Il sondaggio Demos pubblicato oggi da Repubblica è il miglior incoraggiamento per l’Italia dei Valori ed è la dimostrazione che dopo anni di ipnosi berlusconiana i cittadini hanno ormai aperto gli occhi e premiano una politica d’opposizione non irresponsabile né pregiudiziale e tuttavia ferma e intransigente.
Nelle intenzioni di voto l’IdV tocca il 9,2% migliorando ulteriormente le posizioni raggiunte nei rilevamenti del giugno scorso e superando per la prima volta il tetto raggiunto nelle Europee del 2009. Tra i leader Antonio Di Pietro, con il 39,45 dei consensi, risulta in testa alla lista, seguito da Nichi Vendola (39%), Giulio Tremonti (37,8%) e Pierluigi Bersani (34,7%).
Silvio Berlusconi, il grande comunicatore, l’imbonitore, è in fondo alla classifica, col 22,7%. Peggio di lui solo Bossi, col 22%. Segno che davvero non si può ingannare molta gente per molto tempo come hanno provato a fare i due alleati di governo.
L’alleanza che da mesi e mesi l’Italia dei Valori propone, quella tra Pd, IdV e Sel sta al 44%, quasi 9 punti percentuali sopra l’alleanza di centrodestra, che arretra sino al 35,3%. Cosa ci vuole di più per capire che le elezioni politiche possono essere vinte senza bisogno di mendicare a tutti i costi l’alleanza con un Terzo Polo al 10,7%?
Tra i partiti il Pdl scivola ancora, dal 26,4% di giugno al 25,5%, e anche la Lega perde un punto secco in pochi mesi, dopo averne perso un altro nel trimestre precedente: un precipizio. L’Udc invece migliora le posizioni: dal 6,7 al 7,4%.
Anche nel centrosinistra, però, quasi tutte le singole forze registrano una flessione: il Pd dal 29,7 al 29,5%, Sel dal 5,6 al 5,3%, il Movimento cinque stelle dal 4 al 3,5%. Solo l’IdV è cresciuta in questa durissima estate in cui gli italiani hanno scoperto di essere stati presi in giro da chi diceva che la crisi era finita. Perché è stato l’unico partito che ha fatto opposizione sul serio, senza strillare inutilmente ma senza scontare niente, neppure per un attimo, a questo governo.
IdV al 9,2%. Di Pietro primo tra i leader




