Mercoledì, 23 Maggio 2012

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Toscana

Il valore-lavoro per un'alternativa di Governo italiana ed europea

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Fabio Evangelisti

Davvero stimolante la riflessione proposta da Alessio Gramolati e dalla Cgil Toscana, lunedì scorso, presso il Palazzo dei Congressi a Firenze, sul tema "Dove va il lavoro dove il voto?", con relatori d'eccezione come il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e l'ex Ministro del Lavoro, Cesare Damiano.
In verità, nessuno di noi, alla vigilia dell'incontro, avrebbe pensato di trovarsi a parlare in un quadro politico nazionale ed europeo cambiato tanto velocemente e radicalmente.

La Cdu di Angela Merkel, in Germania, ha appena subito una sonora sconfitta nel bastione del Nord Reno-Westfalia. In Francia, dopo un ventennio di centrodestra, il socialista François Hollande ha strappato l’Eliseo a Sarkozy. E anche in Italia, in occasione delle ultime amministrative, abbiamo assistito al crollo verticale dei due Partiti che hanno incarnato il centrodestra italiano: il Pdl e le Lega.
Insomma, il vento pare proprio stia cambiando.

Ovviamente parliamo di Europa, Grecia, di crisi internazionale, ma la nostra attenzione deve essere rivolta principalmente alla nostra Toscana: a partire da casa nostra, infatti, dobbiamo ripensare un modello, quello che fino a ieri garantiva ricchezza e stabilità ai cittadini, all'imprenditoria, allo stato sociale, e che rischia, oggi, di essere travolto dall'instabilità e dai venti delle crisi internazionale. I problemi, anche qui, infatti, si son fatti diffusi e articolati: penso alla crisi del settore civile di Finmeccanica che conta aziende di primo piano come Ansaldo Breda, Selex Elsag e Selex Galileo, o alla siderurgia pesante delle Acciaierie di Piombino; penso ai ritardi infrastrutturali e alla scarsa capacità di creare un sistema di comunicazioni e trasporti (portuali, stradali e aeroportuali) davvero efficiente e integrato, svincolato dalle logiche di campanile e da interessi particolari; penso alla crisi del credito e del sistema bancario, basti pensare alle recenti vicende di Fidi Toscana o alla drammatica situazione del Monte dei Paschi di Siena; penso a quel sistema di prebende e clientele - lascito non soltanto del berlusconismo - che anche da noi, talvolta, ha trovato terreno fertile per attecchire.

Non sorprende, dunque, in questo scenario locale e internazionale, che il voto di queste settimane nasconda anche alcune evidenti criticità: i fascisti di Marine Le Pen intorno al 20% dei consensi in Francia, lo straordinario successo dei Pirati in Germania, come dei neonazisti in Grecia, testimoniano un disagio sociale diffuso e una disaffezione istituzionale cui nemmeno la sinistra europea sembra capace di offrire una risposta credibile. Anche in Italia, inutile negarlo, questa ondata di protesta è stata palpabile e manifesta. Il boom del Movimento Cinque Stelle (perché di boom, checché se ne dica, si è trattato) sta lì a dimostrarlo.

Questi i temi in un Paese frustrato, non dico alla fame, ma dove il disagio economico e sociale si va allargando in maniera preoccupante, dove si registra anche il riaccendersi di un pericolo terrorismo, come a Genova, o ai ripetuti attacchi a Equitalia (leggi Livorno).  Ed è proprio su questi temi, su questo disagio pronfondo, che, oggi, siamo tutti chiamati a interrogarci per costruire un’alternativa di Governo alternativa al fallimento del centrodestra e al rigorismo dei tecnici. La ricetta del rigore fine a se stessa targata Merkel-Sarkozy (e sposata inizialmente anche da Monti) non porta, infatti, da nessuna parte: è necessario, invece, tornare a pensare non soltanto all’equilibrio della spesa pubblica e al taglio degli sprechi, certo elementi indispensabili per la ripresa, ma anche a una nuova complessiva strategia di crescita e sviluppo economico, sociale e industriale.

