
Siamo doppiamente soddisfatti: “qualcosa” di grande e rivoluzionario su “questo” si può fare e siamo stati noi a proporlo. Ci sono questioni, importanti, nella nostra mozione, che segna una svolta radicale nel sistema di lotta all’evasione.
La prima, il metodo della rivoluzione tecnica e culturale. Questa è la rivoluzione che noi chiediamo venga applicata: incrociare i dati che emergono da tre voci: dichiarazioni di reddito, spese effettuate e informazioni fornite dallo spesometro. Insomma, passare dal metodo attuale delle dichiarazioni dei redditi, che rappresenta ormai la preistoria della lotta all’evasione, ad un sistema che, ogni anno e per tutti gli anni, incroci i codici fiscali di ogni famiglia, con i redditi totali, le spese sostenute e i dati dello spesometro.
Seconda questione. Con la nostra proposta, chiediamo che venga sottoscritto un patto d’onore, sacro, tra “governo-contribuente”, per far sì che ogni euro recuperato dall’evasione sia un euro in meno di tasse.
Terza questione, l’introduzione di una norma di legge, in nome della trasparenza, che preveda l’inserimento in bilancio della voce “tax gap”, ovvero la cifra che il governo prevede di recuperare dalla lotta all’evasione.
Quarta, e ultima questione. Il sistema da noi proposto diventa strumento indispensabile per la lotta alla criminalità organizzata, che rappresenta il più grande produttore di liquidità non giustificata. Il nostro modello è un colpo mortale all’evasione, all’illegalità, alla criminalità. Secondo i nostri calcoli, si possono recuperare fino a 200 miliardi l’anno, fin qui totalmente evasi. Italia dei Valori ha fatto la sua proposta. Il Governo ha battuto un colpo. Ora, si proceda velocemente.
Evasione, IdV incrocia i dati non le dita




