Mezzogiorno, sviluppare la società della conoscenza

In primo piano

di Giulia Rodano, Responsabile Nazionale IDV Dipartimento Cultura e Istruzione

Investire energie e risorse per creare, sviluppare e radicare una innovativa società della conoscenza nel Mezzogiorno. Una scommessa per il sud, una occasione per tutta l’Italia.

Per farlo, l’Italia dei Valori sta operando su due livelli:

- la costruzione di un progetto di sviluppo di ampio respiro e di medio periodo;

- proposte per la fine di legislatura, che fin da oggi potrebbero mettere in paese sulla buona strada. Va in questa direzione la mozione presentata nelle scorse settimane alla Camera dei Deputati dal gruppo Italia dei Valori. Continua a leggere

Politiche e strategie di genere: un approccio integrato e trasversale a tutte le politiche pubbliche per il rilancio del Mezzogiorno

di Alessandra Tibaldi, Responsabile nazionale IDV Dipartimento politiche, economie di genere e pari opportunità

Se l’OCSE, tra le altre Istituzioni nazionali ed internazionali, denuncia rispetto al mercato del lavoro l’esistenza di una questione femminile nel nostro Paese,questa coincide a pieno titolo con la questione meridionale. L’emorragia di posti di lavoro persi a seguito della crisi ha interessato soprattutto le donne, che sono tra l’altro la maggioranza degli inoccupati periodicamente censiti dai rapporti dell’Istat, della Banca d’Italia, del Censis, ecc Continua a leggere

Una proposta dal Sud per la rinascita dell’Italia

di Nello Formisano, Responsabile nazionale IDV Sezione Mezzogiorno – Dipartimento Economia e Finanze

La crisi della economia italiana è, indubbiamente, collegata alla congiuntura negativa  che colpisce i più importanti Paesi industrializzati. Però, ci sono due aspetti che rendono la situazione dell’Italia più difficile e più densa di  pericoli rispetto agli altri stati avanzati.
Il primo è che la congiuntura sfavorevole per l’Italia è andata ad innestarsi e ad aggravare una situazione di stagnazione e di crisi strutturale che durava da almeno venti anni derivante da un progressivo calo di competitività e da problemi irrisolti che hanno aggravato le diseconomie del nostro Sistema produttivo e hanno innescato un circolo vizioso che, se non contrastato con tempestività ed efficacia, potrebbe portare a un declino irreversibile del Paese. Continua a leggere

La sanità nel Mezzogiorno

di Antonio Palagiano, Responsabile nazionale IDV Dipartimento Sanità e Salute

La sanità, in Italia, esprime eccellenze e allo stesso tempo criticità, a macchia di leopardo, anche se il Sud Italia si distingue per spese e disavanzi maggiori e prestazioni peggiori, con primati negativi per episodi di presunta “malpractice” e migrazione sanitaria verso Nord.

È, perciò, complicato affrontare “globalmente” il tema sanità in Italia. Infatti, dal 2001, grazie alla riforma del titolo V della Costituzione, la sanità è divenuta una competenza esclusivamente regionale e, quindi, una riforma del settore “dall’alto” appare di difficile realizzazione. Continua a leggere

La media impresa stretta dalla crisi – Ecco tutte le sfide verso lo sviluppo

Anche le eccellenze stanno registrando segni di sofferenza sul piano della redditività, delle penetrazioni commerciali e dei rapporti con il settore creditizio.

Obiettivo della governance è il reingresso dei giovani nel mercato del lavoro.

da Repubblica – Affari e Finanza del 18 giugno 2012

 Articolo di Ugo Marani, Professore Università Federico II di Napoli, Dipartimento Economia

Napoli  - La crisi attuale ha investito nel profondo la struttura economica e sociale della regione Campania, evidenziandone debolezze, problemi insoluti e sofferenze collettive di famiglie e di imprenditori. Sarebbe tuttavia banale e scarsamente rigoroso ritenere che il destino produttivo ne sia inevitabilmente segnato, a meno di un insensato prolungamento dell’assenza di governance delle sue deficienze. All’inizio del 2012, Continua a leggere

Il Meridione visto da Bankitalia

di Ugo Marani, Ordinario nell’Università di Napoli “Federico II” e Presidente Ires Campania

In una fase in cui l’élite della finanza esegue stabili invasioni di campo nel mondo della produzione e della politica economica, ben venga un banchiere centrale sobrio, Vincenzo Visco, che fa il punto con pacatezza e misura sulle vicende dell’ economia italiana. Simili qualità erano già emerse nell’intervista televisiva rilasciata a Giovanni Minoli poco più di un mese addietro: un fraseggio pacato e poco incline ai neologismi anglosassoni, valutazioni misurate esenti dai komeinismi dei banchieri centrali continentali e più contigue a quelle di matrice anglosassone. In quella sede Visco esprimeva una mescolanza di senso della storia e di umanità difficili da rintracciare, ad esempio, nel gelido tecnocraticismo del suo predecessore Mario Draghi, passato poi a dirigere la Banca centrale europea. Continua a leggere

I luoghi comuni sul Mezzogiorno

di Ugo Marani, Ordinario nell’Università di Napoli “Federico II” e Presidente Ires Campania

La matassa delle problematiche del Mezzogiorno, dal costituirsi dell’Unità d’Italia in poi, si dipana secondo dinamiche poco lineari che, solo riduttivamente, possono essere ricondotte alle certezze del determinismo storiografico o economicistico. L’alternarsi delle fasi di divergenza e di convergenza tra le due macro-regioni del paese s’interseca con quei momenti in cui la “questione meridionale” non assume solo priorità rituale nella gerarchia della politica economica nazionale ma diviene, nei fatti, un obiettivo realmente perseguito dalle classi dirigenti nazionali. Continua a leggere

