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Marche

La redazione IDV

Buone feste da Idv Marche: vogliamo una 'regione di valori condivisi'

Le Marche è terra di valori forti e condivisi. Politicamente è anche regione di frontiera e di sperimentazione. E proprio nelle Marche,  l’Italia dei Valori si è molto diffusa, dimostrando d’essere una presenza capillare su tutto il territorio. Alle ultime regionali gli elettori ci hanno premiato con un complessivo 9,06%; nella provincia di Ascoli abbiamo raggiunto l’11,02 e nella città di Ancona il 9,56%. Riscontri importanti che ci hanno consentito di portare in Consiglio regionale quattro consiglieri: Paola Giorgi, vice presidente dell’Assemblea, Paolo Eusebi (nostro capo gruppo), Luca Acacia Scarpetti (presidente della Commissione Statuto) e Sandro Donati (assessore all’Ambiente ed energia).

Insomma abbiamo una vera squadra al servizio dell’intera comunità regionale. Un team che sta lavorando a tutto campo sul fronte di quella green economy che coniuga  lo sviluppo socio-economico con un impegno forte sul fronte turismo - ambiente e cultura. Non a caso lo sviluppo delle Marche passa anche attraverso quelle economie in grado di affiancarsi al manifatturiero e di aprire nuovi fronti occupazionali, come ad esempio l’integrazione delle risorse culturali, turistiche, territoriali e rurali, appunto dalla green economy alla soft economy. In quest’ottica bisogna perseguire un progetto culturale per la diffusione delle conoscenze, investendo in formazione e quindi puntando ad offrire nuove opportunità di crescita ai giovani, rafforzando le politiche per il diritto allo studio, potenziando il sistema scolastico-educativo.

Ci impegneremo con maggiore forza per non perdere il treno della ripresa e per rafforzare l’immagine della Regione a livello nazionale ed internazionale, così da poter attrarre nuovi investimenti e adeguate risorse finanziarie. Per noi dell’IdV, creare futuro nelle Marche significa affrontare l’attuale situazione di difficoltà economica, con la convinzione che il sostegno al lavoro, ai lavoratori e al loro reddito, richiede il consolidamento degli interventi regionali ma anche misure in grado di favorire il rilancio della base occupazionale.

In pratica vuol dire attivare contratti di solidarietà, progetti formativi, aiuti alle assunzioni per i giovani che legittimamente vorrebbero affacciarsi al mondo del lavoro e per chi, invece, ne è stato escluso. Aiutare i lavoratori precari, sostenere le nuove imprese, soprattutto giovanili e femminili, e avviare progetti di aggiornamento e riqualificazione professionale.

Occorre poi da garantire l’indispensabile sponda istituzionale  al sistema imprenditoriale marchigiano, basato sulle piccole e medie imprese, favorendo progetti d’innovazione, trasferimento tecnologico, investimenti adeguati, aggregazione imprenditoriale, maggiore internazionalizzazione dei mercati, contrasto alle operazioni di delocalizzazione.  E ancora,  servono politiche più incisive per sostenere le piccole e micro imprese artigianali, commerciali, turistiche e le cooperative agricole, che possano attivare nuove forme di intervento pubblico per rafforzare le attività di sostegno creditizio-finanziario e possano offrire un appoggio istituzionale all’intero sistema economico regionale.

Tutto questo va fatto rispettando l’ambiente proprio perché il territorio ed il paesaggio sono un patrimonio da salvaguardare. Vogliamo perciò contrastare l’inquinamento, spenderci per la difesa del suolo e della costa. Sottolineiamo, dunque, l’esigenza di uno sviluppo energetico ecosostenibile, di una vera tutela nella gestione pubblica di beni primari come l’acqua, del potenziamento degli incentivi per le energie rinnovabili, dell’implementazione delle previsioni del pear (piano energetico ambientale delle Marche). Va poi completato il programma regionale delle infrastrutture strategiche, come il sistema porto-aeroporto-interporto, l’asse viario nord-sud e l’attraversamento degli Appennini.

