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La redazione IDV

Concessioni portuali, approvato emendamento IdV

Le Commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio della Camera dei Deputati hanno approvato un mio emendamento con il quale le concessioni portuali e lacuali comunque in essere al 31- 12 - 2011, e quelle marittime extra portuali non balneari sono prorogate sino al 31 12 2012.
Purtroppo giochi politici hanno impedito l’approvazione di un mio emendamento migliore, presentato anche da Vannucci.
Comunque, così  si mette fine ad uno stato di incertezza che durava da più di un anno e si bloccano le aste in corso che mettevano a rischio tante imprese, tanti posti di lavoro e tante famiglie.
Le concessioni marittime balneari, invece, avranno durata fino al 31- 12 -2015.
A tal proposito ho avuto un colloquio con il capo di Gabinetto del Ministero per gli Affari Regionali, professor Adam, il quale mi ha assicurato che il tema delle concessioni balneari non sarà trattato nel decreto sulle liberalizzazioni e che la materia relativa a tutte le concessioni demaniali (marittime e lacuali, incluse  le portuali) saranno oggetto dei colloqui con i sindacati di categoria che avranno inizio il 23 febbraio nell’ambito della delega governativa per la regolamentazione della materia nell’arco di 15 mesi.
IdV sara' al fianco di tutti i concessionari affinché sia preservato un grande patrimonio imprenditoriale e lavorativo del nostro Paese a favore delle multinazionali e dei poteri forti.

On. David Favìa, coordinatore Idv Marche

 
La redazione IDV

Le carceri marchigiane esplodono e il personale è troppo poco

Per questo ritengo sia una grandissima vittoria dell'Italia dei Valori l'odg passato in Aula  sul decreto carceri che impegna il Governo ad assumere nuovo personale di Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Finanza e agenti di Polizia penitenziaria.

L’Italia dei Valori già da tempo segnala l’enorme stato di disagio che vivono le carceri marchigiane.

Ultima in ordine temporale la piccola rivolta affrontata con competenza dal personale di Montacuto che, in ogni caso, aveva portato inizialmente all’ingiusta sospensione della direttrice del carcere Santa Lebboroni e del comandante della polizia penitenziaria Gerardo d'Errico: segnale preoccupante di un disagio e una confusione crescente.

Anche allora ero intervenuto per far ritirare il provvedimento, come poi è avvenuto, e per sottolineare al Ministro della Giustizia, Paola Severino, l’importanza di intervenire immediatamente per risolvere una situazione gravissima che vede nelle Marche, e nello specifico a Montacuto un sovraffollamento difficilmente gestibile: 440 detenuti a fronte di 130 agenti di custodia effettivi. Questi numeri acquistano valore se si pensa che dovrebbero esserci circa 200 agenti per 180 detenuti.

Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) ha più volte denunciato, con l’Italia dei Valori,  l’intollerabile e vergognosa situazione in cui versano le carceri marchigiane

E’ ormai noto che le due principali case di reclusione, quella di Montacuto e quella di Pesaro, delle quali l’Italia dei Valori si è occupata più volte in passato, sono senz'altro sovraffollate. L’ha verificato anche la commissione regionale che le ha visitate, presente la vicepresidente Giorgi.

Per questo già a Giugno ero intervenuto alla Camera dei Deputati per segnalare questa urgenza e far rilevare la necessità di immediati investimenti infrastrutturali e di personale da parte del Governo.

Non è ammissibile che il numero di addetti di polizia penitenziaria sia al di sotto degli standard previsti: soprattutto a causa dei distaccamenti operati dal carcere principale, che è quello di Montacuto, al servizio degli altri carceri della regione e soprattutto al servizio del piccolo carcere satellitare di Barcaglione di Ancona. Sono troppi i detenuti stipati in poco posto senza alcun riguardo per la dignità umana che noi dell’Italia dei Valori intendiamo salvaguardare con fermezza.

Crediamo che il Governo, tra le tante urgenze, debba cessare di sprecare danari su operazioni inutili e investire nel sociale. Ovviamente anche all'interno del sociale vi sono delle priorità, ma sicuramente quello carcerario è un settore importante, in quanto non dobbiamo dimenticare che la nostra Costituzione dice che la detenzione carceraria post-pena passata in giudicato protende alla rieducazione del detenuto e alla restituzione di una persona diversa alla società.

Non dimentichiamo, nel dire questo, i tanti detenuti in attesa di giudizio, che non sono potenzialmente, appunto ai sensi dell'articolo 27 della Costituzione, ancora da rieducare, ma che pure vivono la sofferenza di infrastrutture e di personale insufficiente. Ci associamo alle proteste che i sindacati degli agenti di custodia fanno quasi quotidianamente sulla vita rischiosa che questi ultimi si trovano ad affrontare quotidianamente, esponendosi al pericolo di risse con detenuti violenti e al contagio di malattie infettive come sieropositività AIDS o epatite C di cui il tasso in carcere è notoriamente alto.

Alla luce di cio' ci auguriamo che l'accoglimento dell'odg si traduca in un impegno concreto e non solo formale al fine di assumere nuovo personale.

