
Case di riposo: nuove regole e più controlli
Ufficio stampa IdV, Liguria

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Di seguito, parte del discorso pronunciato questa mattina in Consiglio Regionale dal Prof. Scialfa a nome del gruppo consiliare di Italia dei Valori:
“Italia dei Valori esprime anzitutto il proprio omaggio deferente alle vittime di questa tragedia, la propria vicinanza ai familiari e il proprio affetto alla comunità albanese, tutti così duramente colpiti, e ringrazia tassisti, commercianti, vigili del fuoco, forze dell’ordine: che questo rappresenti una memoria perenne per la coscienza di tutti i liguri.
Le variazioni climatiche di questi ultimi tempi, che rendono irriconoscibile il nostro Paese sono certamente le prime responsabili di questa imprevedibilità meteorologica che aggredisce tutta l’Italia e che costringerà tutti noi a modificare lo stesso nostro agire quotidiano. Certamente la natura ci è più ostile e sembra ribellarsi in una sorta di nemesi alle quotidiane violazioni che con tracotanza le perpetriamo contro anche a Genova.
Perché la prima responsabilità umana in questa tragedia, che si collega a quella ancora più drammatica del 1970, sono i dissesti provocati da cinquant’anni di cementificazione. Una cementificazione continua che ha fatto di Genova una vasta ripidissima colata-scivolo impermeabile che sovrasta una gruviera di piccoli torrenti-fogna tombinati che nei momenti straordinari di pioggia si trasforma in un unico grande canalone d’acqua che impazza rovinosamente a valle.
Come forse non tutti sanno la foce del Bisagno, con annesso Fereggiano, è giudicata una vera e propria bomba idrogeologica anche dalle competenti autorità europee, la più a rischio di tutta la Penisola.
E’ penoso assistere oggi ad indignazioni strumentali, ad atteggiamenti sciacalleschi da parte di alcuni esponenti politici.
Genova, nell'immediato deve trovare la forza per rialzarsi, per reagire a una sciagura dalle dimensioni che appaiono immense. Genova in questo momento ha bisogno di una guida, di un riferimento, di una spalla su cui appoggiarsi e di un braccio cui aggrapparsi per riemergere dall'ondata di fango.
Poi, certo, ci sono le responsabilità politiche di coloro che sono deputati più direttamente ad affrontare le calamità. La straordinarietà di un fenomeno meteorologico che non ha paragoni, di una vera e propria apocalisse, ha messo tutti a dura prova ed è facile, come sempre nella vita, giudicare col senno di poi. È anche per questo che riteniamo dannosa la caccia alle streghe che sta montando in questi giorni: chi ha sbagliato paghi per i propri errori, è ovvio, ma prendiamo consapevolezza che il problema è sistemico, riguarda tutti. Nessuno di noi era preparato a sufficienza e nelle ore più critiche alcune indecisioni e tentennamenti hanno dato vita a scenari che non hanno di certo aiutato ad affrontare con la giusta lucidità la situazione.
In Liguria, a Genova, bisogna rafforzare una cultura civica della prevenzione e di come affrontare la situazione di fronte ad improvvise calamità naturali. La polemica,sulle scuole chiuse o aperte può essere giustificata, ma si deve avere anche l’onestà intellettuale di rammentare che un anno fa in un’analoga situazione di allarme la chiusura delle scuole provocò una forte reazione da parte dei partiti di opposizione e della stampa per l’eccesso di scrupolo e la smania di protagonismo che avrebbe avuto allora l’amministrazione comunale.
A questo proposito è opportuno, però, anche ricostruire un minimo di realtà effettuale. L’art. 139 del decreto legislativo n. 112/1998 e l’art. 6 della legge regionale n. 18/2009 attribuiscono alle Province competenze e funzioni per quanto riguarda l’istruzione secondaria superiore ed ai Comuni per quanto concerne gli altri ordini di scuola. Il sindaco come ufficiale di governo ha la responsabilità di emettere ordinanze, è comunque sottoposto all’autorità del Prefetto.
La Provincia agisce permanentemente all’interno del Comitato Comunale di Protezione Civile e tiene filo diretto con le scuole di sua competenza.
Ai sensi del D.Lgs. n.81/2008 il dirigente scolastico degli istituti autonomi statali è il rappresentante legale e il datore di lavoro direttamente responsabile della applicazione delle norme sulla sicurezza e della adozione delle conseguenti misure organizzative in caso di emergenza: servizio di prevenzione e protezione, formazione addetti anti-incendio e primo soccorso, elaborazione e validazione annuale del Documento di Valutazione dei Rischi per ogni plesso scolastico, redazione e collaudo annuale dei Piani di Emergenza per ogni plesso scolastico, informazione e formazione del personale docente, ausiliario e amministrativo, regolamento interno della comunità scolastica.
