

Italia dei valori chiede un intervento rapido e risolutivo da parte della politica locale sul tema delle Tariffe del teleriscaldamento.
Era stato promesso alle famiglie riminesi un risparmio in bolletta del 30%: così non è stato, anzi, la stessa è aumentata in alcuni casi fino al doppio dell’importo abituale.
Ciò a causa dell’inserimento di alcune voci di costo anomale ed ingiustificate, come “l’ammortamento del costo della caldaia” o l’Addizionale Regionale (applicata, ma che non andrebbe calcolata in questo caso).
Mentre i cittadini pagano di più, ci sarebbe chi ricava considerevoli benefici - quali, per esempio, l’energia elettrica prodotta dalle centrali e rivenduta sul libero mercato - dalla realizzazione e dalla gestione degli impianti di teleriscaldamento: la società SGR Servizi S.p.A., gestore energetico della città di Rimini.
L’IdV chiede, dunque, che il governo cittadino si attivi per capire le ragioni di questa situazione e per porvi rimedio.
Ci piacerebbe, un giorno, poter parafrasare Andreas Delleske, invitato nel dicembre 2011 a Rimini dal Sindaco Gnassi proprio per testimoniare l’esperienza dell’Associazione Vauban del quartiere di Friburgo, il quale così testimoniava: “In un anno la mia famiglia di tre persone ha speso 90 euro di riscaldamento, 140 per l’acqua calda e 180 di energia”.
Su questo tema, importante nell’ottica tanto delle energie rinnovabili quanto del risparmio a favore della popolazione, il Sindaco si era impegnato in campagna elettorale e con lui gli alleati dell’ Italia dei Valori.
La politica deve ora fare la sua parte: l’IdV chiede di intervenire subito abbassando le tariffe.
Attendiamo una risposta immediata delle Istituzioni: chi ne è a capo ha il dovere di essere coerente con gli impegni presi e di agire in merito con efficienza e tempestività per aiutare i cittadini.
Ufficio stampa IdV Emilia Romagna