Camera: Reddito persone fisiche

 Modifica dell’articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, in materia di determinazione sintetica preventiva del reddito delle persone fisiche e di rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle medesime (3764) (presentata l’11 ottobre 2010, annunziata il 12 ottobre 2010)

Maltempo. De Toni: Matteoli venga in Aula e dirigenti rete trasporto siano rimossi

“Puntualmente, con l’inverno arriva il maltempo e come ogni anno gli italiani sono costretti a subire disagi incredibili: sono bastati pochi centimetri di neve a causare l’implosione del sistema, che ha gravemente danneggiato i cittadini. I dirigenti delle infrastrutture coinvolte non se la caveranno con il solito scaricabarile o con pochi euro di risarcimento: gli amministratori delegati di Anas, Fs e Autostrade devono essere immediatamente rimossi”. È quanto afferma Gianpiero De Toni, Capogruppo Idv in Commissione Infrastrutture al Senato, che aggiunge: “Il sistema dei trasporti italiano è privo di una manutenzione idonea, di un efficiente sistema di informazione agli utenti e di un piano di intervento tale da garantire la funzionalità della rete. I cittadini hanno scontato l’inadeguatezza del sistema, e allo stesso modo chi ha causato gli enormi disagi ora dovrà pagare. A cominciare da Matteoli: gli ricordo che è Ministro delle Infrastrutture, non può chiamarsi fuori dalle responsabilità ma anzi, dopo l’incontro con i vertici dei trasporti di oggi, deve subito venire in Aula a spiegarci come sia potuto accadere un disastro simile. Con tutta evidenza, a Castellucci di Autostrade, Moretti di Fs e Ciucci di Anas importa solo l’aumento dei propri profitti, non la funzionalità del servizio pubblico; lo stesso Gabrielli delle Protezione civile, che si è persino azzardato a dare la colpa agli italiani, farebbe meglio a lasciare a chi di competenza il suo incarico. È un’intera classe dirigente – conclude De Toni – che deve andare a casa per il bene dell’Italia”.

Ior. Lannutti: Troppe ombre sulla finanza vaticana, serve chiarezza

“La decisione del Gip Maria Teresa Covata di respingere la richiesta di dissequestro dei 23 milioni depositato presso un conto del Credito Artigiano deve indurre lo Ior ad aprire i suoi archivi: la banca vaticana situata al centro di Roma non può operare in condizione di extraterritorialità come si trattasse di un paradiso fiscale, le norme sulla trasparenza devono valere per tutti”. È quanto afferma Elio Lannutti, Capogruppo Idv in Commissione Finanze al Senato, che aggiunge: “L’indagine dei pm Stefano Rocco Fava e Nello Rossi, che vede coinvolti il Presidente Gotti Tedeschi e il direttore generale Cipriani per omesse comunicazioni sulla normativa antiriciclaggio impone una doverosa collaborazione con i magistrati per spiegare le operazioni losche, come gli scandali degli appalti del G8, che lo Ior avrebbe consentito. È gravissimo che l’istituto di credito avrebbe approfittato della propria inavvicinabilità da parte delle autorità italiane per ‘lavare’ capitali illeciti, per questo – conclude Lannutti – ora è necessario che si faccia chiarezza sulle troppe ombre che pesano sulla finanza vaticana”.

Università. Li Gotti: il ddl Gelmini è palesemente incostituzionale

 

“Il ddl di riforma dell’Università è palesemente incostituzionale. Lo è per svariate ragioni, ma ve ne sono tre particolarmente significative e cioè quelle relative all’autonomia universitaria, alla gestione del fondo per i premi agli studenti meritevoli e al trattamento del personale docente”. Lo ha detto il senatore Luigi Li Gotti dell’Italia dei Valori, illustrando in Aula la questione pregiudiziale di costituzionalità al ddl Gelmini presentata dall’IdV. “Per quanto attiene al tema dell’autonomia universitaria – ha spiegato – questa viene stabilita sulla base della verifica di due condizioni: stabilità e sostenibilità del bilancio e risultati di elevato livello nel campo della didattica e della ricerca. Due condizioni la cui verifica non è però affidata a legge dello Stato ma un decreto ministeriale, e questo è palesemente contrario alla Costituzione. Leggi Tutto

