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Referendum, cresce l’onda del cambiamento

Referendum, cresce l’onda del cambiamento

Questa mattina una delegazione composta da rappresentanti delle forze sociali e politiche, da intellettuali e da giuristi, presenterà in Cassazione i quesiti referendari per i due referendum sul lavoro: il ripristino dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, cancellato dal governo Monti con la riforma Fornero e il ripristino del valore universale dei diritti previsti dal contratto nazionale di lavoro, cancellato dal governo Berlusconi con l’art.8 del decreto-legge n.138 del 2011. La raccolta delle firme, che inizierà a metà ottobre, andrà di pari passo con quella ai due referendum IdV contro la Casta: abolizione della diaria dei parlamentari e abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti.

L’iniziativa dell’Italia dei Valori è stata, infatti, accolta, ripresa e fatta propria da un fronte ampio che si sta allargando di ora in ora. Hanno già aderito la Fiom, Sel, i Verdi, il Prc, il Pdci, Beppe Giulietti, portavoce dell”Associazione Articolo 21; Vincenzo Vita, senatore del Pd. Altre firme e altre sigle politiche e sociali si aggiungeranno nelle prossime ore. Ancora più sorprendente è la risposta del mondo della cultura e della comunicazione che, finalmente, incontra e dimostra la voglia di cambiamento di idee e di classe dirigente che c’è nel Paese. E’ il fronte composto da chi è deciso a fare del valore del lavoro e della difesa dei diritti dei lavoratori il solo spartiacque concreto e non parolaio della politica italiana. L’opposto diametrale delle astrazioni bizantine e politicanti che immiseriscono la politica italiana e la rendono, di giorno in giorno, più distante dalla realtà dei cittadini, dei lavoratori, delle persone in carne e ossa. Quella realtà è lastricata di disoccupazione, precariato, smantellamento dello stato sociale, povertà per 116 milioni di cittadini europei. E’ fatta di recessione, corruzione e burocrazia soffocante, di politiche che impediscono alle imprese coraggiose e oneste, quelle che innovano e investono in Italia, di ridare all’economia lo slancio necessario per uscire dalla crisi. Già da ieri si è messa in moto un’onda crescente identica alla mobilitazione che, sorprendendo tutti, portò al raggiungimento del quorum e alla vittoria i referendum del 2011. Andrà così anche stavolta. Ce lo dicono le telefonate, le mail, i fax che da ieri assediano le nostre sedi chiedendoci quando e dove si potrà firmare, offrendoci sostegno e attiva solidarietà. Non sono solo i lavoratori, che giustamente difendono i diritti che questo governo ha razziato, ma anche le imprese che reclamano una svolta nella politica economica e capiscono che senza un nuovo riconoscimento del valore del lavoro non ci sarà uscita dalla recessione. Questa è la politica vera, quella che cambia la realtà, tocca la vita e gli interessi delle persone reali. Noi possiamo solo augurarci che anche quei partiti che sono oggi chiusi nella logica asfittica dei marchingegni elettorali e dei giochi di palazzo capiscano presto che è ora, anche per loro, di spalancare le finestre e ridare aria e vita alla politica per restituirla ai cittadini”.

Porcellum, via libera ai referendum, grande successo per Idv e democrazia

Porcellum, via libera ai referendum, grande successo per Idv e democrazia

“Un grande successo per i Comitati promotori, un grande successo per Italia dei Valori che, mentre la maggior parte degli altri partiti erano in vacanza, è tornata ad agosto nelle piazze per raccogliere le firme, e un grande successo anche per Idv Toscana, che con le oltre trentamila firme per l’abolizione del porcellum raccolte sul territorio ha dato un contributo fondamentale al successo dell’iniziativa referendaria”. È il commento dell’on. Fabio Evangelisti, Segretario Idv Toscana, alla notizia del via libera dato dall’ufficio del referendum della Cassazione ai due quesiti referendari sulla legge elettorale.