On. David Favìa, coordinatore Idv Marche

   
La redazione IDV

Fincantieri. Governo definisca nuovo piano industriale

“L’accordo siglato ieri per lo stabilimento Fincantieri di Ancona, come quello di Palermo, è il primo risultato della lotta dei lavoratori e della loro determinazione nel difendere il lavoro in Italia. Ora il problema è quello del ruolo che intende svolgere il ministero dello Sviluppo economico sulla politica industriale e del trasporto marittimo in Italia”. E’ quanto affermano in una nota congiunta il responsabile welfare e lavoro dell’Italia dei Valori, Maurizio Zipponi e il segretario regionale IdV delle Marche, on David Favia.
“L’Italia dei Valori era presente la settimana scorsa – proseguono Zipponi e Favia - al presidio durante l’incontro con Passera. Ci rendiamo conto che, senza un ruolo attivo del governo, anche questi accordi rischiano di avere il fiato corto. E’ necessario un nuovo piano industriale da parte dell’azienda e occorre ridiscutere il piano della cassa integrazione e degli ammortizzatori sociali”. “Pertanto – concludono - chiederemo che il governo, nell’incontro che sarebbe previsto per il 23 gennaio, definisca con le organizzazioni sindacali il nuovo piano industriale per Fincantieri che dia risposte anche alle realtà della Liguria e della Campania”.
   
La redazione IDV

Revocatoria A. Merloni - interrogazione al Presidente Spacca

La tegola dell’azione di revocatoria avanzata dai Commissari nei confronti dei fornitori dell’ A. Merloni rischia di dare il colpo di grazia ad un sistema produttivo, quello riferibile all’indotto dell’ A. Merloni, già in condizioni gravissime.
Ho presentato oggi un’ interrogazione al Presidente Spacca, che  si è attivato in maniera costante e determinata per affrontare e risolvere le problematiche derivate dal fallimento dell’ A. Merloni, per sapere quali azioni la Giunta Regionale intende intraprendere per affrontare l’impatto che questa azione giudiziaria rischia di avere sul sistema imprenditoriale. Inoltre, ho chiesto al Presidente di verificare la possibilità di agevolare un’azione condivisa con le Regioni Umbria ed Emilia Romagna, le cui aziende sono state coinvolte nell’azione di revocatoria.
Infine, ho chiesto la possibilità di verificare l’opportunità di favorire una transazione fra la procedura e le imprese coinvolte, con eventuale intervento economico della Regione.
Occorre ricordare che l’azione revocatoria è prevista dalla legge in caso di fallimento ( art. 67 RD 267/1942), ma nello specifico, l’azione di revocatoria è stata avviata dai commissari nell’ultimo giorno, dei tre anni utili per richiedere la revocatoria dei pagamenti effettuati dall’ A. Merloni nei mesi precedenti il riconoscimento dell’ Amministrazione Straordinaria.
Il fallimento dell’A. Merloni ha causato un gravissimo danno occupazionale diretto ed indiretto, con notevoli conseguenze di carattere sociale che si sono capillarmente estese nelle provincie di Ancona e Macerata. Si è ripercosso in maniera drammatica sulle molte piccole aziende marchigiane fornitrici del Gruppo e di conseguenza su tutto il sistema economico e produttivo della zona. Le aziende interessate all’azione di revocatoria sono chiamate a restituire la cifra di oltre 5 milioni di euro ai quali vanno aggiunti, a livello di sistema, i milioni di crediti congelati dalla procedura e probabilmente inesigibili.

Paola Giorgi
Vice Presidente Assemblea Legislativa delle Marche

   
La redazione IDV

Favia: su Fincantieri non condivido la posizione del governo

Ieri ho passato tre ore sotto la Ministero dello Sviluppo Economico, tra i lavoratori della Fincantieri, mentre era in corso il tavolo "zoppo" fra Ministro e sindacati (senza l'azienda, incredibile) e ho respirato aria di disperazione: una disperazione che può esplodere in ogni modo, ad ogni liello di conflitto sociale.
E' una vergogna che ancora non siano state assegnate ad Ancona le navi promesse.
Non condivido il comportamento del Ministro Passera che, ieri, si è limitato a generali informazioni sulla cantieristica italiana, confermando sia il taglio occupazionale che l'azienda intende effettuare, sia l'accordo sugli ammortizzatori sociali (che dovrebbe essere migliorato ed essere l'ultima spiaggia dopo aver sviscerato con i sindacati e l'azienda un serio piano industraile che allo stato non esiste).    Il Governo è proprietario di Fincantieri: deve imporre un piano industriale serio.
Licenziare 1200 persone (220 solo ad Ancona) per poi affidare all'esterno le lavorazioni che essi effettuavano è assurdo.
Serve un serio piano industriale concertato con il governo e costruito con confronti serrati tra azienda e organizzazioni sindacali, anche al fine di evitare che esploda il conflitto sociale nelle città portuali a partire da Ancona, a Genova, a Palermo, e Castellammare di Stabia oltre che Venezia e Monfalcone.
Italia dei Valori chiede che il Ministro riconvochi subito tutte le parti sociali aprendo così una seria trattativa evitando di fare il passacarte degli errori del governo precedente.
Il settore della cantieristica sta attraversando una grande trasformazione per la presenza sul mercato di realtà, come la Corea del Sud, che tolgono alle realtà occidentali lavorazioni di ogni qualità, alta e bassa, ma comunque ad alto impatto occupazionale.
La Fincantieri è stata ed è azienda leader a luivello mondiale, in particolare nel settore delle navi da crociera, settore oggi in crisi.
Pertanto diventeranno fondamentali due operazioni: la prima è quella di infrastrutturare i cantieri italiani con il ribaltamento a mare e con le innovazioni tecnologiche necessarie, la seconda è quella predisporre, seppur già in ritardo, la ricerca e la progettazione di nuovi prodotti che oggi il mondo richiede, in particolare tutti quelli off-shore ad alto valore aggiunto.
Per gestire la transizione senza creare drammi sociali è necessario ridiscutere l’accordo raggiunto sulla cassa integrazione, ripartire sui vari cantieri il carico di lavoro, utilizzare i contratti di solidarietà e predisporre, da parte del governo, il piano trasporti  via mare oltre alla rottamazione delle “carrette del mare” per merci e persone.


On. David Favìa, coordinatore IdV Marche

   

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