Nel 2012 si prevede un saldo negativo dell'occupazione toscana di 130 mila posti di lavoro, con un campione prevalente di piccole e medie imprese. I dati sulla cassa integrazione diffusi il 12 maggio proprio dalla Cgil sono l'ennesima conferma di un allarme sociale e occupazionale gigantesco, a cui questo Governo sta rispondendo con l'attacco all'Articolo 18 e con le controriforme su pensioni e lavoro. E la Toscana, certo, non ride, con il suo 7,5% di disoccupazione, i suoi trentamila cassaintegrati, l'88% di avviamenti al lavoro in forma precaria.

Non è togliendo i diritti ai lavoratori che si ridà crescita, ma si fanno morire le persone di suicidi e di disperazione. Invece di continuare a mettere le mani nelle tasche dei cittadini prendendo alle fasce più deboli, riducendo i diritti costituzionali, dobbiamo tornare a occuparci della vera emergenza del Paese: un piano nazionale per rilanciare l'occupazione e la crescita.

Insomma, quello che noi chiediamo - al Pd, a Sel, a FdS e a chi vorrà sposare questa impostazione - è una netta inversione di tendenza. Alla crisi non si può rispondere soltanto con la ricetta del rigore, ma serve invece una propulsione alla crescita. Per questo è fondamentale che il centrosinistra riparta proprio dal lavoro per costruire, in vista delle elezioni del 2013, un'alleanza e un programma di Governo alternativi al fallimento delle destre italiane ed europee e alla tecnocrazia del Governo Monti.