Non dimentichiamo, inoltre, tutti quegli interventi finalizzati a garantire una protezione diffusa per le fasce più fragili della popolazione e a dare risposte vere agli anziani soli, ai nuovi poveri che si stanno purtroppo diffondendo. Pur nelle difficoltà oggettive che frenano l’operatività degli enti locali, a causa dei tagli indiscriminati decisi dal Governo, il nostro imperativo anche per il 2011 è e sarà quello di garantire a tutti i cittadini gli stessi diritti e le stesse opportunità. Per questo continueremo a batterci affinché le Marche dei valori siano le Marche dei valori condivisi.

Idv Marche

 
La redazione IDV

Risanamento dell'Aerca: interviene l'IDV

Ivano Rocchetti, Vice Coordinatore Reg.le IDV Marche,  candidato per le elezioni regionali del 27 e 28 marzo 2010, interviene sulle problematiche attinente il risanamento del territorio dell’ AERCA.


L’Italia dei Valori si caratterizza come il partito del fare al servizio dei cittadini. Indirizza le proprie scelte, in particolar modo in ambito urbanistico ed infrastrutturale, a sostegno di uno sviluppo compatibile con la salvaguardia ambientale, attuando  e privilegiando percorsi decisionali a forte partecipazione democratica.
Le tematiche riguardanti il territorio dell’Area ad alto rischio ambientale non possono essere affrontate senza una seria programmazione che eviti l’indiscriminato spreco di risorse finanziarie per opere che se realizzate come ad oggi ipotizzate, a mio avviso, non sono risolutive delle questioni infrastrutturali presenti o future che si vorrebbero realizzare su questa area vasta.
Quindi è indispensabile una urbanistica attenta e calibrata sulla necessità di risanare il territorio ad Alto Rischio di Crisi Ambientale privilegiando un approccio cautelativo nei riguardi delle zone di rischio pertinenti alle industrie a rischio di incidente rilevante e nei riguardi delle infrastrutture ambientalmente e incidentalmente impattanti. 
Ritengo quindi che non è più rinviabile una Pianificazione strategica integrata per il territorio dell’AERCA che, creando con i cittadini modalità di discussione preventiva sugli scenari di piano e di progetto, pongano in primissimo piano il miglioramento della qualità della vita, l’abbattimento del carico urbanistico, la riqualificazione dell’esistente.
Necessita una chiara politica da parte degli Enti locali in questo senso nella programmazione ed utilizzo dei loro territori con assunzioni di responsabilità sociale dei Sindaci in questione.
Ammodernare anche il  sistema della mobilità significa evitare di continuare a incrementare e sovrapporre caoticamente infrastrutture senza una programmazione sull’intera AERCA: una modalità deleteria che sta determinando consumo di suolo, incremento del trasporto su gomma e “richiamo” di altro traffico veicolare.
Occorre fermarsi e ridiscutere le intese che prevedono sperpero di denaro pubblico per opere inutili e dannose, come i nuovi svincoli autostradali. 
Infatti si deve privilegiare,  in modo prioritario,   il miglioramento della viabilità esistente per decongestionare i centri urbani aggrediti da traffico e polveri sottili. 
Quindi è Imprescindibile mettere mano anche  ad un serio piano di mobilità su ferro – metro leggera o tranvia veloce – che vede il Progetto di arretramento della linea ferroviaria adriatica la soluzione indubbiamente più innovativa ed efficace per  l’area vasta di Ancona – Falconara – Senigallia – Jesi. 
Quel Progetto che la  stessa  Regione Marche non può continuare ad ignorare a vantaggio dell’inutile (trasportisticamente) e costoso bypass ferroviario API,.
Lavorare, anche per stralci funzionali in considerazione del costo complessivo  per la realizzazione di tale progetto, ci permette di raccordare direttamente la linea ferroviaria adriatica e romana, raccordarla con l’Interporto, raccordare il porto di Ancona con l’Interporto, arretrare la linea ferroviaria dalla costa (e dunque anche dai binari inglobati dalla raffineria API!) liberando aree costiere preziosissime in cui realizzare la metro leggera o tranvia veloce che collegherebbe rapidamente Senigallia – Jesi – Ancona via Falconara.
Dunque, per prima cosa, va impedito lo spreco di risorse del bypass ferroviario API (attualmente quantificato in circa 230 Milioni/€) il quale, una volta realizzato, non
permetterà più alcuna razionalizzazione ed innovazione della mobilità e del trasporto su ferro.


 Ivano Rocchetti

Vice Coordinatore IDV Marche


   

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