Sanità, Pipitone: nuovo ospedale, caos con due padri

sa06-bIl pasticcio del nuovo Ospedale di Padova si complica sempre più e, purtroppo, rimane all’orizzonte la sua realizzazione, come dimostra anche il rinvio dell’incontro previsto per domani tra il Presidente Zaia e il Commissario Straordinario Penta. Il caos burocratico-istituzionale che si è aperto dopo la collocazione a Padova Est prima e la sfiducia di Bitonci dopo, di fatto blocca ogni possibile passo avanti nell’iter amministrativo. Una polpetta avvelenata indigesta per la città che ha due padri  e tra questi, i ritardi di Zaia che non ha saputo iniziare i lavori nei primi 5 anni di legislatura e dell’ex sindaco Bitonci che in campagna elettorale si impegnava a costruire il Nuovo Ospedale sulla sede dell’attuale di via Giustiniani, salvo poi inventarsi l’area di via Corrado (ex AMAG) e infine Padova Est. Oggi è impossibile decidere nel merito senza un Sindaco e un consiglio comunale eletto dai cittadini, come giustamente rilevato anche dal Commissario dott Penta. Cosi’ come ci sembra assurdo pensare che un Referendum popolare sul sito (Padova Est si\no? Padova Ovest si\no? …) possa superare la questione senza che nessuna delibera sia mai stata portata e votata dall’ex Consiglio Comunale. Bisognerà aspettare altri sei mesi e una nuova maggioranza politica che si presenti agli elettori con le idee chiare e precise sulla città e sul nuovo ospedale in particolare. Solo allora, con un programma ben definito e le istituzioni ricostituite si potrà procedere anche ad un Referendum tra la popolazione. D’altronde sono passati ormai venticinque anni di discussione sul tema e almeno sette da quando Zaia dichiarava che entro sei mesi (era il 2010) si sarebbe posta la prima pietra del Nuovo Ospedale a Padova Ovest, da allora abbiamo assistito a continue convocazioni di commissioni congiunte, esperti, ricorsi, altre pose di prime pietre sempre virtuali. Se aspettiamo il regolare corso della democrazia  non cadrà il mondo e forse, finalmente, saranno i padovani a decidere cosa di non secondaria importanza”.

Antonino Pipitone, segretario regionale dell’idv Veneto