Manovra: Messina, industriali non facciano i politici

Sono stato candidato al senato a Brescia alle ultime elezioni e ho visto gli industriali Bresciani fare pubblicamente la ola, all’allora ministro Calenda. Ieri, dopo meno di 4 mesi, ho sentito Boccia presidente di confindustria dire che Calenda non sa nemmeno organizzare una cena e che lui punta sulla Lega di governo. Ora, non tanto per difendere Calenda ma per evidenziare che coerenza e serietà sono l’unico argine ai facili populismi e al degrado sociale, culturale ed economico del Paese dico: ma non sarebbe meglio che gli industriali, sopratutto chi li presiede, si occupassero di impresa e non di tifo politico? All’Italia serve una confindustria che esamini le proposte economiche, da chiunque queste provengano, formulando critiche e fornendo spunti di miglioramento con l’obiettivo di garantire il diritto, costituzionalmente garantito, di fare impresa sana nell’interesse di tutti i cittadini onesti.Sono convinto che una industria sana e libera svolge una funzione sociale, combatte la disoccupazione vera di chi cerca lavoro, non lo trova ma lo cerca veramente (altro che sussidio/reddito di cittadinanza promesso anche a chi il lavoro non sa nemmeno cosa sia!) ed è determinante per spingere in avanti positivamente l’economia, una industria asservita alla politica è debole e non garantisce sviluppo e futuro”.

Così Ignazio Messina segretario nazionale dell’Idv.