Amministrative. Segnale di svolta a malgoverno Pdl-Lega

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Fabio Evangelisti

Lo avevamo scritto sabato scorso, alla vigilia delle elezioni, lo ribadiamo oggi che lo spoglio dei voti è ormai completato: le elezioni amministrative del 6 e del 7 maggio rappresentano non soltanto un voto per i Comuni, bensì un voto per il Paese. In questa chiave, Italia dei Valori esce indubbiamente rafforzata dall'esito dello scrutinio amministrativo, candidandosi come una forza politica di caratura nazionale capace di determinare l'agenda del centrosinistra e protagonista di una futura alleanza di governo. Sul piano nazionale, infatti, non registriamo soltanto lo straordinario risultato a Palermo di Leoluca Orlando, ormai vicinissimo all'elezione, ma anche l'affermazione di altri sindaci Idv in giro per la penisola e un sostanziale consolidamento del nostro Partito nella maggior parte dei Consigli comunali rispetto alle amministrative del 2007.
Anche in Toscana, in una tornata elettorale fortemente caratterizzata dall'astensione, il risultato di Italia dei Valori, pur a macchia di leopardo, conferma questa tendenza in una competizione, come le amministrative, che vedono storicamente un Partito di opinione come Idv in difficoltà rispetto a formazioni politiche più strutturate e radicate sul territorio.
E non mancano importanti elementi di soddisfazione. A cominciare da Pistoia, dove in condizioni difficili anche per i rapporti con gli alleati, Italia dei Valori si afferma come seconda forza politica del centrosinistra a sostegno del Sindaco Samuele Bertinelli. Non meno significativi i risultati di Quarrata e Serravalle, ancora nel pistoiese, e l'ottima performance dei nostri rappresentanti nelle liste presentate a Reggello e Rignano, in provincia di Firenze.
Un discorso a parte lo merita la sfida di Carrara, dove la prima candidata Sindaco donna di Italia dei Valori, l'architetto Claudia Bienaimé, ha ottenuto il 10% dei consensi in una tornata elettorale segnata da una vasta frammentazione, riscuotendo un ampio consenso personale. Una vittoria morale, questa, anche per Italia dei Valori, che premia il coraggio di aver voluto puntare su una figura alternativa e indipendente dalle vecchie logiche di potere che - il voto di domenica lo conferma - dominano la città. A Carrara, dunque, Italia dei Valori continuerà a fianco di Claudia Bienaimé la sua battaglia di rinnovamento del gestione dell'amministrazione comunale, candidandosi come opposizione intransigente, sensata e fondata su un programma votato alla difesa dell'ambiente, allo sviluppo del marmo e al rilancio delle peculiarità turistiche e culturali della città.
Certo, un bilancio più preciso sarà possibile farlo soltanto dopo il risultato dei numerosi ballottaggi che, in Toscana (penso a Lucca e a Camaiore) come nel resto del Paese, disegneranno con maggior nitidezza gli equilibri politici in seno alle amministrazioni comunali. Intanto, ci godiamo questo risultato che, a fronte della clamorosa sconfitta di Pdl e Lega, responsabili di anni di scandali e malgoverno a tutti i livelli, rappresentano una vera svolta, e non soltanto in chiave locale.
Le elezioni amministrative, dunque, lasciano in eredità al Paese non soltanto il successo del Movimento Cinque Stelle, ma anche l'affermazione del centrosinistra, con la scomparsa del Pdl e il fallimento del Terzo Polo, e - soprattutto - importanti elementi di riflessione in vista delle elezioni politiche del 2013.
L'alleanza forzata che sostiene, oggi, il Governo Monti è stata cancellata di fatto dal voto dei cittadini, che hanno così bocciato di un sol colpo la Grosse Koalition targata Alfano-Bersani-Casini e la politica tutto rigore (sulla pelle dei soliti noti, i cittadini) e niente crescita del Governo Tecnico.
Dunque, dalla Toscana e dal Paese emerge un netto rafforzamento di quello che noi definiamo il modello "Toscana Democratica", ovvero la coalizione che sostiene la Giunta di Enrico Rossi, costruita sull'asse Pd, Idv, Sel e FedSin, ma non chiusa ad altri contributi.
Per questo, siamo convinti, a un anno dalle elezioni politiche, che i tempi siano maturi per ricostruire anche in chiave nazionale questa alleanza di vero centrosinistra, aperta certo a tutte le forze che vorranno parteciparvi con il loro contributo di idee. Oggi è il momento di disegnare un programma chiaro, di proporre una squadra credibile, di scegliere un leader capace di restituire vitalità e slancio al Paese.
Domani sarà, poi, troppo tardi per piangere sul latte versato incolpando i fantasmi di una presunta antipolitica (figlia prediletta della cattiva politica).

Fabio Evangelisti, segretario IdV Toscana

Camorra in Toscana. Intervenga Commisione antimafia Ue

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La redazione IDV
“Sulle infiltrazioni del clan dei casalesi in Toscana chiederó alla Commissione antimafia del Parlamento europeo di svolgere un apposito monitoraggio e prevedere un sopralluogo nel piú breve tempo possibile”. A dirlo, in una nota, e' l'europarlamentare toscano e capodelegazione Idv Niccoló Rinaldi, commentando l'operazione della Gdf di Firenze che ha portato all'arresto di cinque persone legate al clan casertano dedite all'usura e alle minacce nei confronti di diversi imprenditori.

“L'operazione della Finanza di oggi rappresenta certamente un provvedimento importante contro le infiltrazioni della criminalitá organizzata – ha aggiunto Rinaldi -, ma ora occorre potenziare l'azione di contrasto. Come ha di recente denunciato la Direzione nazionale antimafia, i clan camorristici hanno individuato in Toscana alcuni settori di investimento molto redditizi come edilizia, ristoranti, alberghi, bar, scommesse clandestine, settore tessile e usura. Occorre dunque mantenere altissima la vigilanza, rafforzando una strategia di lotta alle mafie che preveda un coinvolgimento europeo, anche perché il riciclaggio di denaro passa ormai sempre più attraverso circuiti finanziari transnazionali”.

