Olio d’oliva : Difendiamo il made il italy

XylellaLa contraffazione dell’olio d’oliva che si configura come reato penale potrebbe essere punito con una semplice sanzione amministrativa. E’ quanto prevede l’articolato presentato dal Governo in Senato (atto n. 248 –art.4 – comma 1), relativo al Regolamento UE n.29 del 13 gennaio 2012 riguardante le norme di commercializzazione dell’olio d’oliva. Si tratta di frode in commercio e come tale è punibile ai sensi degli art. 515 e 517 del codice penale. Se venisse approvato lo schema di decreto legislativo di cui sopra, chi non rispetta l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del prodotto rischierebbe, appunto, soltanto una sanzione amministrativa. Un provvedimento al quale noi di IDV ci opponiamo con forza e, perciò, invitiamo il Parlamento a respingere la proposta a tutela del made in Italy e al fine di non agevolare l’agropirateria già ampiamente diffusa e non sempre contrastabile nonostante il forte impegno della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale dello Stato. Ed è proprio grazie a quest’ultimo che recentemente sono state sequestrate oltre settemila tonnellate di falso olio made in Italy

proveniente da Paesi extracomunitari come Siria, Marocco, Turchia e Tunisia. In proposito, rivolgiamo nuovamente un forte appello al Parlamento Europeo affinchè, nella seduta dell’11 gennaio p.v., rigetti la proposta dell’esecutivo di autorizzare l’esportazione in Europa di ulteriori 35 mila tonnellate di olio d’oliva tunisino per l’anno 2016 ed altrettante per l’anno 2017 oltre alle già autorizzate 56.700 tonnellate senza dazio e senza restrizioni. Una decisione che, ribadiamo, dovrà essere assolutamente respinta per i danni economici che subirebbero i produttori dei Paesi mediterranei ed in particolare gli olivicoltori italiani già gravemente danneggiati dal batterio Xylella fastidiosa.

Angelo Caruso
Responsabile nazionale del Laboratorio agricoltura dell’Idv