Corte di Cassazione

Referendum, 10 giugno in piazza per 4 SI

Referendum, 10 giugno in piazza per 4 SI

L’Italia dei Valori ha creduto fin dall’inizio che cambiare si può, che non bisogna arrendersi di fronte ai poteri forti e che bisogna lottare per assicurare a tutti i cittadini e alle nuove generazioni un futuro migliore, più pulito e più giusto. Ha raccolto le firme per proporre i referendum contro il ritorno del nucleare in Italia – ben prima del disastro di Fukushima -, contro la privatizzazione dell’acqua e il legittimo impedimento. Attraverso i militanti in tutta la penisola, l’Idv ha cercato e cerca di informare i cittadini, nonostante l’ostruzionismo dei mezzi di comunicazione. Ha denunciato i tentativi di boicottaggio del Governo e, attraverso un ricorso alla Corte di Cassazione, ha chiesto e ottenuto che il quesito sul nucleare non fosse eliminato dalla moratoria-truffa. In molte fasi di questa lunga campagna referendaria, iniziata l’anno scorso con la raccolta di firme, l’Idv è stata sola contro lo scetticismo di molti. Poi si sono aggiunti tutti i comitati, le organizzazioni pro-referendum e i partiti di opposizione che ritengono doveroso votare i referendum.

Ora, a pochi giorni dal 12 e 13 giugno, l’Italia dei Valori chiede a tutti il massimo impegno per votare e far votare quante più persone è possibile. Soltanto con il passaparola si può ottenere un coinvolgimento generale e superare il quorum. L’ultimo giorno della campagna referendaria, l’Idv vuole festeggiare insieme a tutti i cittadini, di destra e di sinistra, l’arrivo di un grande momento di democrazia per il Paese. Venerdì 10 giugno ci saranno quattro grandi manifestazioni a Milano (piazza del Duomo), Roma (piazza del Popolo), Napoli (piazza Dante) e a Palermo (piazza Verdi). “Questi eventi – annuncia il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro – potranno essere seguiti dalla piazza o in streaming e anche attraverso i canali satellitari, in quanto sarà fissata un’apposita linea satellitare. A queste grandi manifestazioni, che si svolgeranno, dalle ore 18 alle 24, parteciperanno esponenti del mondo della cultura, della politica e dell’arte, comitati, associazioni e potranno prender parte tutti coloro che vorranno far sentire la loro voce. E naturalmente saranno invitati a partecipare i neosindaci e i neoeletti, a cominciare da Luigi de Magistris”.

Una grande festa in musica per prepararsi a votare, il 12 e 13 giugno, “4 SI”.

Nucleare, sventato il ‘piano’ del governo

Nucleare, sventato il ‘piano’ del governo

Il referendum sul nucleare si farà.
L’inganno del governo è stato sventato e così anche la tentata truffa ai cittadini. “C’è un giudice a Berlino”!

La Corte di Cassazione  ha infatti deciso che  Il referendum sul nucleare si terrà come previsto il 12 e 13 giugno insieme con quelli sulla privatizzazione dell’acqua e sul legittimo impedimento.

I giudici hanno così accolto l’istanza dell’Italia dei valori che chiedeva di annullare gli effetti delle nuove norme contenute nel decreto Omnibus fatto approvare dal Parlamento con il voto di fiducia della settimana scorsa.

Ergo, la Suprema Corte ha stabilito che le modifiche apportate dal governo alle norme sull’energia nucleare non precludono lo svolgimento del referendum.

E’ stato così disinnescato l’estremo tentativo del governo Berlusconi di tacitare la ‘vox populi’ per proseguire indisturbato nella realizzazione del suo scellerato piano energetico. Un piano scritto a quattro mani con le lobby nucleariste, le uniche a ricavare profitti da una eventuale nuclearizzazione del nostro Paese.

Ora riparte con rinnovato entusiasmo la lotta per raggiungere il quorum. Questa è la missione alla quale tutti siamo chiamati a dare il nostro contributo: casa per casa, collega per collega, amico per amico. A ognuno di loro dobbiamo parlare dei referendum e dell’importanza che ha un piccolo gesto come quello di recarsi alle urne e votare i quattro SI contro il nucleare, la privatizzazione dell’acqua, il legittimo impedimento.

La nostra meta è un numero. Grande, grandissimo: 27 milioni! Tanti sono i voti che occorrono per raggiungere il quorum. Ma possiamo farcela, dobbiamo farcela. Per noi, per i nostri figli, per i nostri nipoti. Per questa meravigliosa casa che tutti abitiamo – l’unica possibile – chiamata Terra.
Tutti insieme, perché quando il potere è sordo, i cittadini urlano più forte!