IL PIANO DI EMERGENZA DI OGNI PLESSO SCOLASTICO DEVE ESSERE REDATTO E ANNUALMENTE AGGIORNATO: applicato con almeno 2 esercitazioni annuali: strumento operativo specifico obbligatorio con disposizioni puntuali relative a vari eventi possibili: incendio, alluvione, inondazione, terremoto: azioni e comportamenti coordinati dal dirigente o dai preposti e addetti alla sicurezza che devono essere messi in atto da tutti coloro che frequentano ogni plesso in caso di pericolo per l’incolumità delle persone, adulti e minori.
Questa amministrazione, questa assemblea tutta, maggioranza e opposizione, ha adesso un dovere: quello di impegnarsi per la rinascita di tutte le zone colpite da questa sciagurata alluvione, prendendo ad esempio l’azione dei volontari, soprattutto delle centinaia di giovani che si sono prodigati in modo mirabile a prestare la loro disinteressata, fattiva collaborazione.
Ad alcuni esponenti del centro-destra diciamo che rispettiamo il loro dovere di fare opposizione. Ma ci permettiamo di suggerire loro maggiore sobrietà: le strumentalizzazioni delle tragedie alla lunga non pagano.
Per cortesia, non cerchiamo scorciatoie, capri espiatori in grado di placare la rabbia, la frustrazione e la desolazione del momento. Il nostro compito dev'essere altro, molto più alto e responsabile.
Rielaboriamo tutti assieme un piano di prevenzione che si è rivelato evidentemente inefficace, diamo ai nostri cittadini la sicurezza affinché alle prossime piogge non debbano guardare con timore il tombino sotto casa o il muraglione di contenimento di un rivo sottostante.
Ma giustamente, direte, per mettere in sicurezza il territorio, servono soldi, milioni di euro non reperibili nell'immediato.
E' questa la vera prova di maturità che Italia dei Valori chiede a questa assemblea: prendiamo decisioni invisibili, agiamo liberamente senza lo spauracchio delle elezioni, e, se mancano i finanziamenti chiediamoli con maggiore forza, ognuno di noi faccia la propria parte, si faccia portavoce delle istanze del territorio nelle sedi opportune, e se non si può avere tutto e subito compiliamo una scala di priorità in modo quantomeno da garantire l'essenziale, l'irrinunciabile.
CI VOGLIONO REGOLE CERTE E CHIARE.
Elaboriamo in collaborazione con le altre istituzioni un nuovo sistema di protezione civile, che come noto è un servizio nazionale organizzato su quattro livelli istituzionali, perfetto sulla carta, ma che rischia di burocratizzarsi e incepparsi a livello locale nei momenti decisivi di grave pericolo.
È questa la scelta odierna che ci si pone davanti: a noi l'etica della responsabilità, la maturità, il trovare la via per risollevarsi, il valutare attentamente cosa sia opportuno fare perché ciò non riaccada, dove abbiamo sbagliato ed eventualmente l'elaborazione di una chiara e precisa assunzione di responsabilità per non ripetere gli stessi errori. A certi conduttori romani, giudici dell'ultim'ora, invece, le grida scomposte, i linciaggi mediatici.
Oggi tutti coloro che vivono nell’attesa di facili profeti e redentori, piuttosto che credere nella responsabilità individuale e collettiva si trovano nella situazione descritta nell’oracolo di Isaia: “ Una voce chiama da Seirin Edom: “Sentinella! Quanto durerà la notte?”
E la sentinella risponde: ”Verrà il mattino, ma è ancor notte. Se volete domandare tornate un’altra volta”.

“Da noi in centro città tt ok, ma nei paesi limitrofi è una desolazione... nn c'è + niente... povera gente e poveri noi, la natura si ribella alle malefatte dell'uomo! E ora inizia nuovamente a piovere forte..."
Questo è il commento che Rossana, abitante in centro a Genova, ha lasciato sulla sua pagina Facebook alle 18 e qualche minuto.
Frane , fango, strade interrotte e acqua, tanta acqua. Una situazione che lascia senza parole. Sgomenti. Le forti piogge che da questa mattina interessano il capoluogo ligure e le zone limitrofe hanno causato la morte di 6 persone, quattro donne e due bambine, ma il bilancio potrebbe aggravarsi perché ci sono diversi dispersi e alcuni feriti. Quasi tutte le vittime sono state recuperate in via Fereggiano, nel quartiere Kuezzi, uno dei più colpiti.
Un inferno che non è ancora finito. Il sindaco, Marta Vincenzi, parla di “tragedia imprevedibile” e annuncia l'arrivo di nuove piene. Ci si prepara al peggio, sperando che la natura si mostri più clemente.
L’Italia intera incrocia le dita.

Per informazioni: 347 0551918
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