Martedi, 22 Maggio 2012

Tu sei in Territorio Basilicata Petrolio, Laguardia (Idv): Royalties al 10% un regalo di Stato
10
May
2011

Petrolio, Laguardia (Idv): Royalties al 10% un regalo di Stato

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La redazione IDV

“Le royalties sul petrolio al 10%  rappresentano un inaccettabile regalo dello Stato ai privati, un’anomalia che fa dell’Italia la Cenerentola del mondo in materia. La Basilicata è stanca di questa elemosina, l’aliquota deve essere elevata al 50% per difendere l'interesse dei lucani e degli italiani, ma soprattutto per salvaguardare l'ambiente e la salute”. Sulla questione delle royalties, già oggetto di un disegno di legge, presentato nell’aprile 2009 dal Gruppo Italia dei Valori al Senato, e tenuto inspiegabilmente fermo dalla maggioranza in Commissione Industria, interviene Nicola Laguardia, componente del coordinamento regionale dell’Italia dei Valori della Basilicata.

Per Laguardia “bene ha fatto qualche giorno fa il consigliere regionale Autilio a sollecitare, con una interrogazione, il presidente De Filippo per sapere quali azioni la Giunta ha eseguito in applicazione dell'ordine del giorno sull'adeguamento delle royalties presentato dal gruppo IdV e approvato con 18 voti favorevoli il 20 dicembre 2010. Dopo la firma del Memorandum d'intesa fra Stato e Regione, avvenuto nonostante le inascoltate sollecitazioni di IdV ad ampliare l'oggetto dell'intesa, è utile che si tenga vivo, propositivamente, il dibattito a più voci che, proprio con la firma del memorandum, si è avviato”.

“È da tempo che l’Italia dei Valori – continua Laguardia - discute dell'argomento e chiede chiarezza e verità a partire dai vecchi patti locali e dalle ragioni dei ritardi che, come lo stesso Presidente del Consiglio Regionale Folino ha dichiarato, non hanno consentito la realizzazione delle infrastrutture promesse  nel 1998. Ma proprio per questo non basta la denuncia ,vanno esplorate le ragioni di questo colossale inadempimento . Non si  possono  accantonare  e giustificare così, tout-court, cause e responsabilità  su  mancati investimenti in infrastrutture in una regione che, a tale livello, è stimata l'ultima in Italia (Sole 24-Ore) e sulle cui strade si continua a morire  proprio per la loro inadeguatezza (vedi Potenza -Melfi). Una informazione corretta e completa sull'argomento non può prescindere inoltre dalle considerazioni generali che l'ordine del giorno proposto da IdV pone.

Va detto con chiarezza – prosegue ancora Laguardia - che i soggetti destinatari dei vantaggi veri derivanti dalle estrazioni  sono i privati, in qualche caso mascherati da sigle che evocano il pubblico. Vanno quindi stimolate e sostenute le azioni necessarie  a riportare a favore dei cittadini i benefici delle estrazioni e non le briciole. Oltre a proposte di legge, ordini del giorno, interrogazioni e proposte legislative nazionali e regionali, è fondamentale attivare una  penetrante  informazione sul territorio che non faccia passare i lucani per un popolo bue che tutto si beve e tutto sopporta.

Ritengo, in primis, che vada spiegato in termini semplici ed a tutti  il perché, privati e compagnie petrolifere di tutto il mondo, aspirano ad estrarre petrolio in Italia, per quale ragione continuano  ad intaccare l'ambiente del Paese più bello e culturalmente attrezzato del mondo. Basti pensare a Basilicata e Tremiti, due eclatanti esempi di ingenti e preziosi patrimoni ambientali messi a rischio. La colpa è tutta nel “regalo di Stato” che consente un risarcimento, questo sono le royalties, per la coltivazione di idrocarburi troppo esigui. Le compagnie, infatti,  pagano per l'estrazione, contrariamente a quanto avviene in qualsiasi altro Paese, soltanto il 10%. L'Italia, in materia, è la cenerentola del mondo.

Perché l'Eni se estrae il Libia paga almeno il 40% e se estrae in Italia solo il 10%? Perché  - conclude Laguardia - se la media nel mondo del costo delle estrazioni è del 50%? Sono interrogativi a cui la politica deve rispondere, diversamente ogni pensiero è legittimo. Troppi interessi rendono la materia delle estrazioni un terreno scivoloso e pertanto  l'IdV proverà, a Roma come a Potenza, a  spiegare meglio ai cittadini che con il petrolio ci potranno essere possibilità di vero sviluppo o, in mancanza di accordi giusti con Stato e compagnie, di forte arretramento del territorio”.