Amministrative. Banco di prova per la costruzione del centrosinistra (video)

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La redazione IDV
Di amministrative 2012 e di elezioni politiche 2013; di furbetti del quartierino e di politica supercafona; di idee per lo sviluppo e di freni alla crescita; di contributi ai Partiti e di Governo tecnico. Il doppio confronto tenutosi ieri a Pistoia, prima, e a Lucca, in serata, tra il Capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi e il giornalista Luca Telese è stato un lungo racconto del contesto politico, economico e sociale del nostro Paese. Un simposio, più che un'intervista, perché - racconta Telese dal palco del Foro Boario - "io e Donadi andiamo fin troppo spesso d'accordo". Con gli occhi puntati sull'importante scadenza elettorale del prossimo week end e lo sguardo rivolto al futuro del Paese: "Queste elezioni determinano sì le amministrazioni locali, ma soprattutto i rapporti di forza della importantissima partita che si giocherà in Parlamento a partire dall'8 di maggio, su tutti i temi caldi dell'agenda politica", chiosa Donadi a Pistoia.

Due confronti aperti e partecipati, che hanno spaziato dall'iniziativa di Italia dei Valori per l'abolizione del finanziamento pubblico ai Partiti (tema centrale dell'intervista Pistoiese, dall'evocativo titolo "…e io pago!") ai rapporti con il Partito Democratico in vista della costruzione di una vera alleanza di centrosinistra (il leit motiv dell'incontro lucchese). Nel mezzo, l'ironica e pungente dialettica di Luca Telese, fatta di aneddoti intrecciati alla cronaca, e la capacità di sintesi e proposta politica di Massimo Donadi.

Filo conduttore, l'importanza strategica delle elezioni amministrative del prossimo 6 e 7 maggio in chiave nazionale: il voto nei comuni italiani (nel 90% dei quali è riproposta la "Foto di Vasto" con Pd, Idv e Sel) sarà infatti l'occasione più importante per testare la consistenza della coalizione di centrosinistra e sgombrare il campo dalla tentazione di inciuci trasversali (come la proposta di riforma elettorale targata Violante, che "non solo non sblocca il nodo dei nominati, perché tali restano, ma in realtà con l'occasione gli tolgono tutto il resto perché così gli italiani non conosceranno più né candidato premier, né coalizione né progrmma").

"Noi siamo convinti che un ottimo risultato del centrosinistra a queste amministrative - ha spiegato il Capogruppo Idv - potrà essere un meccanismo difronte al quale ci sarà finalmente chiarezza, perché qualcuno dovrà prendersi la responsabilità di spiegare ai cittadini perché una coalizione che gli italiani hanno scelto per gli enti locali non debba essere anche la squadra che si candida anche alla guida del Paese. Più Italia dei Valori sarà forte in questa sfida, più sarà capace di essere una forza politica capace di costringere il centrosinistra a tenere ferma la barra in difesa di tutti quei valori che troppo spesso abbiamo l'impressione di essere soltanto noi a voler continuare a difendere".

Telese incalza sul tema delle alleanze interne al centrosinistra: "Che cosa deve accadere perché si rompa il paradosso che nelle elezioni locali esiste la foto di Vasto ma a livello nazionale è un'alleanza subita dal Pd come una scappatella?", chiede il giornalista de Il Fatto Quotidiano.

"Il punto è che il Pd non ha ancora deciso", replica Donadi. "La trattativa sotterranea sulla legge elettorale è un tentativo di mandare a monte il bipolarismo, archiviare le alleanze e continuare a governare loro come stanno facendo oggi. Non hanno ancora sciolto questo dubbio ed evidentemente è una questione di equilibri interni al Pd. Bersani probabilmente vuole una coalizione di centrosinistra ma se lo dicesse oggi metà del Pd confluirebbe nel Terzo Polo. Anche per questo queste elezioni amministrative sono così importanti per il futuro del Paese. Questo ancor di più rende il Pd enormemente responsabile dinanzi al Paese: se caduto Berlusconi non si è potuti andare alle elezioni, questo è il frutto dell'assenza di una forte coalizione di centrosinistra che il Pd già si è rifiutato di costruire. Se allora vi fosse stata una coalizione e un programma l'Italia avrebbe potuto andar al voto come ha fatto la Spagna che meglio di noi non stava. L'Italia si è affidata ai tecnici perché a destra era frantumata e a sinistra il Pd non ha mai coltivato il suo campo politico inseguendo le sirene del centro. Si è buttato via un anno senza costruire il futuro".

