In un incontro con la stampa avvenuto oggi, martedì 4 ottobre, all'hotel Panorama di Cagliari, l'Italia dei Valori ha presentato la raccolta di firme per due proposte di legge di iniziativa popolare per il taglio dei costi della politica, divenuto improcrastinabile dopo l'ennesimo rinvio della riduzione dei Consiglieri regionali della Sardegna. La Sardegna, in base ai dati forniti dal sito parlamentiregionali.it (sito ufficiale della Confederazione dei presidenti delle Regioni italiane), si caratterizza per una tra le più alte percentuali di consiglieri regionali in rapporto agli abitanti nonchè per le più alte indennità percepite dai consiglieri rispetto alle altre regioni italiani. Ecco la necessità di una ancora più forte battaglia per la riduzione dei costi della politica, che si pone peraltro nel solco di quella già portata avanti in Consiglio dal gruppo Idv.
Nella giornata di oggi sono state illustrate due distinte iniziative.
La prima è una proposta di legge di iniziativa popolare costituzionale che modifichi l'articolo 16 dello Statuto sardo prevedendo il dimezzamento dei consiglieri (da 80 a 40) secondo la proposta nazionale di IDV (Di Pietro. Donadi, Borghesi) che propone di portare i parlamentari al di sotto della metà (i deputati da 630 a 300). Per ottenere questo risultato occorreranno 20mila firme. La proposta dell'Idv dà una risposta anche a chi pensa che la riduzione dei consiglieri porterà una minore rappresentatività dei territori in quanto si prevede che la legge elettorale debba assicurare l’elezione di almeno un consigliere regionale per ciascuno dei collegi elettorali. Tale dimezzamento porterà secondo l'Idv un risparmio di 6 milioni di euro all'anno da utilizzare per finanziare il piano straordinario del lavoro per i giovani. Sulla riduzione dei consiglieri il segretario regionale e deputato Federico Palomba ha depositato una proposta di legge costituzionale al parlamento nazionale con gli stessi contenuti.
Fattivamente, come ha spiegato durante la conferenza stampa il costituzionalista Pietro Ciarlo, per modificare il numero dei consiglieri è necessaria una legge costituzionale che modifichi lo Statuto oppure una legge statutaria "stralcio" approvata dal Consiglio regionale: tale modifica non può infatti avvenire con una legge elettorale.
La seconda iniziativa presentata oggi a Cagliari è relativa al taglio drastico dei costi della politica e prevede una proposta di legge ordinaria, sempre ad iniziativa popolare, che richiede invece 10.000 firme. La proposta si compone di due parti:
1) taglio degli emolumenti dei consiglieri regionali con soppressione totale dei contributi economici ai gruppi; soppressione di vitalizio, buonuscita e benefici; soppressione delle retribuzioni aggiuntive per gli incarichi nel consiglio e nei gruppi consiliari;
2) divieto di consulenze esterne in quanto non c’è settore dove l’amministrazione pubblica non sia competente. In casi assolutamente certificati si potrà ricorrere all’ausilio dell’Università (e non dei singoli docenti). Le consulenze – lo ha sottolineato con forza anche il costituzionalista Pietro Ciarlo - sono un mare spaventoso di sprechi e di costi e sono il terreno elettivo della corruzione.
Secondo l'eurodeputato Idv Giommaria Uggias, il taglio conseguente a questa riforma sarà di circa 10mila euro al mese per ogni consigliere regionale sardo (3500 euro per le spese di segreteria, 2500 relativi ai fondi per i gruppi, 3000 relativi alle indennità per l'aggiornamento e una somma tra i 2500 e i 3mila per le indennità di carica).
"Su queste proposte raccoglieremo una tonnellata di firme" ha detto Palomba. "I sardi andranno a firmare numerosi, più di quanti siano stati per il referendum anti-porcellum".
L'iniziativa promossa e organizzata dall'Idv è aperta alle adesioni di associazioni, mondo della cultura, partiti, sindacati, forze sociali, cui la proposta sarà presentata. "Non permetteremo che la raccolta di firme faccia la fine che hanno imposto alla meritoria iniziativa del comitato “Lu Puntulgiu”, con la cui proposta la sintonia è massima. Le due iniziative si sosterranno a vicenda perché vanno nella stessa direzione, seppure lievemente diverse. Poi dovrà essere il Consiglio regionale ad operare le mediazioni. Ma non potrà più lavarsene le mani, perché eserciteremo una fortissima pressione. E diffonderemo gli interventi dei consiglieri, di quelli che hanno affossato la riduzione dei costi della casta e di quelli che l’hanno sostenuta. Invitiamo tutti i sardi a firmare. Apriremo cento banchetti in tutta l’Isola e ne diffonderemo la dislocazione. Li apriremo a tutti i cittadini che desiderano collaborare, come per i referendum. Ad essi si affiancheranno tutti gli altri banchetti che spontaneamente e con entusiasmo sicuramente sorgeranno".
Per la redazione delle proposte ha operato un gruppo di lavoro di alto livello costituito in ordine alfabetico da Pietro Ciarlo, Giovanni Dore, Pierluigi Leo, Mario Marchetti, Nanni Spissu, Giorgio Spanedda e Giommaria Uggias, oltre che dal vice segretario Salvatore Lai e dal segretario Federico Palomba.
Ufficio stampa Idv, Sardegna







