Mercoledì, 23 Maggio 2012

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Sardegna

Referendum. No ai commissariamenti,brevissima proroga e subito soprressione province

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La redazione IDV

«Il governo regionale, dopo aver tentato maldestramente di cavalcare i referendum e di metterci sopra il cappello, ora si trova irresponsabilmente senza proposte rispetto alla questione province e non solo». Lo dichiara il vice segretario regionale dell'Italia dei Valori Salvatore Lai a proposito del caos istituzionale scaturito dalla consultazione popolare del 6 maggio scorso. «Il presidente Cappellacci, principale responsabile di questo vuoto di iniziativa, presiede come è noto, una Giunta regionale dove siedono i rappresentanti di tutti i partiti di centrodestra, compresi Riformatori e Psd'Az, tutti egualmente responsabili di questo pasticcio insieme alla presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo e all'intera Assemblea, commissione Autonomia in testa, che aveva il potere di fare le leggi ma non le ha fatte. L'Idv aveva avvisato dei pericoli di una soppressione parziale delle province – prosegue Lai -: ora ribadiamo per l'immediato il NO ai commissariamenti ma siamo favorevoli, come sostengono anche i giuristi chiamati a dirimere questo pasticcio, a una legge che proroghi le funzioni degli otto enti intermedi solo per il tempo - brevissimo - strettamente necessario al progetto di riforma del sistema degli enti istituzionali sardi che preveda l'abolizione di tutte e otto le province e il trasferimento delle loro funzioni ai Comuni singoli e associati».

Ufficio stampa IdV Sardegna

Province. Documento della segretria regionale IdV

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La redazione IDV
Il 6 e 7 maggio i cittadini sardi hanno espresso la loro volontà di cancellare le province.

L’Italia dei Valori della Sardegna ritiene che la volontà dei cittadini debba essere pienamente rispettata, con la soppressione totale e contestuale di tutte le province, in una considerazione complessiva di tutti e cinque i primi quesiti.

Ritiene pertanto doveroso che, a prescindere dalla questione della natura giuridica dei referendum, si debba arrivare alla revisione complessiva dei poteri locali che porti alla cancellazione di tutte le otto province, alla valorizzazione dei Comuni e alla istituzione di servizi intercomunali.

Reputa quindi necessario e urgente che sia immediatamente attivata l’iniziativa legislativa regionale e nazionale che porti a queste conclusioni prevedendosi un regime transitorio, di durata estremamente limitata, che ottemperi alla volontà popolare, che non penalizzi i diritti e le professionalità dei lavoratori dipendenti, consenta la gestione transitoria dei servizi facendo ricorso a chi è attualmente legittimato dalla volontà popolare nella gestione delle province piuttosto che a nomine dall’alto di personale politico scelto arbitrariamente.

In conformità a ciò esprime contrarietà alla nomina di un Commissario e all’accorpamento con le vecchie province, anch’esse delegittimate dall’espressione del voto popolare e non rappresentative dei territori.

Considera inaccettabile l’inerzia del Consiglio Regionale; e a tutela dei diritti dei cittadini invoca che venga attivata la mobilitazione generale di tutte le rappresentanze istituzionali, forze politiche, sociali, sindacali e imprenditoriali .

Pertanto, l'Italia dei Valori, nel riaffermare la sua azione riformatrice, ritiene di fondamentale importanza procedere ad una riforma organica degli Enti locali, secondo la specificità della Sardegna, ritenendo che anche la riforma del Governo Monti sia insufficiente e non modifichi, di fatto, l'attuale assetto istituzionale.

Occorre, invece, un’azione riformatrice coraggiosa che vada nel senso dell'efficienza, della sburocratizzazione e della lotta agli sprechi della pubblica amministrazione quale primo passo verso un complessivo processo di riforma dello Stato, fondamentale per la democrazia ed il futuro dell'Italia.

In particolare IDV ritiene che solo con una riforma razionale, organica e complessiva dello Stato e degli Enti Locali si potrà affrontare il problema dei costi della politica e degli sprechi secondo criteri ineludibili di efficienza.

