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13
Aug
2012

Passera, il tecnico trivellatore

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Antonio Di Pietro

Zitto zitto, il governo dei professori con le orecchie d'asino si prepara a infliggere un altro colpo mortale all'ambiente, alla salute e anche all'economia del Paese. Il punto di partenza del ministro per lo Sviluppo Corrado Passera è pienamente condivisibile: per rilanciare lo sviluppo bisogna partire dall'energia. Noi dell'Italia dei Valori lo diciamo da sempre. Anche per questo avevamo promosso il referendum che ha fermato l'energia non solo più pericolosa ma anche più antieconomica che ci sia, quella nucleare.
Peccato che Passera partito bene prosegua malissimo, camminando a ritroso come i gamberi: verso il passato invece che verso il futuro, verso l'antichità invece che verso la modernità.
Cosa vorrebbe fare infatti il geniaccio stando a quello che pubblica oggi La Repubblica? Semplice, moltiplicare le trivellazioni alla ricerca del petrolio e tagliare i fondi per la ricerca sulle rinnovabili, cioè sulla strada che tutta l'Europa considera l'orizzonte del futuro, da cui prestissimo dipenderanno lo sviluppo, la crescita e il risparmio.
Per mettere in pratica questo piano geniale, le volpi del governo vogliono abbattere molti dei limiti che proteggono oggi, del resto solo in minima parte, l'ambiente. Prima di tutti quello che vieta le trivellazioni fino a 12 miglia dalle coste. Passera vuole invece che le trivellazioni arrivino quasi a riva, così anche una delle  poche risorse del Paese, il suo mare e le sue spiagge, ce le potremo dimenticare.
Il ministro già ci aveva provato una volta, ma persino all'interno di questo governo c'erano state resistenze tali che non se ne era fatto niente. In autunno vuole riprovarci e stavolta pensa di portare a casa lo scalpo delle spiagge italiane.
La ricerca sulle rinnovabili, invece, è stato nell'ultimo anno uno dei pochi settori per i quali l'Europa non tira le orecchie all'Italia. Di conseguenza il ministro ha deciso di tagliare i fondi, così di qui a pochi anni ci troveremo, oltre che senza spiagge e con poca energia, penalizzati e arretrati proprio nel settore in cui l'innovazione sarà più che mai fondamentale e decisiva.
Questo non è un governo di tecnici. E' un governo di scienziati pazzi e incapaci che dicono di voler salvare l'Italia e invece la stanno condannando a diventare un Paese arretrato e sempre più povero. La sola salvezza per l'Italia è che se ne tornino presto alle loro cattedre e ai loro laboratori, senza più fare danni.