Ufficio stampa IdV Tscana

Pistoia. Un Polo Nazionale Ferroviario per il rilancio dell'Ansaldo Breda

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La redazione IDV

Creare un Polo Nazionale Ferroviario per rendere un'azienda come Ansaldo Breda strategica e competitiva, impedire la dismissione del settore civile di Finmeccanica e azzerarne i vertici per sottrarre il futuro industriale del Paese alla logica spartitoria dei Partiti. E' quanto ha chiesto questa mattina l'on. Maurizio Zipponi, Responsabile del Dipartimento Lavoro-Welfare Idv, intervenuto all'iniziativa "Il Treno Italiano per la ripresa industriale", organizzato a Pistoia dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali della Ansaldo Breda.
"Insieme al Presidente Idv Antonio Di Pietro, abbiamo incontrato il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, presentando dieci priorità per la ripresa industriale: una di queste è, appunto, la realizzazione del Polo Nazionale Ferroviario", ha spiegato Zipponi. "Inoltre, da tempo abbiamo sollecitato tutti i Partiti a sostenere una strategia per l'Italia che metta al centro la mobilità su rotaia delle persone e delle cose, dichiarandoci favorevoli a dare il nostro sostegno in Aula al Governo".
"Invece, i vertici di Finmeccanica stanno perseguendo la logica della liquidazione di Ansaldo Breda - ha continuato Zipponi - con un'impostazione puramente ragionieristica e contabile, senza rendersi conto del valore industriale dell'azienda di Pistoia. Dopo il tentativo fallito di vendita a General Electric, questi luminari della scienza industriale stanno provando vendere Ansaldo Breda a Hitachi, con una grande menzogna nei confronti del territorio e dei lavoratori: affermare che vendono soltanto il 50% è infatti un atto da delinquenti industriali, perché, in realtà, significa scientemente decidere che l'azienda chiude".
"Per questo noi di Idv diciamo no alla svendita di Ansaldo Breda", ha proseguito Zipponi. "Nel momento in cui in Italia si registra oggettivamente una ripresa del mercato nazionale e internazionale del trasporto ferroviario non si può pensare alla cessione di un asset strategico come quello pistoiese ma, al contrario, è necessario creare un Polo Nazionale Ferroviario per rendere Ansaldo Breda una realtà produttiva strategica e di nuovo competitiva".
"Oggi su Ansaldo Breda si gioca la partita dell'Italia", ha aggiunto Zipponi. "Pertanto noi di Idv proporremo agli altri Partiti, garantendo il nostro voto a favore in Aula, di chiedere al Governo di fermare la vendita del settore civile di Finmeccanica, di azzerare i vertici di Finmeccanica perché implicati in vicende giudiziarie che se verificate sono gravissime, di sottrarre Finmeccanica alla logica di mera lottizzazione partitica e restituirla alla gestione competente dei tecnici".
"L'assenza del Governo, oggi a Pistoia - ha concluso Zipponi - palesa ed evidenzia una situazione gravissima e la mancanza della capacità di offrire una risposta da parte dell'Esecutivo. Noi di Italia dei Valori offriamo tutto il nostro sostegno a livello regionale e parlamentare ai lavoratori e alle sigle sindacali di Ansaldo Breda per trovare una soluzione al rilancio dell'azienda. Se il Governo non viene a Pistoia, Pistoia dovrà andare a Roma a incalzare il Governo".
All'iniziativa sono intervenuti anche l'on. Fabio Evangelisti, Segretario Idv Toscana, Marco Manneschi, Vicecapogruppo Idv in Consiglio regionale della Toscana, e Roberto Rizzo, Responsabile del DIpartimento Lavoro-Welfare Idv Toscana.

Ufficio stampa IdV Toscana

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