Un fallimento: è questa l’unica parola con la quale l’Italia dei Valori definisce l’operato del governo Monti e della sua maggioranza Pdl, Pd ed Udc.
Un fallimento che emerge anche dai dati Moody’s. L’agenzia americana di rating, che esegue ricerche finanziarie ed analizza attività di imprese commerciali e statali, ha infatti delineato un quadro disastroso delle casse dello Stato ed ha nuovamente declassato l’Italia, dopo averla già bocciata pochi mesi fa.
“A novembre 2011 – afferma Maurizio Zipponi, responsabile nazionale Lavoro e Welfare dell’IdV - questo esecutivo è stato nominato con un mandato preciso, quello di ridurre lo spread e il debito pubblico e generare crescita. In otto mesi – spiega - ha tagliato le pensioni, ha aumentato le tasse, ha generato il dramma degli esodati, ridotto i salari reali e approvato la legge su licenziamenti facili del Ministro Fornero”.
Un quadro, quello attuale, che non lascia altra soluzione di uscita se non il ritorno alle urne.
“Il governo Monti – continua Zipponi - invece di realizzare manovre anticicliche, ha incentivato la recessione. Meno salari e pensioni implicano un calo dei consumi e delle entrate fiscali, più debito e meno occupazione. Al contrario, la riduzione delle tasse sugli investimenti e sul lavoro, il taglio delle spese militari e la tassazione dei grandi patrimoni, degli scudati e dei capitali esportati in Svizzera, comporterebbero una crescita. Per l’IdV, di fronte al fallimento di un’azienda, è necessario individuare le responsabilità, per poi farne nascere una nuova. In una democrazia, lo strumento contro il fallimento di un governo sono le elezioni: bisogna dare la parola e il voto ai cittadini, per far sì che – conclude il responsabile Lavoro e Welfare - siano loro a scegliere la coalizione e il programma da realizzare”.