Danilo Sinibaldi

Maroni, 350 milioni per boicottare i referendum

Maroni, 350 milioni per boicottare i referendum

Lascia esterrefatti il silenzio intorno ai quattro referendum dichiarati ammissibili dalla Corte Costituzionale lo scorso 14 gennaio. Soprattutto indigna lo spazio pressoché inesistente che gli sta dedicando la Rai che, come servizio pubblico, dovrebbe garantire la più ampia informazione possibile su temi così importanti per il Paese.  

Stiamo parlando dei quesiti sul legittimo impedimento, sul nucleare e sull’acqua, per i quali Italia dei valori aveva raccolto centinaia di migliaia di firme, poi vagliate e approvate dalla Corte di Cassazione. Idv chiede di celebrarli il prossimo 29 maggio, in concomitanza con il secondo turno delle elezioni amministrative. Questo agevolerebbe la partecipazione democratica degli elettori e permetterebbe di risparmiare circa 350 milioni di euro. 

Ieri, tuttavia, in barba ad ogni ragionevole motivazione,  il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha annunciato che il governo fisserà la data per le consultazioni referendarie al 12 giugno.  In sostanza l’esecutivo mira a boicottare l’evento e cerca di impedire che venga raggiunto il quorum necessario a validarli. Come ha dichiarato il portavoce Idv, Leoluca Orlando, “Berlusconi si richiama al consenso popolare ma non vuole che il referendum abbia la possibilità di avere una partecipazione adeguata”. Come sempre il premier mette i suoi interessi davanti a quelli del Paese. E’ comprensibile, con la vittoria del referendum sul legittimo impedimento Berlusconi dovrebbe lasciare palazzo Chigi e sarebbe costretto ad affrontare i suoi processi come qualsiasi altro cittadino della Repubblica.

Per questo, e nonostante l’annuncio di Maroni,  l’Italia dei Valori continuerà la sua campagna per l’Election Day, confidando in una forte pressione dell’opinione pubblica sul governo.  Anche durante questo  fine settimana, presso i banchetti e i gazebo presenti nelle principali piazze italiane, i cittadini potranno avere informazioni  sulla campagna referendaria Idv contro la privatizzazione dell’acqua, contro il ritorno al nucleare e  per abolire il legittimo impedimento.  Inoltre è possibile sottoscrivere la petizione per l’election-day sul sito, www.iovotoil29maggio.it e approfondire i temi referendari su www.sireferendum2011.it

     

Dimissioni sindaco di Corigliano, subito

Dimissioni sindaco di Corigliano, subito

La notizia che la suprema Corte di Cassazione, in riferimento all’indagine “Santa Tecla”, ha rigettato ieri 32 ricorsi, fra cui quelli relativi ai fratelli del Sindaco di Corigliano, ci induce a fare qualche breve considerazione, senza per questo lasciarci andare a valutazioni di tipo giustizialista. E’ ormai chiaro a tutti, anche a chi ha occhi per non vedere, che l’Amministrazione Straface non può più andare avanti come se nulla sia successo o stia succedendo. La spada di Damocle della commissione d’accesso da una parte, la macchina della giustizia che fa impietosamente il suo corso d’all’altra, e nel mezzo continue ed estenuanti difficoltà politiche alle quali si cerca di rimediare con inutili rimpasti e rimpastini, dovrebbero indurre a gesti di responsabilità estremi e definitivi, che aiutino l’istituzione municipale a recuperare la credibilità e l’autorevolezza ormai perdute agli occhi della pubblica opinione. Siamo certi, però, che questo scatto d’orgoglio e di responsabilità non ci sarà, perché non c’è stato finora e perché l’unico orizzonte che ispira il Sindaco e la sua compagine è quello di rimanere abbarbicato al potere fin quando è possibile, anche se si tratta di tirare a campare e vivacchiare. Noi di Italia dei Valori, per la parte che ci riguarda,denunciamo questo stato di cose e, contemporaneamente, chiediamo alla politica coriglianese e a tutte le persone oneste, a prescindere dall’appartenenza politica, di fare massa critica e cominciare a costruire, fin da subito, una alternativa che possa restituire fiducia, serenità e credibilità alla Città. In questo contesto, non possiamo non mettere in evidenza come i comportamenti ambigui, attendisti e indecifrabili dell’UDC coriglianese e dell’on. Geraci, le cui firme di dimissioni, aggiunte a quelle già depositate dal Notaio da parte di 9 consiglieri, avrebbero già consentito e consentirebbero lo scioglimento immediato del Consiglio Comunale, contribuiscano ad alimentare quel clima di sfiducia verso la Politica, intesa con la P maiuscola e cioè come perseguimento del bene comune e non invece dell’interesse individuale o di parte.

Maurizio Feraudo, segretario regionale

Emilio De Bartolo, segretario provicniale Cs

Franco Candreva, presidente circolo di Corigliano

Cosimo Mosaico, presidente circolo di Corigliano

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