Politiche sociali e Università: le false promesse del Governo

Politiche sociali e Università: le false promesse del Governo

Una settimana complicata, quella appena trascorsa nell’Aula della Camera. Una settimana lunga per approvare la norma più importante di ogni anno di legislatura: la manovra finanziaria. Quella norma con la quale, di fatto, si stabilisce il futuro del Paese, in tutti i settori: lavoro, mobilità, infrastrutture, pubblica amministrazione, sanità, sevizi sociali, cultura. Una manovra difficile, bisogna ammetterlo, specie in un periodo di crisi economica come quello che stiamo vivendo. Quest’anno, però, oltre ai tagli orizzontali, al di là dell’immaginazione, abbiamo assistito all’ennesima beffa di questo Governo: inondare gli italiani di false promesse. Come? Costruendo ad hoc degli “interventi” che a prima vista sembrano risolutivi, ma che si rivelano, poi, una palese farsa. Due argomenti mi hanno particolarmente coinvolto, anzi, sconvolto. La vicenda dei malati di SLA – con i quali ho manifestato, lo scorso 16 novembre, sotto il Ministero dell’Economia – e la questione dei ricercatori delle nostre università. Leggi Tutto

Una discarica sotto l’Expo 2015

Una discarica sotto l’Expo 2015

Ancora un ostacolo sul lungo e tortuoso cammino che dovrebbe portare alla realizzazione dell’Expo 2015. Non bastavano i ritardi infrastrutturali, i disguidi per la gestione sorti tra Letizia Moratti, sindaco di Milano e Commissario straordinario del governo per la manifestazione, e il governatore della Lombardia Roberto Formigoni, ma anche l’ombra della ‘ndrangheta, che sta mettendo in allarme tutte le istituzioni interessate, ora si sono aggiunte le irregolarità sui territori destinati ad ospitare parte delle strutture dell’Expo. Alcuni giorni fa, la procura di Milano ha sequestrato nel capoluogo lombardo un’area di 300 mila metri quadrati per anomalie nelle bonifiche autorizzate dal Comune e per la presenza di metalli tossici e diossina. La superficie, che si trova in zona Bisceglie, era stata recentemente indicata dall’amministrazione comunale per ospitare un progetto di riqualificazione in vista dell’Expo. Se non fossero intervenute le forze dell’ordine, coordinate dal pubblico ministero Paola Pirotta e non avessero messo i sigilli all’area incriminata – aprendo un fascicolo dove si ipotizzano i reati di avvelenamento di acqua, omessa bonifica e gestione di discarica a carico di una decina di indagati – sarebbero stati realizzati 2600 alloggi, un centro per giovani e anziani, una struttura sanitaria per disabili, un centro polisportivo. Insomma, un vero e proprio “paradiso sull’immondizia”, come lo hanno definito gli stessi inquirenti. È facile immaginare quali sarebbero stati non soltanto i danni ambientali ma anche le tragiche conseguenze per la salute dei futuri abitanti della zona.

L’autorizzazione alla bonifica dell’area era stata concessa alle società Antica Pia Marcia (gruppo Bellavista Caltagirone) e Torri Parchi di Bisceglie poi diventata Residenze di Bisceglie (gruppo Mangiarotti). I lavori dovevano essere effettuati dalle aziende Mspa e Arcadis srl che in realtà, secondo la procura, non hanno mai fatto nessuna vera operazione di risanamento ma solo attività di copertura delle materie tossiche. La loro giustificazione è che i costi di una pulizia approfondita superano i valori immobiliari del sito (165 milioni di euro, 700 euro al metro quadro, a fronte di una stima del territorio pari a 120 euro al metro quadro).

Anche se la società che si occupa direttamente dell’Expo non è in alcun modo coinvolta nell’inchiesta, ci si chiede come mai non siano state fatte opportune verifiche sullo stato della bonifica del territorio, prima di annunciare – come ha fatto a metà ottobre l’assessore all’urbanistica, Carlo Jasseroli – che sull’ex discarica sarebbe sorto il parco delle vie delle acque in vista dell’Expo 2015, spacciandola anche come “un’operazione brillante”, “un nuovo modo di costruire” che dai rifiuti fa emergere il verde. Peccato che, per il momento, siano riemersi soltanto metalli tossici e diossina.

È assurdo pensare che i lavori di costruzione siano cominciati senza che vi fosse “alcun certificato di collaudo di bonifica neanche parziale”, come si legge nel provvedimento con il quale il gip milanese, Cristina Di Censo, ha convalidato il sequestro d’urgenza dell’ex cava di Geregnano. Ancora una volta è stata la società civile a sopperire alle inefficienze della pubblica amministrazione, dato che i cittadini, organizzati in comitati locali, hanno raccolto informazioni e dati per denunciare questo cortocircuito tra profitto privato e salute pubblica.

Appoggiati da Legambiente Milano ovest e Italia Nostra, hanno condotto una vera analisi di rischio, con tanto di documentazione, che, attraverso un esposto consegnato alla magistratura, ha portato al sequestro dell’area a Bisceglie.
Per la prossima puntata di questa intricata storia, che non accenna a diventare chiara, dobbiamo aspettare martedì prossimo quando – si spera – l’assemblea generale del Bie (Bureau of International Expositions) darà il via libera alle grandi opere dell’Expo. Noi vi racconteremo quello che è giusto sapere su uno dei più grandi “affari” italiani.

