La crisi economico-finanziaria è stata dura per tutti, ma il Molise è tra le regioni d’Italia che più di altre ha risentito della congiuntura. E’ quanto riferisce un’indagine approfondita su dati territoriali realizzata in esclusiva per Il Sole 24 Ore dal Centro Studi Sintesi combinando alcuni rilevanti indicatori economici dal 2007 al 2011.
Il Molise è al 19° posto, davanti solamente alla Calabria. E’ agli ultimi posti sia di diverse graduatorie di contesto sia di performance singole. Per esempio è drammatica la situazione della sofferenza sui crediti: il Molise ha visto peggiorare ulteriormente la solvibilità delle imprese ed è progressivamente aumentata la quota di prestiti che non vengono onorati.
Uno stato di cose che denunciamo da tempo e sul quale le associazioni di categoria hanno ciclicamente lanciato appelli chiedendo il sostegno degli istituti di credito pena il rischio che il tessuto produttivo si necrotizzi. Le imprese si trovano, anche a causa della mancata solvibilità dei crediti da parte delle PA (si registrano ritardi sino a 3 anni), con razionamenti dei crediti già accordati, allungamento dei tempi di istruttoria, richiesta di maggiori garanzie, aumento di tassi di interesse e spese di gestione. Per di più le risposte delle banche cui le aziende molisane si rivolgono, anche se supportate da interventi a garanzia della Regione, non sono affatto soddisfacenti. In tale situazione di crisi è, quindi, ovvia la difficoltà del contesto produttivo in termini di liquidità e sono altrettanto scontate e drammatiche le conseguenze che si ripercuotono sul tessuto occupazionale e sociale. Secondo l’indagine del Centro Studi Datagiovani il Molise è in coda alle graduatorie anche in relazione al mercato del lavoro sia per l’alto tasso di disoccupazione sia per l’elevata inattività (66% nel 2011) con un dato positivo in relazione al tasso di sopravvivenza delle aziende a 5 anni dall’avvio (55,5%).
Tale indagine non fa che rimarcare la drammatica situazione del Molise e stride con le dichiarazioni di turno dei rappresentanti del centrodestra colpevoli di non aver saputo affrontare celermente ed adeguatamente la congiuntura economico-finanziaria. Per far fronte alla crisi è stato fatto un uso a dir poco mastodontico degli ammortizzatori sociali senza porre in campo misure che si siano rilevate efficaci per far ripartire la macchina produttiva. Ora in attesa che parta il programma attuativo della Regione Molise (Par-Fas), con il conseguente sblocco delle risorse e il buon andamento di spesa dei fondi strutturali occorre programmare ed individuare le priorità affinché il settore produttivo in Molise possa rimettersi in carreggiata nonostante le carenze e i pesi di una regione che paga il prezzo dell’arretratezza logistica ed infrastrutturale e degli errori, basta considerare i gravami che pesano sulle spalle di imprenditori e cittadini causati dal Piano di rientro sanitario, perpetrati dalla classe politica di centro-destra che ci governa.
Noi dell’IdV riteniamo che l’impresa sia il vero motore della crescita economica e, in quanto, tale deve essere messa al centro di una celere e capillare opera di sostegno ed incentivi affinché regga l’urto della competitività e si metta alle spalle la crisi che l’ha colpita. Tra gli interventi vi è sicuramente la riduzione del carico fiscale, a partire dalle imprese che investono in ricerca, innovazione, risparmio energetico ed assumono personale a tempo indeterminato; accelerare, come si diceva, i pagamenti delle PA ed i rimborsi di imposta; rendere effettivi gli accordi tra banche e Pmi per l’accesso al credito, semplificare le procedure amministrative e ridurre gli oneri; velocizzare gli iter burocratici; facilitare l’accesso ai finanziamenti comunitari.
Maria Teresa D’Achille
Responsabile regionale Dipartimento Economia IdV Molise