“Per questo – continua Evangelisti – voglio rinnovare il ringraziamento del Partito e mio personale a tutti i militanti Idv che, nonostante l’estenuante campagna referendaria del giugno scorso, sono tornati nelle piazze e nelle strade della nostra regione per promuovere con i cittadini questa importantissima battaglia di democrazia e partecipazione”.

“La decisione della Cassazione è un primo passo importante”, spiega Evangelisti. “Adesso la valutazione successiva sulla costituzionalità delle richieste passa alla Consulta, ma ci sono ottimi motivi per essere ottimisti sull’esito positivo del parere. Proprio per evitare vizi costituzionali, infatti, abbiamo presentato due quesiti referendari: uno per l’abolizione totale del porcellum, che però rischia di causare un vuoto normativo ed essere stoppato, e uno che, abolendo gli scellerati articoli della riforma Calderoli, reintroduce automaticamente il mattarellum”.

“Per noi di Italia dei Valori – conclude Evangelisti – la riforma della legge elettorale e il ritorno alle preferenze è un passaggio fondamentale di questa fase di deberlusconizzazione e ritorno a una vera democrazia partecipata. Oggi si è compiuto un importante passo in questa direzione perché se il Parlamento, su imput del nuovo Governo Monti, non si deciderà in tempi rapidi a mettere mano alla riforma elettorale, e temiamo che non lo farà, i cittadini avranno ancora una volta la possibilità di tornare in prima persona protagonisti della vita pubblica del nostro Paese”.

Ufficio stampa Idv, Toscana

Ok della Cassazione al referendum elettorale

Ok della Cassazione al referendum elettorale

Via libera dall’ufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione ai due quesiti referendari sulla legge elettorale. Le 500 mila firme a sostegno della richiesta ci sono tutte, e con un ampio margine. Le verifiche, infatti, si sono fermate quando il primo quesito ha raggiunto la soglia delle 534.334 firme valide e il secondo 531.081.

L’ufficio elettorale ha concluso i suoi lavori di certificazione tenendo un margine più ampio di quello richiesto dalla legge indicato in mezzo milione di firme.
Un altro successo dell’Italia dei Valori e di quanti, in meno di due mesi (tra agosto e settembre) si impegnarono per quella raccolta di firme che il Presidente del Comitato referendario, Andrea Morrone definì: “Un miracolo popolare”.  Era il 30 settembre 2010 e in Cassazione vennero consegnate più di un milione e 200mila firme.
Un grande successo di popolo che dimostra l’impegno e la voglia di democrazia e di trasparenza che serpeggia tra i cittadini italiani.

Cosa accadrà ora? Dopo la Cassazione la palla passa alla Corte Costituzionale, che valuterà l’ammissibilità del referendum. L’ok da parte della Corte costituzionale darà di fatto il via alla campagna referendaria e il voto si terrà la prossima primavera, tra il 15 aprile e il 15 giugno. A meno che, prima, in materia non legiferi il Parlamento, o che non vengano sciolte le Camere.

Grande, naturalmente, la soddisfazione del leader Idv antonio Di Pietro che ricorda: “Quest’estate l’Italia dei Valori, insieme ad altre forze politiche, alla società civile e ai cittadini, invece di andare al mare, ha raccolto 1 milione e duecentomila firme per cambiare la legge elettorale”.
Di Pietro sottolinea come, “con l’attuale normativa possa succedere quel che è già accaduto in questa legislatura, dove ci sono stati ben 157 parlamentari che hanno cambiato casacca, perché nominati dalle segreterie di partito e, pertanto, questi non rispondono agli elettori. Quindi, chiediamo a gran voce che ci lascino fare questo referendum, senza che si inventi una qualche leggina ad hoc per boicottarne le finalità. Poi, dopo il referendum, si deve dar corso alle due emergenze del Paese: una economica, l’altra democratica, perché non è possibile che una società civile abbia un governo ed un Parlamento senza la fiducia dei cittadini. Quindi – conclude Di Pietro -, Monti attui i provvedimenti che aveva promesso, all’insegna dell’equità e della giustizia sociale, per poi tornare alle urne e permettere ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti”.

