Lo scorso 19 maggio Regione Liguria, Comune e Provincia di Genova insieme con i Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca hanno firmato con la multinazionale svedese Ericsson Telecomunicazioni spa l’accordo di programma che prevede un finanziamento complessivo di 41,9 milioni di euro (11 milioni di Regione Liguria) per la realizzazione del nuovo Centro di ricerca e sviluppo di apparati e sistemi di telecomunicazioni dell’azienda all’interno del nuovo Parco scientifico e tecnologico di Erzelli a Genova del costo complessivo previsto pari a 73,3 milioni di euro.Non sono passati neppure due mesi dall'inaugurazione della nuova sede genovese del colosso svedese delle Tlc ed ecco che l'azienda annuncia ai sindacati una “procedura per la risoluzione del rapporto di lavoro con conseguente collocazione in mobilità” per 374 lavoratori su 5mila nelle 18 sedi in Italia, di cui 94 proprio nella sede di Genova (un terzo del totale degli esuberi individuati dall’azienda).
Italia dei Valori presenterà domani in consiglio regionale della Liguria un ordine del giorno in cui si impegna il presidente Burlando e la giunta a chiedere nelle sedi competenti chiarimenti sul destino occupazionale dei circa 800 lavoratori Ericsson di Genova e ad attivarsi affinché siano mantenuti gli attuali livelli occupazionali del centro di Ricerca & Sviluppo di Ericsson Telecomunicazioni spa a Genova cofinanziato con i contributi pubblici in base all’accordo di programma da 41,9 milioni di euro, di cui 11 della Regione Liguria.
Dopo le dichiarazioni fatte meno di due mesi fa dal presidente di Ericsson Cesare Avenia in occasione dell’Innovation Day sulla collina degli Erzelli, ci si aspettava che potessero essere annunciate nuove assunzioni da parte dell’azienda o altre forme di investimenti sulle risorse umane, di certo non esuberi per oltre il 10% dell’attuale forza lavoro di un’azienda che, mi risulta, in salute.
Ora non ci resta che capire se gli esuberi dichiarati dall’azienda saranno mobilità volontarie che consentano un ricambio generazionale tra i ricercatori o siano veri e propri tagli finalizzati alla riduzione dell’organico. Se così fosse, auspico un impegno forte da parte di tutte le forze politiche affinché venga salvaguardata un’eccellenza del territorio genovese.
Inoltre, non vorremmo assistere a film già visti, come nel caso di Nokia Siemens Networks, in cui le multinazionali prima si insediano godendo di corposi finaziamenti pubblici e poi, con la motivazione (vera o presunta) della crisi, tagliano centinaia di posti di lavoro.
Ricordo che, secondo l’indagine Dixet-Confindustria Genova pubblicata a febbraio 2012, il comparto dell’alta tecnologia nel capoluogo ligure ha registrato un incremento del 2,2% nel fatturato tra il 2010 e il 2011 con previsioni di crescita del 6,6% per il 2012 e un aumento dei dipendenti del 4,2% (2010-2011) con un previsto per l’anno in corso dell’1,1%. Inoltre, nel libro bianco Dixet “Genova 2021-Il ruolo strategico della Tecnologia” dicembre 2011, il Parco degli Erzelli è indicato come “volano decisivo per la crescita dell’industria high tech nel prossimo decennio” ed è sottolineata l’importanza strategica per la buona riuscita dell’operazione della presenza di Ericsson Telecomunicazioni spa.
Genova e tutta la Liguria non possono permettersi di perdere altri posti di lavoro, ma soprattutto di frenare il processo di espansione, già ben avviato come dimostrano i dati recenti, del settore dell’innovazione, delle Tlc e Ict che rappresentano una concreta opportunità nel futuro occupazionale di questa regione. In vista anche del trasferimento della facoltà di Ingegneria agli Erzelli, autentica eccellenza ai primi posti in Italia per didattica, occorre una presa di posizione forte da parte delle istituzioni perché sia chiaro che Genova crede davvero nell’occasione rappresentata dalla ricerca e dall’innovazione per invertire la fuga di cervelli e diventare finalmente catalizzatore di nuove professionalità.



