

Il 6 e 7 maggio i cittadini sardi hanno espresso la loro volontà di cancellare le province.
L’Italia dei Valori della Sardegna ritiene che la volontà dei cittadini debba essere pienamente rispettata, con la soppressione totale e contestuale di tutte le province, in una considerazione complessiva di tutti e cinque i primi quesiti.
Ritiene pertanto doveroso che, a prescindere dalla questione della natura giuridica dei referendum, si debba arrivare alla revisione complessiva dei poteri locali che porti alla cancellazione di tutte le otto province, alla valorizzazione dei Comuni e alla istituzione di servizi intercomunali.
Reputa quindi necessario e urgente che sia immediatamente attivata l’iniziativa legislativa regionale e nazionale che porti a queste conclusioni prevedendosi un regime transitorio, di durata estremamente limitata, che ottemperi alla volontà popolare, che non penalizzi i diritti e le professionalità dei lavoratori dipendenti, consenta la gestione transitoria dei servizi facendo ricorso a chi è attualmente legittimato dalla volontà popolare nella gestione delle province piuttosto che a nomine dall’alto di personale politico scelto arbitrariamente.
In conformità a ciò esprime contrarietà alla nomina di un Commissario e all’accorpamento con le vecchie province, anch’esse delegittimate dall’espressione del voto popolare e non rappresentative dei territori.
Considera inaccettabile l’inerzia del Consiglio Regionale; e a tutela dei diritti dei cittadini invoca che venga attivata la mobilitazione generale di tutte le rappresentanze istituzionali, forze politiche, sociali, sindacali e imprenditoriali .
Pertanto, l'Italia dei Valori, nel riaffermare la sua azione riformatrice, ritiene di fondamentale importanza procedere ad una riforma organica degli Enti locali, secondo la specificità della Sardegna, ritenendo che anche la riforma del Governo Monti sia insufficiente e non modifichi, di fatto, l'attuale assetto istituzionale.
Occorre, invece, un’azione riformatrice coraggiosa che vada nel senso dell'efficienza, della sburocratizzazione e della lotta agli sprechi della pubblica amministrazione quale primo passo verso un complessivo processo di riforma dello Stato, fondamentale per la democrazia ed il futuro dell'Italia.
In particolare IDV ritiene che solo con una riforma razionale, organica e complessiva dello Stato e degli Enti Locali si potrà affrontare il problema dei costi della politica e degli sprechi secondo criteri ineludibili di efficienza.
Uno Stato con le attuali Regioni, le attuali Province, gli attuali Comuni, e le migliaia di Enti non è il nostro modello di Stato.
L’abolizione di tutte le province costituisce pertanto l'avvio di un complessivo processo di riforma.
Tale riforma deve necessariamente prevedere:
il dimezzamento dei parlamentari e dei consiglieri regionali,
il passaggio al sistema monocamerale per quanto riguarda la funzione legislativa e la trasformazione del Senato in Senato delle Regioni
la riorganizzazione ed il riassetto delle Regioni;
l’eliminazione degli enti e delle società partecipate inutili.
la drastica riduzione degli emolumenti e l’eliminazione delle consulenze.
Cagliari 12 maggio 2012
La segreteria Regionale