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07
Mar
2011

Democrazia, etica e moralità della rappresentanza politica

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La redazione IDV

“Non basta saper amministrare, serve anche la libertà di informazione, la cultura politica e una autonomia dai poteri criminali per chi va a  governare la nostra Regione, dobbiamo insomma creare l’intelligenza collettiva che possa migliorare la rappresentanza”. Così interviene Enzo Tromba, coordinatore regionale del Patto etico per la Calabria, nella seconda Tavola rotonda proposta unitamente al gruppo regionale consiliare di Idv.

Il consigliere regionale Mimmo Talarico ha aggiunto che Italia dei Valori ha denunciato la  “scissione tra etica e politica, tra etica e democrazia”. “Per molti politici calabresi – ha sottolineato Talarico - la morale è solo la ‘conclusione della favole’, come diceva Longanesi, noi siamo qui per ricucire un rapporto etica-politica che deve essere inscindibile. Denunciamo la scomparsa del concetto di ‘vergogna’. Oggi non esistono più le cose eticamente deplorevoli e a tutto ciò ci ha abituato il berlusconismo che ci fa persino sentire la mancanza delle rettitudine degli uomini politici del passato. La politica dovrebbe fare un passo indietro dinanzi a questo stato di cose  a favore della creazione di contrappesi che non sono politici o espressioni di questa politica. La morale è un insieme di comportamenti e di azioni politiche. Vogliamo definire etico quello che è accaduto con le borse lavoro? Noi dell’Idv lo abbiamo denunciato già ad ottobre. In fondo Scopelliti, è solo più alto di Berlusconi”.

“Occorre che insieme facciamo uno sforzo di riconsiderazione delle nostre attività – ha aggiunto il capogruppo Idv in Consiglio regionale, Emilio De Masi - perché aldilà dei fatti giudiziari che riguardano qualcuno è immorale il fatto che non si faccia fino in fondo il proprio dovere. Solo se si dà questo taglio penso che avremo fornito un contributo utile alle dinamiche successive dell’attività politica ed istituzionale. La politica è in crisi perché ha smarrito le lotte culturali ed è stata privata del proprio codice ispirativo”. Salvatore Perugini, sindaco di Cosenza e presidente dell’Anci Regionale, ha inoltre annunciato l’insediamento di una commissione che ha già prodotto un codice etico per gli amministratori, secondo cui tutti coloro che a qualsiasi titolo rappresentano Anci devono avere piena consapevolezza del significato etico delle proprie azioni e improntare i propri comportamenti alla massima onestà, correttezza e lealtà. Tutti i portatori di interessi, diretti ed indiretti, devono tassativamente evitare qualsiasi situazione anche potenziale di conflitto e promuovere e diffondere tutte le forme di contrasto all’illegalità.

“La politica - secondo Perugini - ha bisogno della rivoluzione delle coscienze che capiscano la fase che stiamo vivendo e capovolgendo la clessidra facciano divenire la base, vertice, e perciò è necessario un serio confronto come quello di oggi”. Gianni Speranza, sindaco di Lamezia Terme ha evidenziato che per rinnovare la politica da una parte c’è bisogno di un centrosinistra unito e nuovo e dall’altra, il coinvolgimento delle nuove e pulite generazioni. “Abbiamo bisogno – dice Speranza - di affermare le forza migliori della nostra terra e lo vedo nella mia quotidianità svolgendo le funzioni di sindaco da sei anni, di una città difficile. Viviamo una situazione di povertà che dilaga per cui anche fasce e ceti che prima stavano sul livello di sufficienza, oggi hanno verso più in un bisogno sconcertante che li mette a duro rischio morale per la lotta alla sopravvivenza e a questo aggiungiamo che costantemente abbiamo la necessità di trovare una nuova delibera, una nuova norma per impedire l’infiltrazione mafiosa nella vita pubblica come sta capitando a me su una serie di problemi legati alla mia città. Il principio che si alimenta è l’etica e la moralità nella politica deve essere il blocco di riferimento nuovo per la Calabria degli anni 2000. Vedo dunque – conclude Speranza- non solo la frontiera giusta e culturale ma la vedo  come una necessità altrimenti siamo persi”.

Ha chiuso la due giorni Giuseppe Giordano, consigliere regionale Idv, secondo consigliere più attivo del consiglio Regionale della Calabria. “I cambiamenti – ha detto Giordano - che hanno interessato l’evoluzione della società richiedono oggi l’adozione di un approccio neo-etico e morale, assistiamo a tempi di smarrimento per ogni politica sociale, locale e globale pretende una nuova sensibilità dell’intera classe dirigente. La politica ha il dovere di attuare una decodifica attiva dei segnali che riceve dall’ambiente esterno e dotarsi di una nuova percettibilità sociale per far fronte a tali richieste, l’affermazione di una nuova stagione della politica per la Calabria può prendere avvio solo da un patto di alleanza con i principali soggetti del contesto sociale.  La nuova svolta etica richiede la necessità di recuperare legittimità da parte delle istituzioni politiche attraverso il ‘fare rete’, l’etica è una cultura, non un codice  che necessita un’educazione adeguata che dovrebbe fare parte anche del tessuto di una società. La primavera della politica calabrese passa attraverso una nuova  assunzione di responsabilità che deve dialogare con il nuovo protagonismo della società civile per arrivare a giungere a comportamenti morali e coerenti”.

Ufficio stampa Idv Calabria


 

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