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Emilia Romagna

La redazione IDV

Modena, IdV contro cementificazione selvaggia

"Come Italia dei Valori esprimiamo forte preoccupazione in merito all’autorizzazione rilasciata dal Comune di Modena per la costruzione di quattrocento abitazioni all’interno della zona di rispetto dei pozzi Aimag, nei pressi di via Aristotele". Lo dichiara Alessandro Borghetti, coordinatore provinciale Idv di Modena, che aggiunge: "Una decisione quanto mai inusuale, presa in totale contrasto rispetto ai pronunciamenti negativi dell’Arpa e dell’Ausl di Modena. La cementificazione selvaggia di quest’area verde - sottolinea Borghetti - comporterebbe infatti enormi problemi a livello ambientale, con un altissimo rischio di contaminazione per una delle falde acquifere più grandi ed importanti della nostra regione".

Sulla questione interviene anche la capogruppo Idv in Regione Emilia Romagna, Liana Barbati: "Dopo il caso di Ponte Alto, il Comune di Modena colpisce ancora. Al fine di avere un quadro più completo della situazione, e prima che vengano commessi imperdonabili errori, depositeremo con la massima urgenza una risoluzione che impegna la Giunta regionale ad adottare misure tempestive, nei limiti delle proprie competenze, promuovendo la costituzione di un tavolo concertativo tra tutti i soggetti istituzionalmente interessati, l’Arpa e l’Ausl di Modena. Utilizzando i servizi dell’Assessorato, richiederemo inoltre che siano compiuti nuovi rilevamenti per scongiurare ogni dubbio e ogni pericolo per i cittadini. Nel caso vi siano nuovamente pronunciamenti negativi - conclude la Barbati -, chiederemo alla Regione di bloccare quanto prima il cantiere. I cittadini prima di tutto".

Ufficio stampa IdV, Emilia Romagna

 
La redazione IDV

Iren Edipower: il nodo minusvalenze

In questi giorni abbiamo appreso dalla stampa specialistica che venerdì IREN e A2A si sono incontrate per definire le questioni ancora aperte dell’accordo Edipower: la governance e la valutazione di mercato (da cui dipenderanno le sempre meno eventuali minusvalenze di bilancio).

Se infatti riscontriamo da un lato la probabile nomina dell’ad di IREN Roberto Garbati alla presidenza di Edipower e la volontà di ottenere il diritto di veto sulle decisioni strategiche, non possiamo dall’altro che trovare conferma alle nostre preoccupazioni, più volte evidenziate: oltre alla gestione del debito di più di 1 miliardo di euro di Edipower, la minusvalenza creatasi per la cessione delle quote Delmi in Edison, che rischia di gravare pesantemente sul bilancio di IREN e di azzerarne i dividendi.

IREN vorrebbe ridurre al minimo la minusvalenza per dimostrare ai propri soci, tra cui il  Comune di Reggio Emilia, la bontà delle proprie scelte di investimento, mentre A2A è più cauta anche per del fatto che il tema sarà oggetto della cosiddetta fairness opinion (giudizio di congruità), tesa a verificare che il valore attribuito all’impresa sia appropriato rispetto al valore di mercato.

La domanda sorge spontanea: chi pagherà inconsapevolmente tale minusvalenza nelle proprie bollette?

Francesco Fantuzzi
Responsabile Dipartimento Economia e Finanza IDV Emilia R.

   
Silvana Mura

Boicottiamo Golden Lady

 “Boicottiamo tutti i prodotti Golden Lady”, finalmente l’appello che l’IdV lanciò oltre un anno e mezzo fa sta girando sulla rete con tutta la forza che merita. Era, infatti, il 20 maggio del 2010 quando i giornali titolavano: “L’Italia dei Valori lancia una proposta “forte”: non comprare più ciò che arriva dal Gruppo Golden Lady”.

