Nuovo rinvio per il pagamento dell’IMU agricola.

shutterstock_252691036La Commissione Finanze e Tesoro ha approvato un emendamento presentato dalla Sen. Orrù che sposta il pagamento della tassa dal 10 febbraio scorso al 31 marzo prossimo. Avevamo proposto la totale abolizione dell’imposta perché riteniamo e ribadiamo che l’agricoltura, già particolarmente gravata da una tassazione insostenibile e da un mercato estero che riesce sempre di più ad imporre i propri prodotti nella grande distribuzione nazionale non può e non deve ancora dare, ma piuttosto deve ricevere più sostegno e più incentivazione.Già essa subisce le immancabili variazioni climatiche,   le calamità naturali e, come è accaduto quest’anno,l’insorgenza di alcune fitopatie che hanno ridotto i raccolti in diverse regioni d’Italia come , per esempio il batterio Xylella che ha colpito principalmente gli uliveti del Salento.

E poi, bisogna riconoscere il ruolo economico e di presidio territoriale dell’attività agricola la quale svolge un ruolo vitale per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente, oltre a ridurre i rischi derivanti da dissesti idrogeologici su tutto il territorio nazionale.

Avevamo anche rilevato l’incostituzionalità della tassa per violazione dell’art. 3 e 53 della Costituzione e aggiungiamo inoltre che gli immobili strumentali dell’attività agricola ( capannoni per depositi di attrezzi , stalle ecc…) vanno esentati dal pagamento della TASI.

Auspichiamo, perciò, che nella fase di conversione del decreto IMU il Governo si ravveda e cancelli definitivamente l’iniqua imposta come noi dell’IDV abbiamo più volte dichiarato.

Angelo Caruso

Responsabile Nazionale Laboratorio Agricoltura