Minori, Idv: si allontanamento da famiglia mafiosa

In Calabria accade sempre più spesso
“Sosteniamo con forza la magistratura minorile che, nei casi conclamati, allontana dai genitori i figli di età minore che sono coinvolti in attività di stampo mafioso. Se compito dello Stato è sconfiggere le mafie lo è altrettanto, nel frattempo, quello di evitare che tante vite di bambini ed adolescenti incolpevoli della loro condizione sociale siano definitivamente predestinati alla perdizione con un futuro di vita nell’illegalità fino alla carcerazione o all’assassinio”. E’ quanto si legge in una nota congiunta  di Ignazio Messina, segretario nazionale dell’Idv e del senatore Francesco Molinari, componente della commissione antimafia.  “Soprattutto – continuano gli esponenti Idv –  come quando,cosa che capita con sempre maggiore frequenza- sono gli stessi genitori a chiederlo per salvare i loro figli. Sono sullo stesso piano i due beni giuridici da tutelare: quello di eliminare le mafie e quello di proteggere le persone di età minore ingiustamente coinvolte; e possono anche camminare congiuntamente. D’altra parte, la risoluzione ONU del 1990, presentata dall’Italia, sull’uso strumentale di minori in attività criminali – concludono – dice che devono pagare (doppio) gli adulti responsabili e non i minori, indifesi e vittime. Questa, peraltro, è la risposta migliore a tesi aberranti che di tanto in tanto spuntano per cui bisognerebbe abbassare l’età minore (fino a sedici anni) per punire i ragazzi delle mafie. Misura estrema,  dolorosa ma necessaria al punto che in alcuni casi,e in calabria accade sempre più spesso,  sono le stesse madri a chiederlo per salvare i figli da un destino segnato”.