Un impegno importante e costante per la difesa dei diritti delle donne della Omsa che hanno visto sfumare il proprio lavoro nel giro di pochi mesi. Ricordo bene gli incontri che abbiamo tenuto con il presidente Di Pietro e la conferenza stampa con Maurizio Zipponi, in cui abbiamo denunciato con forza l’ arroganza di un’azienda che delocalizza dove il lavoro costa meno e ancor peggio dove i diritti dei lavoratori non sono tutelati, lasciando a casa 350 lavoratori tra cui 320 donne, e impoverendo Faenza e il resto del territorio.  Ricordo, altrettanto bene, l’atteggiamento prepotente e beffardo della ditta, la voglia di lottare di queste donne, lo scoramento, qualche timida speranza. Ed ora, il 31 di dicembre del 2011, mentre tutti ricevevamo  sui nostri telefonini ed al telefono di casa gli auguri per il nuovo anno, queste lavoratrici ricevevano via fax il benservito.

Il 14 marzo 2012, a pochi giorni di distanza dalla festa della donna, terminerà la cassintegrazione straordinaria, e le donne della omsa saranno tutte licenziate, tutte. Il partito dell’ Italia dei Valori ha immediatamente manifestato il suo pensiero e si è organizzato, in sede nazionale e regionale, per le adeguate contromisure, ma da donna, da lavoratrice, da essere umano, non potevo non esprimere il mio personale dissenso per questa terribile mentalità imprenditoriale, che umilia l’essere umano e lo rende simile ad un prodotto di cui potersi disfare liberamente in nome delle logiche del profitto.

Non si esce dalla crisi così, non si può pretendere di ristrutturare il nostro paese senza solidarietà e senza un’imprenditoria virtuosa.

 


   
La redazione IDV

Legionella al Sant'Anna di Ferrara, 4 domande alla Zappaterra

"Poichè la Presidente della Provincia Marcella Zappaterra ha voluto utilizzare in maniera strumentale il triste caso della morte per legionella verificatosi nell’ospedale Sant’Anna di Ferrara, per allontanare l’assessore Massimiliano Fiorillo, perchè aveva chiesto di fare chiarezza, è quanto mai doveroso fare piena luce su una vicenda che ad oggi presenta diverse contraddizioni ed aspetti ancora poco chiari. Per questo L’Italia dei Valori ha deciso di porgere in forma pubblica quattro quesiti alla Presidente Zappaterra, domande alle quali ci auguriamo voglia rispondere al più presto e con estrema chiarezza, anche perchè se questo non accadrà, queste stesse domande si tradurranno in un’interpellanza che presenteremo in consiglio provinciale". Così l'on. Silvana Mura, segretario regionale dell'Idv. "Riteniamo infatti che le risposte a tali quesiti siano utili a chiarire quale è stata la reale condotta politico -istituzionale assunta dalla presidente della Provincia, che riveste anche il ruolo di presidente della conferenza territoriale sociale e sanitaria, in particolare in merito al modo in cui ha ritenuto di tutelare i cittadini da un batterio come quello della legionella che purtroppo a Ferrara non deve essere sottovalutato, come dimostrano soprattutto le notizie relative all’ospedale di Cona, nel quale come è stato ammesso proprio ieri in consiglio provinciale, la legionella non è stata ancora debellata. Inoltre - continua la Mura - riteniamo che le risposte potrebbero fornire anche elementi utili all’inchiesta che la magistratura ha aperto ed è in corso, oppure produrre elementi per eventuali nuovi esposti. Staremo a vedere se chi ha voluto recitare il ruolo della Bulla del Castello, dimostrerà la stessa spavalderia nel fare chiarezza una volta per tutte nell’interesse dei cittadini o se con il suo silenzio preferirà vestire i panni della Burla del Castello".

Le quattro domande alla Zappaterra:

1) La Presidente Zappaterra è stata informata ufficialmente del caso di legionella da parte dei vertici sanitari del Sant’anna? Quando tale informazione è avvenuta e in quale forma?

