Provvedimento esagerato quello di schedare con un numerino i poliziotti

digiacomoTra proteste e polemiche approda in Senato il disegno di legge che pone regole per l’identificazione di ogni singolo agente durante le manifestazioni attraverso un codice identificativo alfa numerico sul casco. Esprimiamo perplessità rispetto all’idea che un codice identificativo possa essere la soluzione ottimale nella gestione di una delle attività più rischiose e ricche di stress per gli operatori di polizia. “Schedare” i poliziotti potrà sortire l’effetto soltanto di un ulteriore perdita di autorevolezza davanti a soggetti che utilizzano le manifestazioni per dar sfogo ad atti di violenza gratuiti. I casi di alcuni operatori che hanno perso l’autocontrollo in occasione di scontri e manifestazioni, non si deve prestare ad una valutazione erga omnes rischiando di stigmatizzare un intero corpo anche se siamo dell’avviso che sia giusto punire gli operatori che trasgrediscono, soprattutto al fine di tutelare chi svolge nel pieno della correttezza il proprio servizio. L’unione europea ci chiede di uniformarci agli altri paesi ma non sarà solo un codice identificativo su caschi e divise che ci uniformerà ai paesi in cui , la polizia e’ tutelata e coloro che delinquono vengono garantiti alla giustizia senza sconti. Siamo convinti che l’autorevolezza, non autoritarismo, della polizia sia stata spesso sacrificata con gravi ripercussioni su quello che è’ un senso di insicurezza diffuso . Bisognerebbe dotare di maggiori strumenti le forze di polizia ,spesso anche sprovviste di GAP , e creare una maggiore sinergia perché soltanto attraverso il coordinamento interforze si può contrastare il crimine e garantire una maggiore sicurezza.

Responsabili nazionali laboratorio sicurezza IdV
Aldo Di Giacomo
Susanna Loriga