Legittima Difesa, Messina: presenti alcune nostre proposte

Il Senato ha approvato un testo che non risponde propriamente all’obiettivo, contenuto nel contratto di governo, di eliminare gli elementi di incertezza interpretativa sulla proporzionalità tra difesa e offesa. Le modifiche approvate accrescono, invece, quell’incertezza per la difficoltà di comparare gli elementi del vigente secondo comma dell’art. 52 con le novità del quarto comma (violenza o minaccia da parte di una o più persone) e del comma aggiunto all’art. 55 (presenza delle condizioni per la menomata difesa e di grave turbamento). Ma esso recepisce alcuni elementi della proposta di iniziativa popolare promossa da Italia dei valori,firmata da oltre due milioni di cittadini e da idv presentata al Senato, riguardanti l’aumento delle pene per la violazione del domicilio e la non risarcibilità del danno subito dall’intruso. Inoltre, ne recepisce i presupposti e i fondamenti relativi all’implicito riconoscimento del monopolio dello Stato nell’uso della forza (attraverso la rigida elencazione degli elementi che rendono legittima la difesa), alla non legittimazione dell’aumento della circolazione dell’uso delle armi e della cultura dello “sceriffismo”, alla necessità che vi sia una “difesa” (per cui non è legittimo sparare al ladro in fuga), all’indispensabilità di una pronuncia giurisdizionale senza automatismi assolutori. Questi punti ci soddisfano; confidiamo che le incongruenze siano eliminate alla Camera.” Cosi’ Ignazio Messina, segretario nazionale dell’idv