




"Il centrosinistra in cui credo e mi riconosco è un campo fondato anzi tutto sui valori di rispetto delle regole e giustizia sociale. Un modello di centronistra riformista che mette insieme la legalità come punto di riferimento e che abbia come obiettivo la solidarietà e quindi anche il libero mercato come strumento per far star bene tutti. Tra sinistra e destra, io sono orgoglioso di essere di centrosinistra, ma di questo tipo di sinistra".
E' stato questo il cuore dell'intervento di ieri sera del Presidente di Italia dei Valori Antonio Di Pietro, intervenuto al workshop "Il Paese è reale. E l'informazione? E la politica? Media e potere al tempo della crisi", organizzato nell'ambito del Tilt Camp 2012 a Marina di Grosseto, insieme ai giornalisti Marco Damilano (L'Espresso) e Paola Zanca (Il Fatto Quotidiano).
Un Antonio Di Pietro a tutto campo quello che si è confrontato in un dibattito acceso e a tratti vibrante che ha toccato temi caldi dell'attualità come la legge elettorale, a proposito della quale il Leader Idv ha rimarcato che "quella è una truffa, è una legge che toglie spazi alla democrazia". "I cittadini dovrebbero sapere prima quale leader, quale coalizione e quale programma stanno votando e non lasciando l'incognita a dopo il voto. Questa è la drammaticità della legge elettorale che stanno progettando. Non basta la protesta, è necessario che la candidatura nasca dalla base e possa rispondere a qualcuno delle base e non solo al leader di Partito. Servirebbe una legge elettorale che permetta tutto questo ma io credo che si possa fare anche senza una legge elettorale: bisogna avere il coraggio di entrare nelle Istituzioni e di usare un Partito per portare avanti gli interessi collettivi del territorio che andiamo a rappresentare. Nel momento in cui la legge elettorale che si profila sarà realtà".
"Noi dobbiamo parlare agli elettori, non alla dirigenza, perché questa legge elettorale nella sua perversione e anomalia, può essere ribaltata se l'elettorato spinge il Pd spintanamente a più miti consigli, perché se il Pd avrà bisogno dell'Idv per governare dovrà ricucire i rapporti con la Fiom, rivedere le proprie politiche del lavoro e impostare una coalizione diversa dall'Udc", ha spiegato Di Pietro riallacciandosi al tema delle future alleanze. "Voglio vedere cosa dirà Bersani ai cittadini quando l'Idv avrà un bel risultato elettorale e cosa risponderà ai suoi elettori sui provvedimenti della Fornero sul lavoro". Il leader Idv ha infatti rilanciato le battaglie del Partito in difesa del lavoro e dei diritti dei lavoratori. "Il prossimo 6 ottobre - ha annunciato Di Pietro a questo proposito - inizieremo la raccolta di firme per un referendum abrogativo della riforma Fornero".
In attesa dell'annunciato scoop di Panorama, la discussione ha toccato anche il tema delle telefonate tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino: "E' chiaro il tentativo di ricatto nei confronti del presidente", ha spiegato Di Pietro prima ai cronisti intervenuti a margine dell'iniziativa e poi, dal palco, alle oltre quattrocento persone presenti al camping Le Marze. "Napolitano farebbe meglio a dare l'autorizzazione perchè queste carte possano essere lette".
Il dibattito - durante il quale è stato possibile ripercorrere l'esperienza della nascita dell'Asinello e alcuni passaggi dell'esperienza ministeriale alle Infrestrutture di Antonio Di Pietro nel Governo Prodi - si è chiuso con i protagonisti che si sono interrogati su una questione di gaberiana memoria: che cos'è la destra e che cos'è la sinistra?. Se Damilano e Zanca hanno convenuto che, oggi, è ormai impossibile tracciare dei recinti ideologici netti come quelli antecedenti alla caduta del Muro di Berlino, ma è bensì necessario riconoscersi in una scala di valori etici, economici e politici per delimitare il proprio campo di azione - riconoscendo in questo al Leader Idv un coerenza non comune tra i suoi colleghi nei suoi lunghi anni di militanza - Antonio Di Pietro è andato oltre, ribadendo qual è il campo di azione politica e valoriale di Italia dei Valori: "Con la caduta del muro di Berlino si è creata una nuova sinistra. Io credo che dica bene Damilano: è antistorico parlare di destra e sinistra, se si riferisce a quella di ieri. Ma io credo che oggi non si possa scendere nel qualunquismo di dire che non importa più, perché è necessario dare un significato attuale a destra e sinistra. Quindi io oggi vorrei prima di tutto ridare un significato a queste parole. Oggi nel mondo occidentale esistono una destra moderna che guarda a liberallizzazioni, libero mercato, alla scuola, alla sanità e alla giustizia privata. La sinistra moderna, invece, guarda a due temi fondamentali: solidarietà e legalità.
Da qui nasce il reddito minimo garantito, da qui nascono i referendum sul lavoro che Idv promuove insieme alla Fiom, i diritti civili. In Italia non è così perché la destra italiana non è una destra moderna alla anglosassone, ma una destra che si è sviluppata intorno al clan berlusconiano, che ha fatto una degenazione dell'utilizzo delle Istituzioni a fini individuali. Io sono contro questo destra ma sono anche alternativo e voglio essere alternativo alla destra montiana, che assume provvedimenti che per far quadrare i conti non guarda che va a pagare il conto. Perché io rilancio il centrosinistra e qual è la mia differenza rispetto al grillismo? Alla mera protesta noi di Idv uniamo la proposta, ricostruendo un modello di centronistra riformista perché credo che un modello che mette insieme la legalità come punto di riferimento e che abbiamo come obiettivo la solidarietà e quindi anche il libero mercato come strumento per far star bene tutti. Tra sinistra e destra, io sono orgoglioso di essere di centrosinistra, ma di questo tipo di sinistra".

Al Toscana Pride di sabato scorso che si è svolto a Viareggio l'assessore regionale alla Cultura Cristina Scaletti (Idv) ha celebrato alcuni matrimoni simbolici per dare forza alla battaglia per l'affermazione dei diritti senza discriminazione alcuna.
Proprio nei giorni scorsi l'Italia dei Valori ha presentato una proposta di legge, di cui primo firmatario è Antonio Di Pietro, per estendere il matrimonio anche alle persone dello stesso sesso, in modo da assicurare una totale uguaglianza e il riconoscimento della stessa dignità sociale a tutti i cittadini, come richiesto dalla nostra Costituzione.
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