Lavoro, Bencini: Governo faccia chiarezza su infermieri ‘turnisti’

“Mi auguro che i decreti ministeriali tengano conto delle prerogative che ho esplicato nel mio odg, accolto come raccomandazione, perché al momento sembra proprio che il Governo non abbia ben compreso cosa sia un infermiere ‘turnista’ e quante sfaccettature possa avere questa professionalità”.  Negli emendamenti si chiedeva di fermare a oggi, ovvero a 66 anni e 7 mesi, il pensionamento per alcune categorie di lavoratori fra cui gli infermieri turnisti che, quindi, a 63 avrebbe potuto ottenere l’Ape Social. “Questa categoria di lavoratori – spiega la parlamentare – svolge l’attività lavorativa nei giorni festivi e nei sette giorni della settima, alternando mattina e pomeriggio, magari anche con reperibilità, e non solo di notte. Solitamente, nell’arco della vita lavorativa, l’infermiere rimane in turno, tra notti e reperibilità, nei primi 10-15-20-25 anni di lavoro, per poi frequentemente, chiedere di essere spostato in un reparto meno gravoso o quantomeno domanda di limitare la propria attività in un turno diurno. Dopo molti anni di servizio e anzianità diventa, infatti, notevolmente oneroso sostenere determinati carichi di lavoro”. “Sarebbe opportuno, dunque – aggiunge Bencini – specificare, nelle modifiche dei decreti ministeriali che verranno fatti, che gli infermieri turnisti sono quelli che ruotano sui sette giorni e nei festivi e non necessariamente nei notturni, come peraltro gli insegnanti di scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido. Allo stesso tempo – conclude – bisognerebbe evitare di applicare alla categoria il limite dei sette anni nei dieci precedenti il pensionamento, ma considerarli nell’intero percorso professionale, tenendo quindi conto della gravosità della professione in relazione all’intero percorso lavorativo del professionista infermiere in ambito sanitario”.

Lo dichiara la senatrice Idv, Alessandra Bencini, membro della Commissione Lavoro, che aveva presentato insieme ai colleghi Idv, Maurizio Romani e Francesco Romani, due emendamenti che sono stati respinti