Sulla concussione avevamo ragione noi, ma fu una battaglia solitaria

corruzione_1-medium_300Avevamo ragione noi dell’Italia dei Valori quando, in perfetta solitudine, ci siamo battuti affinché la concussione non venisse spacchettata. Sapevamo benissimo che ciò avrebbe comportato la giusta risposta di severità della magistratura come quella espressa dal procuratore generale della Cassazione, Vito D’Ambrosio, che qualifica concussione e non induzione i casi in cui c’è una qualsiasi coartazione della volontà. E’ troppo tardi dire, come fa il ministro Cancellieri, che si può sbagliare, è grave dirlo ora che i buoi sono scappati dalla stalla. Sono buoi pesanti, a cominciare dal signor Penati che, incurante della tremenda figuraccia fatta, ha già incassato la prescrizione, per continuare con i tanti signori in pista di salvataggio. Non fu un errore: fu una scelta lucida compiuta dai partiti dell’insana coalizione, ciascuno dei quali aveva qualcuno da salvare. I cittadini stiano attenti, occorre stoppare sul nascere le proposte di amnistia o di indulto, utili ai partiti, affinché non si parli poi, ‘a babbo morto’ e a delinquente salvato, di un ‘errore’ che può capitare.