 

Legge elettorale, un milione di grazie

Ieri la Cassazione ha ammesso il referendum sulla legge elettorale. Sono state, infatti, considerate valide le oltre 500mila firme raccolte per ciascuno dei due quesiti… Continua a leggere

Legge elettorale. Ok della Cassazione a referendum

Via libera dall’ufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione ai due quesiti referendari sulla legge elettorale. Le 500 mila firme a sostegno della richiesta ci sono tutte, e con un ampio margine. Le verifiche, infatti, si sono fermate quando il primo quesito ha raggiunto la soglia delle 534.334 firme valide e il secondo 531.081.
L’ufficio elettorale ha fermato i suoi lavori di certificazione tenendo un margine più ampio di quello richiesto dalla legge indicato in mezzo milione di firme. Adesso la valutazione successiva, sulla costituzionalità delle richieste, passa alla Consulta.{jacomment off}

Corte Costituzionale: via libera al referendum sul nucleare

Corte Costituzionale: via libera al referendum sul nucleare

La Consulta ha deciso all’unanimità che il nuovo quesito abrogativo sul referendum nucleare, formulato dalla Cassazione dopo le modifiche legislative introdotte dal decreto omnibus, risponde ai requisiti di costituzionalità, e quindi non può fermare il voto del 12 e 13 giugno.

Grande soddisfazione da parte del presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che considera la decisione della Corte Costituzionale “un’ultima lezione giuridica e di civiltà” e si augura che “il governo la smetta di frapporre bastoni tra le ruote del referendum sul nucleare”. “Ricordiamo che votare è un diritto e un dovere dei cittadini previsto dalla Costituzione – ha aggiunto Di Pietro -. Lasciamo, quindi, che siano loro a decidere sul proprio futuro, specie su una materia così delicata, come quella della costruzione di centrali nucleari sul nostro territorio, che interessa tutti i cittadini, anche coloro che hanno votato, e ancora vogliono votare, a favore di questo governo. Proprio per rispetto di questi, l’Italia dei Valori, che in perfetta solitudine ha raccolto due milioni di firme ed è stata promotrice del referendum, rinuncia a qualsiasi pretesa di primogenitura. E invita tutti i cittadini a votare serenamente, e secondo coscienza, senza preoccuparsi se il loro voto possa incidere sulla tenuta di questo governo”.

 

Felice Belisario, capogruppo Idv in Senato, ha posto l’accento su quella che deve essere intesa come una “nuova vittoria della sovranità popolare”. “A quanti si dichiarano sorpresi, sbalorditi e sconcertati da questa decisione – ha aggiunto il senatore Idv – diciamo che è solo l’inizio perché il segnale più forte arriverà dalle urne”.

 

Oggi, infatti, termina definitivamente il tentativo di boicottaggio dei referendum, che si svolgeranno domenica 12 e lunedì 13, attuato dal Governo da alcuni mesi a questa parte: prima con il decreto omnibus e poi con l’intervento dell’Avvocatura generale dello Stato presso la Consulta per ribadire l’inammissibilità del quesito sul nucleare perché avrebbe “un oggetto del tutto difforme rispetto al quesito in base al quale sono state raccolte le firme”.

I Supremi giudici questa mattina hanno ascoltato le parti in causa: l’avvocato dello Stato Maurizio Fiorilli, che rappresenta la posizione del Governo, Alessandro Pace per conto dell’Italia dei Valori e degli altri promotori del referendum sul nucleare, Gianluigi Pellegrino per il Pd e del Movimento difesa del cittadino, un rappresentante del Wwf Italia, e per l’associazione Fare Ambiente, che si oppone al referendum, Andrea Panzarola.

Alla fine, come già presupposto ieri dal nuovo presidente della Consulta, Alfonso Quaranta, si sono espressi contro la posizione del Governo e a favore di quella dei comitati referendari.

Ora la parola spetta solo ai cittadini che fra cinque giorni potranno decidere democraticamente del loro futuro e votando SI potranno allontanare la minaccia nucleare, assicurarsi acqua pubblica e ristabilire la legalità nel nostro Paese.

www.sireferendum2011.it

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