Intervista del presidente dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro al quotidiano Il Manifesto
Onorevole, a pagare il tributo della spending review saranno anche i tribunali, le procure e perfino quel che ne rimane del personale penitenziario, cosa ne pensa?
“Sulla necessità di una rivisitazione della spesa pubblica siamo tutti d’accordo ma il problema di fondo è che togliere soldi alla giustizia, al sociale o alla cultura è un po’ come rubare al buon Samaritano. Ci sono settori che devono essere implementati in termini di risorse economiche e semmai bisogna intervenire per far funzionare meglio la macchina, altro che tagliare. Togliere il tribunale a Lamezia Terme o a Catrovillari – dove vorrebbero chiudere il tribunale appena costruito, costato 15 milioni di euro e che sarà inaugurato la prossima settimana – è un non-senso”.
Monti spiega che per riformare occorre tempo, ora servono soldi cash, subito.
“Subito subito si possono fare 150 milioni rinunciando alla cosiddetta legge Mancia. Qualche miliardo ritirando le truppe in Afghanistan e risolvendo tutti i contratti di approvvigionamento del materiale bellico. Piuttosto che agli esodati, i soldi li prenderei agli scudati fiscali; eliminiamo il finanziamento pubblico ai partiti oppure riduciamo il numero di parlamentari. C’è una sfilza lunga un chilometro di tagli da fare ma si preferisce toccare le fasce più deboli. Il governo Monti ha l’aggravante di sapere quello che fa: scientemente e coscientemente sceglie di fare l’interesse di pochi e danneggiare molti. Ma come si fa a pensare di tagliare sul personale penitenziario? Più tagliano gli agenti, più devono stare chiusi in gabbia quelli che stanno in galera. Così, fai un danno anche alla funzione risocializzante del carcere”.



