Sanità. Romani: violenza ostetrica, paura non facilita relazione

La cifra secondo cui un milione di donne, ovvero il 21% di mamme, ha subìto durante il parto una violenza ostetrica è davvero impressionante soprattutto se si pensa che viene vissuta in questo modo una delle cose più belle che possa capitare a una donna. Questi numeri possono anche spingere le donne a non ripetere gravidanze e potrebbero essere fra le cause della riduzione del numero delle nascite in Italia.Se si commenta l’indagine dalla parte del medico bisogna sottolineare che la professione medica è costituita da almeno tre componenti: una scientifica, una socio-culturale e una relazionale. Poiché la società è in continua evoluzione è ovvio che anche il medico deve accettare questo cambiamento e, soprattutto, è importante che il medico riacquisisca la sua capacità relazionale col paziente. Secondo Romani “uno degli aspetti che ostacola una sana relazione tra il medico e il paziente è rappresentato dalla paura: il paziente ha timore di non essere curato bene i medici di essere denunciati. Quindi si crea un sistema di sfiducia e di sospetto all’interno del sistema di cura che viene acuito e diventa più importante laddove ci troviamo di fronte a una donna che deve partorire e a un medico che deve assisterla. Un rapporto basato sulla condivisione e sulla fiducia – conclude – non è facilitato dalla paura ed è proprio su questo che bisogna lavorare”.

Lo dichiara il senatore Idv e vicepresidente della Commissione Sanità, Maurizio Romani, commentando i dati della ricerca Doxa nata su iniziativa dell’Osservatorio sulla Violenza ostetrica in Italia e finanziata dalle associazioni La Goccia Magica e CiaoLapo Onlus.