore dell’interruzione dei lavori ed altri astenersi.

C’è da chiedersi inoltre se siano veramente questi i comportamenti che dovrebbero infondere fiducia nei cittadini. In  un momento difficile come quello attuale,  dove il disagio e le difficoltà economiche della popolazione sono a livelli mai registrati prima, l’attenzione, la serietà, il senso di responsabilità, dovrebbero costituire un principio saldo di chi è stato chiamato a rivestire incarichi politici. I consiglieri invece – conclude Firmani -  parevano studentelli spensierati che non vedevano l’ora di saltare qualche ora di lezione. Un triste spettacolo, che  non restituisce certo dignità alle Istituzioni”.

Si tratta di un altro segnale evidente della fragilità della Regione, c'e' poco da illudersi, salvo poi, si dovesse arrivare a decisioni estreme, sorbirci i pianti e le lamentele degli ipocriti.

Ufficio stampa IdV del Trentino

Partiti, 3mila firme in 3 settimane

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La redazione IDV

“Anche il Trentino sarà concretamente  presente Lunedì 14 maggio, alle 10.30, al SIT-IN di IDV davanti Montecitorio organizzato in occasione della consegna delle Firme per l’abolizione dei rimborsi elettorali, con il proprio contributo di firme raccolte  -  afferma Salvatore Smeraglia, segretario regionale IDV –  In un tempo brevissimo (soltanto 3  settimane) sono oltre  3000 firme raccolte in Trentino,  a  cui ne vanno aggiunte altrettante per la provincia di Bolzano.
Un sentito ringraziamento ai numerosi iscritti e simpatizzanti, ai gruppi spontanei che hanno aderito alla raccolta, ma soprattutto ai cittadini trentini,  che sia ai gazebo,  che con la sottoscrizione dei moduli consegnati ai comuni,  ci incoraggiano a proseguire su questa strada,  sottoscrivendo la proposta di legge d'iniziativa popolare denominata  "Giù le mani dal sacco".
Siamo convinti che eliminare i rimborsi elettorali  ai partiti sia l'unico modo per ristabilire la sovranità popolare tradita dopo il referendum del 1993,  che già allora aveva sancito la contrarietà degli italiani nei confronti di  ogni sorta di finanziamento pubblico ai partiti.
Il nostro Presidente Antonio Di Pietro ha già annunciato che Italia dei Valori restituirà l’ultima tranche dei rimborsi per le elezioni del  2008 in arrivo a luglio.
Non sarà facile individuare la formula, in quanto avendo già esplorato le modalità di rinuncia, tecnicamente, se un partito restituisce il rimborso,  le cifre  vengono ridistribuite agli altri partiti. Italia dei Valori è intenzionata a trovare la soluzione che possa  superare anche  questo ostacolo giuridico- burocratico”.

Ufficio stampa Idv del Trentino

Quanti Pd ci sono in Trentino?

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La redazione IDV
“In merito alle reiterate polemiche tra  Luca Zeni, capogruppo del Pd in Consiglio Provinciale e il Presidente della Provincia Lorenzo Dellai, siamo al grottesco se non al ridicolo – affermano sconcertati Bruno Firmani e Salvatore Smeraglia, rispettivamente consigliere provinciale e segretario regionale IDV - . Vorremmo ricordare che il PD ha ben tre assessori in Giunta, con i quali evidentemente il PD del Consiglio non si confronta e non parla, in quanto appunto i provvedimenti anticongiunturali, approdati in Consiglio in questi giorni, sono provvedimenti approvati dalla  Giunta Provinciale. O almeno così dovrebbe essere. E allora una serie di  domande sorgono  spontanee: quanti PD ci sono? I  partiti di maggioranza come IDV con chi devono interloquire?

Perché delle due l’una,  o i consiglieri provinciali del PD stanno sfiduciando i loro  assessori  in Giunta, oppure non li considerano affatto. In entrambe i casi si tratta di un problema serio per il Trentino, specialmente in periodi come questi, nei quali si dovrebbero unire le forze e non trastullarci in vacui giochetti. Non è la prima volta che la questa dicotomia emerge in tutta la sua drammatica  evidenza. Soltanto un mese fa i consiglieri del PD non solo non erano al corrente, ma addirittura  prendevano posizione contro l’ipotesi  di una nuova impostazione dei concorsi scolastici,  a cura del  loro assessore all’istruzione.

Non vorremmo dare lezioni a nessuno, sia ben chiaro, ma forse qualcuno  nel PD ancora non ha  capito a quali  livelli di discredito la politica è arrivata nei sentimenti dell’opinione pubblica. Un discredito che non guarda più a questo o quel partito, ma che fa di ogni erba un fascio.

Non è con prove  di forza muscolari, o ritagliandosi spazio e visibilità personali  che si recupera credibilità. La logica dell’ognuno per sé, sta agonizzando sotto i colpi mortali della  recessione, figlia anche di  decenni di politica segnata  da individualismi, personalismi, diatribe interne e lotte intestine – concludono  i dirigenti IDV –. Meglio iniziare subito a riflettere su questo fronte, siamo già fuori tempo massimo”.

Ufficio stampa IdV del Trentino

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