
L'intervista al leader IdV Antonio Di Pietro, pubblicata oggi su Repubblica.
Onorevole Di Pietro, Formigoni nega che ci sia polvere ‘sotto il tappeto’. Anzi, lui vanta le eccellenze della sanità lombarda.
“Io dico, invece, che ci deve essere un limite alla decenza politica e alla dignità. A me è capitato in passato di dimettermi. Di recente è capitato anche al sottosegretario Zoppini. Non si tratta di ammettere responsabilità penali di cui, peraltro, nessuno sta accusando Formigoni”. E’ quanto afferma il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, rispondendo a un’intervista pubblicata oggi su ‘La Repubblica’.
E cosa dovrebbe ammettere, allora?
“C’è una responsabilità politica. Quella di aver fatto della Lombardia un centro di potere personale e di una lobby. Lui è il caposquadra e in questi anni ha permesso che accadesse tutto ciò che sta emergendo dalle inchieste. L’aspetto giudiziario in questo momento non mi interessa. Ma l’accertamento dei fatti non può che essere affidato a un’autorità terza. Il governo dovrebbe inviare un commissario in Lombardia per verificare gli errori che sono stati commessi. Non può essere Formigoni come è accaduto in Molise con Iorio. Ci sarebbe un grande conflitto di interessi. Non c’è bisogno solo di una verifica amministrativa, ma anche politica”.
Come giudica l’atteggiamento di Formigoni di fronte alla richiesta di chiarimenti sui suoi viaggi pagati dal faccendiere Daccò?
“Non ci sono spiegazioni. Semplicemente perché Formigoni non ne dà. O non ne ha da darne”.
Questo, però, genera altri dubbi.
“Forse se il presidente della Lombardia avesse più onesta intellettuale farebbe meglio ad ammettere che si è trattato di un viaggio amichevole di cui ha usufruito, ma non è questo il tema centrale”.
E qual è invece secondo lei?
“Il fatto che Formigoni non dia le risposte è segno di arroganza e di non rispetto verso un’informazione trasparente. Il problema vero, però, è sul piano politico”.
Cosa intende dire?
“Mi riferisco alla creazione di quella lobby di potere che ha messo le mani sulla sanità lombarda”.
E per questo il governatore deve farsi da parte?
“Se Formigoni si dimettesse, permetterebbe ad una terza persona di fare le verifiche necessarie sul piano contabile e accertare come stanno le cose veramente. In caso contrario non avremmo mai la certezza che sarà davvero stato fatto di tutto per non lasciare nulla di nascosto sotto il tappeto”.
Lombardia



Expo 2015, un’opportunità troppo grande per il nostro Paese che è vietato sprecare. Con questa premessa, Italia dei Valori chiede al Presidente del Consiglio Monti di revocare la nomina di Formigoni a Commissario Generale dell’Expo. Nell’interrogazione a risposta scritta presentata pochi giorni fa dal Presidente di IdV Antonio Di Pietro al Premier si legge: “da indiscrezioni apprese attraverso internet, sembra che il Presidente della Regione Lombardia abbia inviato a don Verzé una lettera riservata in cui avrebbe elencato, in modo dettagliato e inconfutabile, tutti i favori fatti al San Raffaele; inoltre, lo stesso Presidente ha manifestato recentemente, a parere dell’interrogante, con offese e maltrattamenti alla stampa, un comportamento non consono per un rappresentante delle istituzioni destando non poche preoccupazioni”.




