
Disegno di legge “Aprea”: occhio al ritorno dei morti viventi
Ma occorre non abbassare la guardia, perché l’iter della legge, comunque, procede.
Certo, a fronte della miriade di emendamenti, in buona parte presentati dall’IdV che fin dal primo giorno ha fatto ostruzionismo nei confronti di questo scempio, il lavoro del Parlamento diviene lungo e tortuoso.
E proprio per questo si sta “festeggiando”, per l’impossibilità di arrivare alla terza lettura viste le scadenze elettorali.
Ma non possiamo escludere colpi di mano, vista soprattutto la strana maggioranza allargata che fino a ieri ha sostenuto il progetto di legge.
La mobilitazione non deve cessare, le parole di Casini, che riferendosi alle mobilitazioni di questi giorni parla di “superficialità da parte di studenti e insegnanti”, sono un monito ineludibile che non può far abbassare la guardia.
L’inciucio centrista potrebbe ancora colpire, in sostanza, con il più classico dei colpi di coda.
La situazione drammatica dell’istruzione pubblica italiana è sotto gli occhi di tutti, le risorse vengono dirottate altrove (gridano ancora vendetta l’acquisto dei caccia F35 o i 223 milioni di euro regalati dal Pd alle scuole private) e la risposta della Grande Coalizione, che ha approfittato del silenzio dell’estate per procedere a grandi passi, si è dimostrata del tutto inadeguata.
L’Aprea, forse, non vedrà luce. Ma i tetti in Italia continuano a cadere sui nostri studenti, mancano i fondi per il tempo pieno, le classi rimangono sovraffollate, gli organici non sono funzionali e non ci sono garanzie per la ricerca e per i disabili.
E l’elenco potrebbe continuare all’infinito.
Una battaglia è stata vinta. Adesso occorre puntare alla vittoria.
Che non è niente più che un diritto costituzionalmente garantito.
Alessandro Marini, Giovani IDV Marche