Uno Stato con le attuali Regioni, le attuali Province, gli attuali Comuni, e le migliaia di Enti non è il nostro modello di Stato.

L’abolizione di tutte le province costituisce pertanto l'avvio di un complessivo processo di riforma.

Tale riforma deve necessariamente prevedere:

il dimezzamento dei parlamentari e dei consiglieri regionali,

il passaggio al sistema monocamerale per quanto riguarda la funzione legislativa e la trasformazione del Senato in Senato delle Regioni

la riorganizzazione ed il riassetto delle Regioni;

l’eliminazione degli enti e delle società partecipate inutili.

la drastica riduzione degli emolumenti e l’eliminazione delle consulenze.

Cagliari 12 maggio 2012

La segreteria Regionale

Caso Soru, il centrodestra cerca ancora di coprire Berlusconi

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La redazione IDV
"Dalla prima relazione del deputato del Pdl Roberto Cassinelli si riscontra ancora una volta la volontà del centrodestra di coprire Silvio Berlusconi, ma ci opporremo in tutti i modi affinché i comportamenti dell'ex presidente del Consiglio siano sottoposti al giudizio della magistratura al pari di quelli di qualsiasi cittadino". Lo dichiara il deputato e segretario regionale dell'Italia dei Valori Federico Palomba, esponente della Giunta per le Autorizzazioni della Camera, in relazione all'avvio del procedimento, avvenuto oggi nella stessa Giunta per le Autorizzazioni, contro Silvio Berlusconi determinato dalla denuncia per diffamazione presentata tre anni fa dall'ex governatore della Sardegna Renato Soru.

La querelle giudiziaria risale alla campagna elettorale per le scorse elezioni regionali. Il 24 gennaio 2009 l'ex governatore sardo querelò Berlusconi per alcune dichiarazioni fatte durante il tour elettorale di Ugo Cappellacci in Gallura  e riportate dal quotidiano La Nuova Sardegna. In particolare, Soru ritenne calunniose le dichiarazioni pronunciate a Tempio da Berlusconi che, in relazione a "un appalto da 60 milioni per la pubblicità istituzionale", lo aveva accusato di essersi "fatto dare altri 30 milioni per la sua società". Immediatamente l'ex presidente della Regione Sardegna presentò alla Procura di Cagliari una denuncia per diffamazione che il giudice di pace di La Maddalena ha poi inviato alla Camera dei Deputati in seguito alla richiesta di insindacabilità proposta dal difensore di Berlusconi, Niccolò Ghedini. "L'insindacabilità non ha nessuna giustificazione né etica né giuridico-costituzionale - afferma Palomba -, come non l'aveva la ridicola pretesa di far passare Ruby per nipote di Mubarak".
Il procedimento é stato rinviato alla prossima settimana.

Elezioni, rivedere regole delle primarie

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La redazione IDV

"Nella tornata elettorale di ieri Italia dei Valori ha aumentato i consensi in quasi tutte le realtà confermando di essere una forza politica onesta ma anche capace e di governo: questo sarà di buon auspicio anche per le prossime elezioni amministrative in Sardegna". Lo afferma il consigliere Idv al Comune di Cagliari Ferdinando Secchi. "Cagliari con l'amministrazione Zedda è un buon esempio, piccole incomprensioni a parte, di come la foto di Vasto ampliata a civiche e movimenti, sia attuale perchè impersonifica un modo nuovo e onesto di governare. Ma la schiacciante vittoria di Leoluca Orlando su Ferrandelli al primo turno pone, ancora una volta, il problema delle primarie: sono convinto - afferma Secchi - che si debbano rivedere i regolamenti per evitare che esse possano essere viziate da brogli ed errori. Italia dei Valori, come fece a Napoli l'anno scorso con Luigi De Magistris, a Palermo ha rotto gli indugi e davanti a primarie poco trasparenti si è presentato con un candidato autonomo molto affidabile, riportando in entrambi i casi risultati politicamente straordinari. L'ottimo risultato del centrosinistra in queste amministrative potrà portare finalmente un po' di chiarezza e qualcuno dovrà prendersi la responsabilità di spiegare ai cittadini perché una coalizione che gli italiani hanno scelto per gli enti locali non debba essere anche la squadra che si candida anche alla guida del Paese".