Scontri Roma. Belisario: No al terrorismo politico

«Non bisogna alimentare il terrorismo politico, come ha fatto Gasparri che vuole incendiare il clima del Paese». Lo afferma il Presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, secondo il quale “un governo senza maggioranza tra gli elettori e con una maggioranza raccogliticcia in Parlamento, mostra i muscoli che non ha e crea tensione sociale nel Paese, proprio l’esatto opposto di quello che il Capo dello Stato va predicando da sempre».
“IdV farà un’opposizione dura, nelle forme che il Parlamento consente – continua Belisario – ma ci saremo anche fuori dal Parlamento, per dire basta col clima di odio, basta con l’arroganza. La protesta civile, legittimata, legittima, deve essere anche nelle vie e nelle piazze, perché la protesta fa crescere un Paese. I violenti vanno isolati, ma non esaltando il clima di odio, quanto piuttosto cercando il dialogo con studenti, ricercatori e precari».
Invece, per Belisario «la Gelmini non ha ascoltato nessuno: non ha ascoltato gli studenti, non ha ascoltato i precari, non ha ascoltato i ricercatori. Così distrugge l’università, la ricerca e il futuro dell’italia».

Università. Giambrone: Governo vuole commissariare gli Atenei

“Una maggioranza ormai giunta al capolinea tira dritto con la solita arroganza a destrutturare l’istruzione pubblica con questo indecente Ddl Gelmini: una controriforma che ingabbia le Università in un estremismo burocratico, che mortifica la meritocrazia e l’autonomia in nome di un disegno volto al commissariamento degli Atenei. Noi dell’Italia dei Valori useremo tutti i mezzi che il Parlamento ci consente per impedire che venga scritta un’orrenda pagina della storia italiana”. È quanto afferma Fabio Giambrone, Capogruppo Idv in Commissione Istruzione al Senato, durante il suo intervento in Aula alla presenza del Ministro Gelmini. “Ormai – prosegue Giambrone – è chiaro che questo Governo considera le politiche culturali come marginali e secondarie rispetto alle politiche economiche e di bilancio. Si cerca di instaurare un sistema che vede le Università controllate dal Ministero dell’Istruzione, il quale è a sua volta sotto il controllo del Ministero dell’Economia che impone tagli a mai finire. Per questo siamo in piena emergenza democratica, sociale e culturale che voi della maggioranza siete solo capaci di ridicolizzare. Abbiamo tentato, in sede di Commissione, di suggerire alcuni correttivi per limitare i danni, ma il Governo è sordo alle richieste di interlocuzione: è l’intero Paese che vi chiede di fermarvi. Bisognerebbe garantire una maggiore autonomia e professionalità degli Atenei, stanziare risorse per sviluppare l’eccellenza, promuovere la dimensione europea dell’istruzione, sostenere le attività di ricerca: finanziare l’istruzione non è un costo, ma un investimento per il futuro delle nuove generazioni. Noi dell’Idv – conclude Giambrone – siamo fortemente impegnati al fianco della protesta di studenti, docenti, ricercatori e personale amministrativo di tutto il mondo universitario per fermare questo scempio”.

Privatizzazioni contro parentopoli e scarsa efficienza

Privatizzazioni contro parentopoli e scarsa efficienza

Il centrodestra si era presentato all’Italia come una coalizione attenta al mercato e alla concorrenza. In realtà, però, in questi anni il governo Berlusconi ha fermato il processo di liberalizzazione dei mercati e di privatizzazione delle aziende pubbliche, in particolare ha bloccato l’apertura dei servizi – penso alle professioni – e la liberalizzazione di quelli pubblici locali che svolgono varie funzioni legate ai cittadini e alle imprese economiche (energie, trasporti, smaltimento dei rifiuti…). Il fatto che queste prestazioni locali siano in gran parte, in quasi tutte le città italiane, affidate ai Comuni, spesso in regime di semimonopolio, ha diminuito i vantaggi che i cittadini avrebbero potuto ricevere dalle liberalizzazioni avviate dal governo Prodi e dai precedenti esecutivi del centrosinistra.
Quindi si è creato un collo di bottiglia: le liberalizzazioni fatte a livello centrale si sono bloccate a quello locale perché incontrano dei monopoli gestiti da enti pubblici. Su questo fronte c’erano diverse proposte di legge mai portate avanti. Leggi Tutto

