Regeni, Messina: due anni dalla morte e ancora non c’è verità sui fatti

Il 25 gennaio del 2018 saranno due anni da quando Giulio Regeni scompare in Egitto,per essere poi trovato senza vita pochi giorni dopo. Barbaramente torturato.Un ragazzo, un giovane ricercatore italiano, viene preso, martoriato, mutilato e ucciso e a distanza di due anni ancora non siamo in grado di sapere ‘chi’ e ‘perché’ si sia macchiato di questo atroce crimine.Una risposta la pretendono i genitori di Giulio e la esige il Paese intero. La strada della “verità per Giulio Regeni”, nome della campagna lanciata con determinazione da Amnesty International Italia e da La Repubblica e portata avanti con ardore da migliaia di privati cittadini, enti locali, scuole e università, associazioni e media deve essere percorsa sempre con coraggio e determinazione anche dal futuro governo italiano.Non possiamo fermarci. Non dobbiamo permettere che la morte di Giulio resti impunita e cada nel dimenticatoio.Ogni azione possibile deve essere messa in campo, ogni processo governativo e diplomatico deve essere orientato verso un unico scopo: accertare la verità dei fatti e assicurare i colpevoli alla giustizia.Solo quando metteremo la parola fine a tutta questa triste vicenda, Giulio Regeni potrà riposare in pace.