Referendum ok: cancellate 4 province

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La redazione IDV
Raggiunto il quorum per il referendum 'anti-casta'. Alle urne si sono recati in 500mila. Gli aventi diritto erano un milione e 400mila. Il quorum del 33,3% è quindi stato superato di poco: 35,5 per cento. Con questo referendum i sardi hanno cancellato le quattro province istituite nel 2005: Medio Campidano, CarboniaIglesias, Ogliastra e Olbia-Tempio, e abolito l'ottanta per cento delle indennità dei consiglieri regionali.

I sardi si sono espressi anche a favore  della cancellazione delle province storiche, ma in questo caso il referendum era semplicemente consultivo; cosi come per il quesito sulla riscrittura dello Statuto autonomo della Regione, l'elezione di un'Assemblea costituente, l'elezione diretta - attraverso le primarie - del presidente della giunta regionale, l'abolizione dei consigli di amministrazione degli enti regionali e la riduzione dei consiglieri regionali.

"L’esito referendario è un’intimazione di sfratto alla classe politica sarda di maggioranza, che avrebbe potuto e dovuto fare le riforme antisprechi ed anticasta e non le ha fatte. Essa vale ancora di più per il Consiglio regionale: pletorico e costosissimo, non ha fatto le riforme necessarie, facendo spendere un sacco di soldi per un referendum sostitutivo della sua inerzia ed incapacità. Perciò se la maggioranza esalta il risultato referendario fa semplicemente una confessione stragiudiziale di incapacità, il rimedio alla quale sono le dimissioni". Afferma il segretario regionale dell'Italia dei Valori Federico Palomba. "Un partito referendario come Italia dei Valori ha dato indicazione di voto e ha contribuito in misura rilevante al risultato. Tanto più che i quesiti replicavano battaglie storiche di Idv: per primi da più di un anno abbiamo infatti proposto la soppressione di tutte le province come ente; sempre per primi abbiamo proposto il drastico taglio degli emolumenti ai politici di ogni livello, così come l’eliminazione dei troppi consigli di amministrazione di enti e società partecipate. Attendiamo il Consiglio regionale alla prova dei fatti dell’attuazione delle indicazioni del referendum sui tagli dei propri emolumenti e sulla cancellazione degli enti o almeno dei cda, disboscando il sistema clientelare - afferma il deputato dipietrista -. Soprattutto l'assemblea dovrà finalmente prendere una decisione affrontando le questioni poste da oltre 20mila firme raccolte da Italia dei Valori per un robusto taglio che vale 80 milioni da devolvere per l’occupazione giovanile. Infine attendiamo il Consiglio regionale alla prova-verità sulle province. Avevamo avvertito delle difficoltà insite in una riforma parziale, che avrebbe creato gravi problemi di disciplina intertemporale. Si tratta di riforme che devono essere fatte con legge, organica e complessiva: quella che un Consiglio regionale neghittoso non ha saputo o voluto fare prima, e che si trova costretto a fare ora dopo il referendum. Lo saprà fare? Ne dubitiamo, considerato che tiene in piedi una provincia di Cagliari con governo di non eletti a fronte di province di eletti mandate a casa. E’ chiara la complessiva indicazione sarda di soppressione di tutte le province: di quelle nuove, con i quesiti da 1 a 4; ma anche di quelle storiche, con il quesito consultivo n. 5. Quella indicazione va colta unitariamente. Essa ora da nuova attualità alla battaglia che Italia dei Valori sta facendo nel Parlamento nazionale dopo le quasi 500mila firme raccolte a sostegno della soppressione di tutte le province".

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