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Stefano Pedica

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Monti non tocchi i lavoratori della pubblica amministrazione

Basta con i superstipendi ai manager. Non c’è bisogno di ridurre il personale dell’Inps per fare la spending review, si può rivedere al ribasso il compenso di alcune persone, a cominciare da quello di Mastrapasqua. Il presidente dell’Inps, per chi ancora non lo sapesse, guadagna la bellezza di 1 milione e 200 mila euro all’anno e vanta numerosi altri incarichi. Eppure il governo Monti fa orecchie da mercante e continua a tagliare sui più deboli. Sono al fianco dei dipendenti pubblici che oggi davanti a Montecitorio hanno detto no alla legge di stabilità e alla riduzione degli organici dell’ex Inpdap, Inail e Inps. Monti, prima di dire che gli italiani sono bravi a sopportare i sacrifici, provi a scendere in piazza e a parlare con qualcuno di questi lavoratori. Cerchi di spiegare loro perché devono sacrificarsi sull’altare della spending review mentre chi guadagna più di un milione all’anno può continuare a stare al suo posto. E’ vero che nella pubblico amministrazione ci sono molti sprechi da evitare, ma bisogna cominciare dalle consulenze inutili. Se il governo insisterà sulla strada della riduzione del personale sono pronto a difendere i lavoratori in tutte le sedi.
 
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Salva i malati di Sla perche' Monti non lo fa, lui spende solo per gli F35

Monti si conferma un campione d'incoerenza. Il governo del 'professore' taglia i fondi per i malati di Sclerosi laterale amiotrofica (Sla) ma non bada a spese per l'acquisto degli F35. Il costo per i sofisticati cacciabombardieri sarebbe passato da 80 a 127,3 milioni di dollari per aereo mentre a Palazzo Chigi non si riescono a trovare 350 milioni euro per aiutare i disabili gravi. I conti non si fanno quadrare sulla pelle dei malati ma su quella degli evasori. E' incivile abbandonare al proprio destino chi vive in un letto e puo' comunicare solo con il movimento degli occhi attraverso un computer. Ed e' assurdo che questi malati debbano ricorrere allo sciopero della fame per sollecitare l'attenzione del governo. Ricordo solo che chi e' affetto da malattie neurodegenerative ha bisogno di un'assistenza costante, 24 ore su 24, e di cure e macchinari con costi altissimi. Ecco perche' e' giusto garantire alle famiglie un adeguato assegno di cura per assistere queste persone in casa. L'alternativa sono le residenze sanitarie, le quali pero' costano il quadruplo. Quindi, visto che Monti e Grilli sono cosi' attenti alla spending review, si facciano quattro conti. Si accorgeranno che alla fin fine l'assistenza domiciliare e' quella che pesa di meno sulle tasche dei contribuenti. Se i malati di Sla saranno costretti a scendere in piazza per difendere i loro diritti saro' al loro fianco. Piantero' una tenda davanti a Palazzo Chigi per protestare contro l'insensibilita' del governo. E se sara' necessario, lancero' una raccolta di fondi per aiutarli. Il mio appello sara': 'Salva i malati di Sla perche' Monti non lo fa'.
 
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La sanità e il suo Dracula: oggi in piazza con il sindacato dei medici

Oggi giornata di protesta in piazza. E non solo per il previsto No Monti Day, che già la dice lunga sul tipo di sostegno cittadino presente nei riguardi di questo governo e delle misure che intraprende. Ma perché a questo si accompagna la protesta del sindacato dei medici, in allarme per i continui peggioramenti consolidati nel ddl di stabilità. Il servizio pubblico e in primis il servizio sanitario rischiano di diventare nel nostro Paese un lusso, se non una vera e propria chimera. Questo nuovo provvedimento mira ad introdurre nuovi tagli al settore, prolunga ulteriormente il blocco dei contratti.Vedo Monti e il suo governo come i Dracula della sanità, esattamente in linea con le pessime politiche degli ultimi anni. Oggi l'Italia dei Valori, insieme al sindacato dei medici sono alla manifestazione a Piazza della Repubblica. Per protestare il fatto che da qui al 2015 la sanità perderà 30 miliardi. Tagli che si andranno a sommare ai 18 mila posti letto in meno negli ospedali entro il 2012 e ai ticket, che aumenteranno di 2 miliardi nel solo 2014 rischiando di causare la tassazione dei ricoveri. Non si può usare la falce nel servizio sanitario pubblico e poi regalare i soldi ai privati. Monti si fa un Ospedale a Palazzo Chigi e riduce la sanità al lumicino.  Bisogna eliminare gli sprechi e la corruzione ed evitare che la cattiva politica continui ancora a tenere le mani nella sanità. E' questo il vero problema: il perservare in manovre che si dimostrano ignare del fatto che i fondi in realtà esistono. Sarebbe sufficiente la volontà di andarli a cercare anche lì dove si crea più fastidio.
   
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Al teatro Valle... Quale fine per il cinema di Roma?

