Martedi, 22 Maggio 2012

Tu sei in Leoluca Orlando London School of economics: ‘La criminalità dei potenti e il declino dell’Italia’
09
Feb
2012

London School of economics: ‘La criminalità dei potenti e il declino dell’Italia’

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La redazione IDV

Quando una giornata può essere definite memorabile? Quando un giudice e un politico che hanno dedicato la loro vita al servizio dello Stato fanno i complimenti a un gruppo di giovani per il loro impegno civile.

Questo è quanto e’ accaduto a Londra lunedì scorso, alla London School of Economics. I ragazzi dell’Italia dei Valori Regno Unito e i ragazzi dell’Italian Society della London School of Economics hanno invitato, per una lezione pubblica, il procuratore Roberto Scarpinato, una vita passata a combattere la mafia dai banchi dei tribunali, e il portavoce nazionale dell’IdV, l’onorevole Leoluca Orlando, una vita passata a combattere la mafia dai banchi della politica e tra la gente. Gli ospiti hanno spiegato ai giovani presenti quale sia il vero problema dell’Italia: l’esistenza di un sistema criminale dei potenti di cui la mafia è soltanto una delle declinazioni esistenti. L’incontro è stato moderato da Caterina Soffici del Fatto Quotidiano e gli ospiti sono stati introdotti da Niccolò Regoli, presidente del’Italian Society della LSE, e da Manfredi Nulli, responsabile organizzazione dell’Italia dei Valori Estero.
Nel suo intervento, Scarpinato ha sostenuto che la corruzione più pericolosa  si manifesta come sistemica, come codice culturale dei potenti  che si auto garantiscono l'impunità. Scarpinato ha concluso affermando che la Costituzione del 1948 è l’ultimo baluardo di difesa dello Stato di diritto e che le forze di opposizione al sistema dei potenti, politiche e sociali, ora troppo frammentate, dovrebbero unirsi in una lotta comune a difesa dello Stato.
L’intervento di Orlando è stato un concentrato di passione e vita. Orlando ha condiviso il suo orgoglio di essere siciliano e italiano. Ha spiegato che, proprio per questo suo amore verso la sua terra, ha sempre detto in pubblico quali siano i veri nemici della Sicilia e dell’Italia: i mafiosi e i loro complici, che costituiscono un vero e proprio sistema di potere. Orlando ha concluso sostenendo che dobbiamo investire nelle persone, conoscere, riconoscere e valorizzare le loro radici culturali e farli sentire parte attiva dello Stato.
Alla fine del seminario alla LSE, i ragazzi si sono messi in fila per farsi firmare alcune copie del libro di Scarpinato, “Il ritorno del Principe”, e del libro di Orlando, “Fighting the mafia and renewing sicilian culture”.
Dopo l’incontro, Orlando e Scarpinato, insieme a Caterina Soffici,  sono stati ospiti dei ragazzi della LSE e dell’IDV per una cena in una Trattoria in Bond Street. Un’occasione questa per continuare ad interrogare i due relatori circa il fenomeno mafia e il declino del nostro Paese.

La visita londinese di Orlando e Scarpinato ha riscosso un grande interesse non solo tra il pubblico italiano. Il giorno seguente, Orlando e Scarpinato, accompagnati da Manfredi Nulli, Fernanda Casale e Fabrizio Martino, sono stati invitati a Westminster da Lord Alderdice, leader della Camera dei Lords, per discutere di lotta alle criminalità organizzate. All’incontro ha anche partecipato George Turner, dello staff di Simon Hughes, deputy leader dei libdem, che ha poi mostrato le sale del Parlamento agli ospiti. Lord Alderdice, che ha presieduto la commissione istituita per combattere l’IRA nell’Irlanda del Nord, ha raccontato di aver utilizzato l’Italia, la Sicilia e la esperienza palermitana come modello di riferimento. L’esempio italiano ha mostrato come fosse necessario impedire che l'IRA si strutturasse in un'organizzazione criminale come la mafia: radicata sul territorio e costituente un sistema complesso di potere criminale. Orlando ha quindi parlato del legame inscindibile tra perversione della identità delle persone e le organizzazioni criminali, in Sicilia come in altre realtà nazionali ed estere ( Cina, Giappone, Colombia, Messico, USA...). "I have to be proud of being Sicilian, but I cannot use my Sicilian identity (or Islamic or Irish) to limit other people’s freedom, or to harm them". La lotta alle mafie e, in generale, a tutti i fenomeni di cd perversione identitaria,  deve partire dalla capacità di coniugare rispetto della identità culturale con rispetto dei diritti umani di tutti e di ciascuno. Lord Alderdice ha spiegato quindi come anche nel caso dell'IRA si è capito che solo un irlandese poteva parlare ad un irlandese, che gli irlandesi avrebbero ascoltato soltanto un irlandese. Ha detto che il movimento di lotta all'IRA deve partire dagli irlandesi stessi. Orlando ha confermato questa teoria, essendo lui siciliano e politico in Sicilia. L’On Orlando ha offerto a Lord Alderdice copie di suoi scritti e i due si sono detti pronti a incontrarsi nuovamente in prossimo futuro per approfondire i temi discussi.

Manfredi Nulli
UK IdV