14 dicembre 2010, una giornata di mobilitazione anche dei lavoratori della conoscenza

I settori della cultura chiedono la fine dei tagli finanziari che non consentono di migliorare la qualità educativa e formativa delle nostre istituzioni a tutti i livelli; chiedono la fine del precariato, la valorizzazione di tutte le figure professionali, il diritto al contratto collettivo; la democrazia nei luoghi di lavoro.
Il ministro Gelmini aveva detto che con le sue riforme sarebbe stato premiato il merito, invece, come fanno presente i professori universitari, gli anziani se ne vanno e i giovani restano al palo. Sin dall’inizio l’Italia dei valori si è schierata contro questo susseguirsi di tagli indiscriminati. Già da tempo erano evidenti, non solo a noi, ma anche agli insegnanti, agli ATA, agli studenti, ai genitori e alle associazioni, le ambiguità e le disomogeneità di questi provvedimenti. Con falsi proclami e vuote promesse il Ministro e la sua maggioranza sono andati avanti a testa bassa. Non hanno mai guardato oltre il proprio naso, altrimenti si sarebbero accorti degli scioperi e delle occupazioni, messi in atto da chi nella scuola lavora ogni giorno e sta vedendo irrimediabilmente depauperata la qualità di questo comparto. Leggi Tutto

14 dicembre: una giornata difficile, tra guerriglia urbana e manifestanti in piazza

14 dicembre: una giornata difficile, tra guerriglia urbana e manifestanti in piazza

Ieri nel centro di Roma si è respirata atmosfera da guerriglia urbana. In mattinata gli studenti universitari e medi si sono dati appuntamento in più piazze della capitale per dar vita a diversi cortei e continuare la loro protesta contro i tagli del governo alla Scuola e all’Università. Molte altre città d’Italia hanno visto le loro piazze e le loro strade gremite di studenti. Sì, perché sono mesi oramai che il mondo della scuola e dell’università con modalità più o meno discutibili, come occupazioni, autogestioni, scioperi o lezioni in piazza, sta cercando di smuovere l’opinione pubblica e sensibilizzare il governo sugli effetti devastanti che i tagli al sistema dell’istruzione stanno producendo al diritto allo studio e alla ricchezza culturale del nostro Paese. Ma a manifestare il loro profondo disagio ieri in piazza non c’erano solo studenti; si sono formati altri cortei composti dalle persone più disparate: i cittadini dell’Aquila che, a più di un anno e mezzo dal disastroso terremoto, lamentano gli interventi inefficaci e tardivi del governo; Leggi Tutto

Vittoria di cartapesta

Vittoria di cartapesta

L’esito del voto di oggi non cambia le carte in tavola. L’esiguo margine col quale il Governo ha ottenuto la fiducia alla Camera, sottolinea ancor di più la debolezza di un esecutivo appeso, ora, agli starnuti di uno o due parlamentari. La storia insegna: il centro sinistra non riuscì a governare nel 2006, avendo in Senato tre voti di vantaggio e tra i senatori un solo esponente di governo, il ministro della Giustizia, Clemente Mastella. Il governo Berlusconi ha circa 40, 50 tra ministri, viceministri e sottosegretari che sono anche parlamentari e quindi non assicurerebbero la loro presenza in Aula per le votazioni. Già nei mesi scorsi il governo pendeva non di 4 o 5 voti, ma di 40, 50. Quindi, indipendentemente da ciò che è accaduto oggi, il governo è destinato comunque a cadere.
Ma il voto della Camera ha segnato la clamorosa sconfitta politica di Fini e di chi lavorava all’ipotesi, giusta o sbagliata che fosse, di dar vita ad un governo di larghe intese senza Berlusconi. Leggi Tutto