Oggi ho partecipato all'Assemblea pubblica organizzata presso il Teatro Valle occupato, relativamente allo stillicidio della chiusura delle sale cinematografiche.
Basti pensare che negli ultimi undici anni in Italia hanno chiuso ben 761 sale, soprattutto quelle che si trovano nei centri urbani e che subiscono la moderna tendenza di multisale periferiche, moderne e tecnologicamente avanzate. E questo è un danno che si riflette su due aspetti principali: uno, occupazionale, in quanto inevitabilmente gli operatori di tali settori rischiano di vedere tramontare le proprie esperienze per un indice qualitativo magari inferiore ma commercialmente più valido. L'altro investe invece lo stato della cultura italiana: le sale più piccole, infatti, sono da sempre quelle che rappresentano le vetrine privilegiate dei film d'autore, dove la proiezione rappresenta non solo un introito in termini economici ma vera e propria divulgazione di correnti culturali, di scambio di informazioni...
L'esempio dato dagli occupanti del Valle deve condurci a riflettere sull'importanza di rilanciare la cultura al centro delle politiche amministrative locali e nazionali. Abbiamo sentito dire da molti negli ultimi anni che con la cultura non si mangia. Sbagliato. Non solo perché ogni promozione culturale, soprattutto a livello periferico, può produrre una significativa crescita economica, ma perché queste politiche attuali non fanno altro che porre la modernità in un'esclusiva accettazione delle regole di mercato. Chiudiamo le sale cinematografiche perché i centri commerciali attraggono di più. Ed è cosi che si perdono i centri di aggregazione sociale, dove lo scambio di idee e di informazioni contribuisce a tenere alto il contributo civico cittadino. Dobbiamo tornare a vedere le città come beni comuni, porci in contrasto rispetto alle tendenze attuali che creano città uguali le une dalle altre, in cui si perde ogni distinzione di valori culturali, di tradizioni, di usi e costumi. Se guardiamo solo agli interessi privati, dobbiamo rassegnarci al fatto che il privato fa il suo mestiere, guarda il proprio tornaconto personale. E in tutto questo è il pubblico ad aver abdicato. Gli amministratori locali devono tornare ad essere i primi interlocutori perché sono loro stessi che hanno l'onere di indicare, promuovere e sostenere un determinato interesse pubblico. Guardiamo lo stato della cultura italiana. Guardiamo a cosa succede ai nostri maggiori patrimoni artistici. Guardiamo a quello che è accaduto a Pompei, indice che spesso sono proprio gli stessi beni a ribellarsi al degrado della cultura. Non per caso, ma per volontà politica.
E' per questo che sosterrò le iniziative ambiziose degli occupanti del Valle, così come ho sostenuto i lavoratori di Cinecittà contro ogni altro abuso economico e privatistico. E lo farò anche aderendo al loro progetto per la Fondazione del Teatro Valle Bene Comune, contribuendo in qualità di Socio Fondatore alla nascita della stessa, segno che collettivamente possiamo riprenderci il diritto alla cultura, al dialogo e al vivere comune.
 
Stefano Pedica

"Io lotto per il diciotto... in periferia"

Oggi ho pensato di far mio questo slogan, iniziando dalle periferie romane la raccolta di firme per i quattro quesiti referendari proposti dall'Italia dei valori.
In occasione della bellissima manifestazione organizzata dai comitati dell'XI municipio per tentare di fermare lo scempio edilizio del progetto I-60, abbiamo rilanciato ai cittadini la proposta di partecipare anch'essi alla raccolta firme che ci consentira' di tornare al rispetto del lavoro e alla necessita' di tagliare i grandi privilegi della politica. È oggi fondamentale ridare la voce a chi vive nelle periferie, in questo caso romane, oramai completamente abbandonate dalla giunta Alemanno. Oggi l'ho fatto ascoltando  i cittadini che si oppongono alla costruzione di un nuovo mostro edilizio in una zona di alto valore ambientale e archeologico. Persone che vivono in prima persona anche il problema del lavoro, che sono stanche delle solite promesse, sentendosi ormai fuori dal legame naturale che dovrebbe insistere nel rapporto politica-cittadinanza. Anche per questo l'Italia dei Valori ha scelto di ripartire dal ripristino dell' articolo 18 e dall'abrogazione dell'articolo 8 del decreto Berlusconi, il 138 del 2011 che di fatto annulla i contratti nazionali. Portero' la campagna referendaria in tutte le periferie della Capitale, facendo sentire chiara e forte la protesta dei lavoratori che non intendono cedere sui loro sacrosanti diritti.
   

Congresso Straordinario


Il congresso si aprirà venerdì 28 giugno, dalle ore 14.00 c/o Centro Congressi Roma Eventi – Piazza di Spagna (Via Alibert, 5)  e proseguirà nelle giornate del 29 e 30 giugno.

Le operazioni di voto si svolgeranno on-line dalle ore 8.00 alle ore 13.00 del 30 giugno p.v.

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