petizione imu“ABOLIAMO TOTALMENTE L’IMU PREVISTA PER I TERRENI AGRICOLI”

TESTO DELLA PETIZIONE

La legge del 24 marzo 2015, n. 34/2015 di conversione in legge del decreto legge del 24 gennaio 2015, n. 4/2015, recante misure urgenti in materia di esenzione IMU, unitamente al decreto interministeriale del 28 novembre 2014, suddividono i Comuni in tre fasce altimetriche, introducendo l’Imu sui terreni agricoli sulla base della classificazione dei Comuni in totalmente montani, parzialmente montani e non montani.Le norme richiamate prevedono una imposizione non legata all’effettiva natura e posizione del singolo terreno: infatti, il decreto interministeriale del 28 novembre 2014, all’art. 2, denota un’assoluta incertezza con riguardo ai criteri applicativi, con particolare riguardo a quello dell’altitudine, ben potendo essere assoggettato ad imposizione un terreno posto a più di 600 metri in agro di comune posto notevolmente al di sotto di tale altezza.

Il Tar del Lazio, in virtù di tali anomalie, con i decreti 6651/2014, 6651/2014 e126/2015, ha sospeso il pagamento dell’Imu, riconoscendo l’assoluta incertezza dei criteri applicativi e l’irragionevolezza dell’imposizione a cui fa riferimento il decreto interministeriale del 28 novembre e consequenzialmente il decreto legge del 24 gennaio, nonché la relativa legge di conversione, che hanno riprodotto i medesimi, irregolari criteri.

Ma non è tutto: noi dell’Italia dell’IDV abbiamo rilevato che l’Imu sui terreni agricoli è una imposta patrimoniale che genera disparità di trattamento tra i contribuenti, in barba all’art. 3 (principio di uguaglianza) della Costituzione; il tributo,viola, parimenti, anche il principio costituzionalmente garantito della capacità contributiva, di cui all’art. 53 della Carta.

L’articolo 3 della Costituzione risulta, infatti, violato perché la base imponibile Imu è determinata, applicando al reddito dominicale dei terreni, rivalutato al 25%, due differenti moltiplicatori, secondo la categoria di appartenenza dei proprietari: un moltiplicatore pari a 135 nella generalità dei casi; un moltiplicatore pari a 75 per i terreni agricoli, posseduti e condotti da coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola, accompagnato da una griglia di ulteriori riduzioni.

Sulle due basi imponibili determinate, si applicherà l’aliquota deliberata dal Singolo Comune, originando due diversi importi Imu da versare, talvolta, anche superiori al triplo rispetto a quanto dovuto dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, generando quindi una palese violazione del principio di uguaglianza.

Tale disparità di trattamento è intollerabile, se solo si pensa ai tanti pensionati che sono costretti a coltivare i terreni per sbarcare il lunario.

Come detto, anche il principio della capacità contributiva, previsto dall’art. 53 della Costituzione, in base al quale i cittadini hanno il dovere di partecipare alle spese pubbliche in ragione della propria capacità contributiva, risulta violato in quanto la normativa Imu genera, a parità di reddito dominicale dei terreni, valori imponibili diversi.

Ecco perché noi di IdV, da sempre vicini ai cittadini in merito alla presente tematica, presentiamo la presente petizione, finalizzata a far abolire totalmente l’Imu sui terreni agricoli.

Noi dell’IDV riteniamo, parimenti, che debbano essere totalmente esentati dal pagamento della TASI anche gli immobili strumentali all’attività agricola (capannoni per depositi di attrezzi, stalle etc.).

Il settore dell’Agricoltura rappresenta, infatti, un comparto strategico per il nostro Paese da tutelare ad ogni costo.

Urge, quindi, un pieno riconoscimento del ruolo economico e di presidio territoriale dell’attività agricola, la quale svolge un ruolo vitale per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente, oltre a ridurre i rischi derivanti da dissesti idrogeologici su tutto il territorio nazionale.

Per tali ragioni vogliamo salvaguardare i diritti delle comunità locali, auspicando l’abolizione di questo tributo.

 

ITALIA DEI VALORI CHIEDE CHE

Il Parlamento Italiano adotti immediatamente iniziative legislative efficaci che prevedano:

LA ELIMINAZIONE TOTALE DELL’IMU PER I TERRENI AGRICOLI;

L’ESENZIONE DALLA TASI PER GLI IMMOBLI STRUMENTALI ALL’ATTIVITA’ AGRICOLA

 

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