Una lunga catena umana attorno alla zona rossa

Una lunga catena umana attorno alla zona rossa Posted by Gianfranco Mascia on dicembre 13th, 2010 La pagina Facebook de “Il Popolo Viola”, grazie alle numerosissime sollecitazioni arrivate all’account di servizio di Facebook, è stata riaperta dopo 5 ore. Ringraziamo tutti coloro che si sono spesi con mail, post e telefonate a Dublino direttamente alla sede di Google Europa. E’ un buon segno che – se la mobilitazione è condivisa – porta i suoi buoni frutti. Riprendiamo allora il filo del nostro discorso sulle mobilitazioni in occasione del voto di sfiducia. Come temevamo, domani 14 dicembre il Governo ha deciso di blindare il centro di Roma – come mai era accaduto prima – per “preservare i luoghi delle istituzioni”. Leggi Tutto

ROMA, INSEGNANTI E GENITORI OCCUPANO LE SCUOLE

Ieri, alcuni insegnanti precari e di ruolo, insieme ad una componente di genitori, hanno occupato l’istituto professionale J. Piaget che si trova nel quartiere di Cinecittà a Roma. La decisione di ricorrere a questa forma di protesta è stata il frutto di una lunga e partecipata assemblea, tenutasi nel pomeriggio all’interno del medesimo istituto. Sono intervenuti, mettendo a confronto le loro idee ed esperienze, esponenti di tutte le componenti del mondo dell’istruzione: studenti di diversi istituti, insegnanti, dirigenti scolastici, ricercatori e docenti universitari. Nel momento in cui è in atto una fortissima mobilitazione del mondo della cultura e dell’istruzione contro i tagli dissennati di questo governo, i mezzi di comunicazione risultano spesso silenti o evasivi, purtroppo spesso assegnano un canale preferenziale a notizie e indiscrezioni che rientrano per lo più nella categoria del gossip. Leggi Tutto

Approvati tutti i referendum Idv: la parola torna ai cittadini

Approvati tutti i referendum Idv: la parola torna ai cittadini

Le firme ci sono e sono ben più di quelle necessarie: quasi due milioni. La Corte di Cassazione ha ammesso i tre referendum promossi, nel maggio scorso, dall’Italia dei Valori. Grazie ai primi due quesiti, di qui a pochi mesi i cittadini potranno decidere su due nodi che riguardano direttamente la loro vita: il ritorno al nucleare e la privatizzazione dell’acqua.
Inoltre, se la Corte Costituzionale, in gennaio, giudicherà costituzionale la legge sul legittimo impedimento che Berlusconi ha fatto varare solo per mettersi al riparo dai processi e dalle sentenze che lo aspettano, saranno gli stessi cittadini ad avere finalmente l’ultima parola su una legge che tutela un uomo solo, Silvio Berlusconi, ma che tira in ballo la dignità dell’intero Paese e dalla cui cancellazione dipende la sopravvivenza di un principio fondamentale della civiltà, ovvero l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Leggi Tutto

I ‘campioni’ della politica lavorano a un ‘Berlusconi bis’

I ‘campioni’ della politica lavorano a un ‘Berlusconi bis’

Anche se il Parlamento è chiuso, sotto le ceneri la politica cova, trama, s’infiamma, si “compra” e si “vende” in vista del 14 dicembre, giorno della fiducia/sfiducia al Governo. In un quadro che vede, in particolare, finiani e berlusconiani gli uni contro gli altri armati, spuntano spiragli di trattativa tra Silvio Berlusconi e il cosiddetto Terzo polo (Udc-Fli-Api) che ha depositato alla Camera una mozione di sfiducia firmata da 85 deputati. Dietro le polemiche mediatiche, in realtà, i soliti maneggioni starebbero cercando una soluzione alla probabile crisi di governo che serva ad evitare sia le elezioni anticipate, sia una nuova maggioranza senza Pdl e Lega. In pratica un Berlusconi bis.
Il Cavaliere, secondo questa ipotesi, con il consenso di Bossi, accoglierebbe le condizioni di Casini e Fini per un nuovo governo allargato all’Udc. E il “giochetto” è fatto. Punto e a capo. Di questo si starebbe discutendo nelle riunioni riservate e nelle ambasciate delle colombe di partito che ultimamente lavorano senza sosta. Leggi Tutto

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