 Annalisa Lospinuso

Ilva di Taranto, 700 precari in sciopero della fame

Ilva di Taranto, 700 precari in sciopero della fame

L’ILVA di Taranto è la più grande acciaieria d’Europa del gruppo Riva, quello della cordata Alitalia. Avvolta nel fumo degli scarichi la vedi di notte percorrendo la Strada Statale 100. Ti fa paura, somiglia a un enorme mostro, un drago i cui camini sputano lunghe lingue di fuoco.
Per Taranto è la vita. Sono 13.000 gli operai che ci lavorano, per buona parte precari, più l’indotto. L’ILVA per la città, però, è anche morte per il più alto numero di incidenti sul lavoro e per l’inquinamento che porta il cancro da diossina e benzo(a)pirene. Si vive per l’ILVA, ma si può anche morire.
L’ILVA per Taranto è come la FIAT per l’Italia. Il gruppo siderurgico ha preso tanti soldi pubblici, beneficiato di leggi speciali fino al decreto 155/2010 del 13 agosto scorso, detto anche salva-ILVA, con cui è stata data l’immunità a Riva per sfuggire all’ennesima indagine che lo vede accusato di disastro ambientale da emissione di benzo(a)pirene. Su quella Legge pesa il ricatto dei licenziamenti, che poi puntualmente arrivano! Leggi Tutto

Rai: Masi e Minzolini sfiduciati dal buonsenso

Rai: Masi e Minzolini sfiduciati dal buonsenso

La Rai è sempre più al centro delle polemiche. La grave situazione al suo interno si ripercuote negativamente su ogni attività. Nel generale clima di insoddisfazione va segnalato l’eclatante risultato del referendum indetto dall’Usigrai sul Direttore Generale Mauro Masi, che ha raccolto quasi 1.500 voti di giornalisti che per oltre il 90% gli hanno negato la fiducia. Un “verdetto” trasversale alle diverse appartenenze politiche che dovrebbe consigliare al DG della Rai una onorevole uscita di scena e spingere il Parlamento, chiamato la prossima settimana a discutere le mozioni sul pluralismo, ad abbandonare ogni logica di schieramento e ad esprimere un voto in sintonia con il grido d’allarme lanciato dai professionisti della comunicazione Rai.
Ma a tenere alta l’attenzione sulla Tv di Stato ci sono anche la denuncia presentata dal sindacato dei giornalisti Rai e Stampa Romana contro l’azienda, per comportamento antisindacale, e il marasma interno al Tg1, Leggi Tutto

Cinecittà torni all’eccellenza

Cinecittà torni all’eccellenza

Manifestazione oggi pomeriggio presso gli studi di Cinecittà di Roma, per protestare contro la grave situazione in cui si trova il settore cineaudiovisivo, che svolge un ruolo trainante di tutta l’economia di Roma e del Lazio e di tutta la filiera produttiva: fra Cinecittà Studios, Cinecittà Luce e Cinecittà digital vi sono 400 dipendenti, e più in generale tra registi, attori e maestranze specializzate si arriva nel Lazio a 6000 addetti. Si calcola un indotto di 10.000 piccole e medie imprese artigianali del settore cineaudiovisivo con circa 100.000 posti di lavoro. All’iniziativa di oggi erano presenti anche Antonio Di Pietro, Vincenzo Maruccio, responsabile regionale IdV, Giulia Rodano, consigliere regionale IdV, e Maurizio Zipponi, responsabile nazionale Lavoro e welfare IdV, che hanno voluto manifestare la loro vicinanza a tutti gli operatori di un mondo oggi in grave difficoltà. Leggi Tutto

La discarica di Malagrotta: l’oro di Roma e la bomba ad orologeria

Non c’è solo Napoli, molte zone d’Italia sono a rischio emergenza rifiuti come accade in Campania. Per evitare un’altra Terzigno, l’Italia dei Valori ha promosso una riflessione per far uscire il paese da un circolo perverso, nel quale sui rifiuti prima si specula e poi si cerca di nasconderli sotto la sabbia della propaganda. E’ innegabile che in Italia i rifiuti vengano visti come business, da parte delle istituzioni, degli imprenditori e anche della criminalità organizzata che ci lucra, salvo poi definirli “emergenza” quando i cittadini si trovano soffocati dalla spazzatura e ammalati dal disastro ecologico che le fatiscenti discariche sparse per il Belpaese creano. Per questo mercoledì ho visitato la discarica di Malagrotta, la più grande d’Europa, che sta alle porte di Roma, in un ambiente ad alto rischio, dove una raffineria, un gassificatore, la discarica, 4 impianti di stoccaggio e un inceneritore per rifiuti ospedalieri, convivono con le aziende agricole che vendono carne e prodotti agricoli ai cittadini di Roma, senza piani di sfollamento nel caso di disastro ecologico.

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