2) Se è stata informata del caso di legionella perchè la Presidente Zappaterra non ha informato l’assessore competente, nè la giunta, nè ha dato comunicazione pubblica che nell’ospedale Sant’Anna una donna è morta a causa di un infezione da Legionella?

3) La Presidente Zappaterra dichiara al Carlino del 16 dicembre che “La provincia è stata informata dell’accaduto, sia del ricovero della donna per legionella, sia del decesso. Come è possibile dal momento che nelle note ufficiali diramate dal Sant’Anna e riportate sulla stampa il 20 dicembre si dichiara che i medici hanno avuto conferma dell’infezione di legionella solo il giorno stesso in cui la donna è morta?

4) Come giudica la Presidente della Provincia la condotta tenuta dai vertici dell’Ospedale Sant’Anna, alla luce del fatto che gli stessi non hanno ritenuto di informare i parenti sulla vera causa della morte della donna, e che gli stessi parenti hanno scoperto che la loro congiunta era morta a causa della legionella solo dagli articoli di stampa?

   
La redazione IDV

Acqua. Il debito Hera lo paghi chi ha sbagliato previsioni

"L’IDV è alquanto basita da quanto sta avvenendo in questi giorni. L’annuncio dell’Assessore provinciale Burgin di un ritocco al rialzo delle tariffe dell’acqua per coprire il buco creato da un minor prelievo dei cittadini ha dell’inverosimile. Il debito Hera lo paghi chi ha sbagliato le previsioni, ossia il super retribuito management! Da parte di una azienda municipalizzata, l’IDV si aspetta che favorisca i consumatori attenti e virtuosi nonché i redditi bassi non il contrario, ossia volgere lo sguardo sempre e solo verso il profitto." esordisce così Sandro Mandini, consigliere regionale e coordinatore dell’Italia dei Valori per la Provincia di Bologna. "Le errate previsioni relative ai volumi d’acqua venduti, le quali hanno determinato minori ricavi per 31 milioni di euro ad Hera, vanno imputate a chi ha stimato i volumi di vendita, mi pongo onestamente il dubbio se sia stato un errore calcolato, tenendo conto che quando fu fatta la previsione non eravamo in questo particolare periodo di crisi, e ciò sarebbe gravissimo. Lo scostamento è non solo abnorme, ma anormale ed è determinato da palesi errori di valutazione, per questi motivi affermo che il debito non deve essere scaricato sugli utenti ma su chi ha sbagliato l previsioni" continua l'esponente IDV. "Non è accettabile che errori di manager super stipendiati, ricadano sui cittadini che cercando di risparmiare sulla bolletta, si troveranno probabilmente nell’immediato futuro a pagare in maniera più salata. Ogni giorno si chiedono sacrifici ulteriori in maniera decisamente poco equa, ma quando questi sacrifici vengono imposti a causa di una gestione poco lungimirante da parte di soggetti che per la retribuzione percepita dovrebbero esser pressoché infallibili, il tutto diventa paradossale, senza contare poi il concetto di fondo, che se si consuma meno lo si fa per parsimonia, e la cosa andrebbe incentivata non repressa a suon di rincari. La politica, attraverso l'ATO5 formata dai Sindaci e dalla Presidente della Provincia, non può e non deve avvallare tale scempio, perché se ciò avvenisse, sarebbe esplicitazione di una malsana connivenza ecomplicità tra istituzioni ed Hera a danno dei cittadini." conclude il dipietrista.

Ufficio stampa IdV, Emilia Romagna

   

Congresso Straordinario


Il congresso si aprirà venerdì 28 giugno, dalle ore 14.00 c/o Centro Congressi Roma Eventi – Piazza di Spagna (Via Alibert, 5)  e proseguirà nelle giornate del 29 e 30 giugno.

Le operazioni di voto si svolgeranno on-line dalle ore 8.00 alle ore 13.00 del 30 giugno p.v.

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