Mozione realizzata in collaborazione con Giulia Rodano

Mozione realizzata in collaborazione con Giulia Rodano, Responsabile Nazionale Dipartimento Cultura e Istruzione, e presentata dal gruppo parlamentare IdV alla Camera dei Deputati

 

 

La Camera,

 

premesso che:

 

il programma di riforme economiche approvato a Lisbona dai Capi di Stato e di Governo dell’Unione Europeanel 2000, cosiddetta Strategia di Lisbona,  aveva come obiettivo, espressamente dichiarato, quello di fare dell’Unione la più competitiva e dinamica economia della conoscenza entro il 2010; Continua a leggere

Mozione presentata dal gruppo IdV alla Camera dei Deputati

Mozione presentata dal gruppo IdV alla Camera dei Deputati -

Primo firmatario Aniello Formisano,

Responsabile Nazionale Sezione Mezzogiorno

Dipartimento Economia e Finanze

La Camera,

premesso che:

nel corso di una recente audizione del presidente della Svimez in Commissione bilancio, tesoro e programmazione della Camera dei deputati, sono stati illustrati, da un lato, lo scenario che si sta delineando a partire dalla crisi del 2008 fino al 2011 e, dall’altro, la proiezione per i prossimi anni, alla luce delle manovre di finanza pubblica del 2011, in termini di sviluppo dell’economia e, quindi, di crescita del Nord e del Sud del Paese;

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Da Bari il rilancio del mezzogiorno

Sabato il confronto con i Sindaci di Palermo, Napoli e Bari
Così la sfida significativa dell’Italia dei Valori

Tra la gente, con la gente, l’Italia dei Valori ha sempre costruito il suo progetto politico scegliendo le persone che potessero degnamente ed operosamente rappresentare i bisogni e le aspettative delle proprie comunità. Ora è il momento di fare di più. Ora, che la politica impettita e assisa sulle sue rendite di posizioni, ha perso la bussola del buon governo e smarrito l’orizzonte a cui rivolgere ogni proprio intendimento, a maggior ragione bisogna cercare strade che hanno come pietre miliari le esigenze e le speranze delle persone comuni e di quanti, con esse, condividono quotidianamente problemi e risorse. E’ sostanzialmente questo il senso dell’importante iniziativa messa in campo dall’Italia dei Valori per sabato prossimo, 30 giugno, a Bari (alle ore 10 presso Villa Romanazzi Carducci). Il nostro Presidente, Antonio Di Pietro, ha voluto chiamare a confronto i maggiori sindaci del Sud dell’Italia (Leoluca Orlando di Palermo, Luigi de Magistris di Napoli, Michele Emiliano di Bari) per segnare una ripartenza della politica nel Mezzogiorno, che faccia perno proprio sulle esperienze dei Sindaci, di coloro cioè che maggiormente hanno il polso della realtà che quotidiamente la gente vive. L’Italia dei Valori, così, lancia un segnale importante: senza le persone, le loro preoccupazioni e i loro sogni per il futuro la politica non va da nessuna parte; il Mezzogiorno d’Italia è oggi, come in passato – e la storia lo ha dimostrato – una grande risorsa per tutto il Paese. Perché è qui, al Sud, che il cuore della gente sa battere di entusiasmo, voglia di vivere e di essere migliore più che in ogni parte d’Italia. Evidentemente, non è un caso che Italia dei Valori ha scelto Bari per questa importante convenction sul rilancio del Meridione. Il capoluogo della Puglia è il naturale crocevia di nuovi flussi di culture differenti, è la porta di scambi commerciali internazionali, è lo snodo di convergenze geopolitiche strategiche sullo scacchiere del mondo. Bari, poi, è l’avamposto sintomatico delle iniziative di irraggiamento dell’Italia dei Valori in Puglia, dopo aver ricostruito un tessuto connettivo che ha rischiato seriamente di sfilacciarsi e che, invece, tantissimi nostri iscritti e simpatizzanti hanno saputo, sapientemente, rafforzare coagulando la loro fiducia e il loro instancabile impegno attorno al compito di indirizzo e guida che il Presidente Antonio Di Pietro ha voluto affidarmi. Anche per questo gli siamo grati di aver scelto Bari, la nostra Puglia, nel far ripartire la politica, quella vera, dal Sud.

 

Segretario Regionale IDV Puglia

On. Augusto Di Stanislao

La PMI nel mezzogiorno

di Alessandro Lelli, Responsabile nazionale IDV sezione Piccola Media Impresa – Dipartimento Economia e Finanze

In Italia le PMI rappresentano il 99,9% di tutte le imprese e le piccole e micro il 95% molte delle quali sono ditte individuali. Il Mezzogiorno ha analoga struttura estremamente frammentata.

La battaglia quotidiana , riporta il sito PMI , è contro l’eccesso di burocrazia , di spesa pubblica e pressione fiscale , di illegalità e corruzione , di forti carenze infrastrutturali , di scarsa produttività, di difficoltà di accesso al credito e di riorganizzazione del sistema creditizio che ha ingenerato un clima di sfiducia banche-impresa bloccando la crescita e gli investimenti. Senza contare il costo del denaro che nel Mezzogiorno è più alto che nelle altre parti d’Italia. Si chiede quindi che si operi su un forte recupero di produttività facendo anche più sistema e specializzando la PMI nelle funzioni strategiche e innovative. Non muovendosi rapidamente si rischia la deindustrializzazione. Inoltre la ridotta mobilità sociale e le differenze di opportunità nei percorsi formativi penalizzano il Mezzogiorno aggravandone il divario rispetto al resto del paese. Continua a leggere